Vino e tecnologia: tra memoria e innovazione

In vino veritas. Le storie di successo delle aziende che puntano sul binomio vino/tecnologia sono interessanti, soprattutto considerando la rilevanza e il valore strategico del settore vitivinicolo nell’economia agricola italiana e nel Made in Italy alimentare

L’accostamento di vino e tecnologia potrebbe, a prima vista, sembrare insolito. Il settore enologico, istintivamente, ci fa pensare alla storia e alla tradizione, più che all’innovazione tecnologica. Eppure, alcune aziende stanno sperimentando nuove strade per portare innovazione all’interno di una filiera produttiva come quella del vino, valorizzando il prodotto finale in modo significativo. I risultati sono interessanti, soprattutto considerando la rilevanza e il valore strategico del settore vitivinicolo nell’economia agricola italiana e nel Made in Italy alimentare

Ecco le storie della Fratelli Martini e di Cavit.

Vino e tecnologia: il caso della Fratelli Martini

“Il successo di innovare nel rispetto della tradizione” è il motto della Fratelli Martini Secondo Luigi S.p.A., conosciuta in Italia con il brand Casa Sant’Orsola, e nel mondo con il marchio Canti (tra i primi 30 top brands a livello internazionale).

Dalle ultime classifiche relative al 2018, risulta la più grande azienda vinicola a conduzione familiare del nostro Paese. Attiva dal 1947, questa realtà d’eccellenza – che ha la sede centrale a Cossano Belbo, nella cornice delle Langhe – struttura l’offerta attraverso vari brand: dalla Casa Sant’Orsola al Canti, dal 35° Parallelo alla Collezione Marchesini e Il Cortigiano, registrando una crescita costante.

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L’Amministratore Unico, Gianni Martini

L’Amministratore Unico, Gianni Martini

La Dr.ssa Eleonora Martini

La Dr.ssa Eleonora Martini

 

Merito delle più moderne tecniche e tecnologie enologiche adattate alla materia prima selezionata con cura, coltivata in Piemonte e acquistata dai migliori fornitori nelle altre regioni.

“Nel nostro comparto l’apporto della tecnologia, soprattutto negli ultimi anni, è emerso in modo decisivo – spiega la Società, precisando che – nel 2018 l’azienda ha compiuto investimenti per circa 6 milioni di euro, soprattutto in tecnologia ad alta innovazione”.

L’apporto tecnologico al comparto ha migliorato – in particolare – il sistema di controllo mediante software PLC (Programmable Logic Controller), l’interconnessione ai sistemi informativi, l’integrazione automatizzata con il sistema logistico di fabbrica e fra le macchine del ciclo produttivo. E ancora, l’interfaccia tra le persone e gli impianti, divenuta più semplice e intuitiva, nonché la rispondenza ai più recenti parametri di sicurezza, salute e igiene del lavoro.

vino e tecnologia

L’innovazione tecnologica come strumento di crescita

Ad ogni modo la Fratelli Martini – con una distribuzione che tocca 70 Paesi, un fatturato di 220 milioni raggiunto nel 2018, di cui il 90% all’estero – ritiene che le innovazioni di processo nel settore vitivinicolo potrebbero supportare l’ulteriore miglioramento ed espansione nell’utilizzo di software e centraline di rilevazione dei parametri in vigna, legati anche alla meteorologia, che monitorino costantemenre sia la crescita della vite sia l’arrivo o la presenza di eventuali malattie.

Vino e tecnologia: l’esempio di Cavit

Un altro esempio di relazione virtuosa tra vino e tecnologia, cioè di come l’innovazione tecnologica possa portare benefici al mondo del vino, è rappresentato da Cavit (Cantina Viticoltori del Trentino) una cooperativa che unisce dieci cantine sociali trentine con 4500 viticoltori associati.

Cavit raccoglie, esamina e seleziona le materie prime prodotte dalle cantine associate, controllando ogni singola fase: dall’affinamento all’imbottigliamento, nel rispetto dell’ambiente. Il bilancio 2017/2018 di Cavit certifica un fatturato che supera i 190 milioni di euro, con un incremento delle vendite pari al 4,4% sull’anno precedente.

“Risultati significativi raggiunti anche grazie all’impegno dell’azienda e agli investimenti per il perfezionamento costante della filiera e delle modalità produttive più all’avanguardia – illustra Andrea Faustini, enologo, coordinatore e responsabile scientifico del team agronomico Cavit. – l’azienda vanta la più avanzata piattaforma tecnologica in Italia per l’implementazione di una viticoltura intelligente ed ecosostenibile, il sistema Pica (Piattaforma integrata cartografica agriviticola)”.

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Andrea Faustini, enologo, coordinatore e responsabile scientifico del team agronomico Cavit

Vino e tecnologia: il sistema Pica

Inaugurato da Cavit nel 2010 in collaborazione con la Fondazione Edmund Mach e la Fondazione Bruno Kessler, Pica rappresenta “un’interfaccia digitale che offre a computer, tablet o smartphone una visualizzazione dettagliata dei diversi vigneti, con l’opportunità di approfondire i temi in maniera semplice e ricevere preziosi input per la coltivazione”, continua Faustini.

Insomma, Pica è un modello evoluto di pratiche agronomiche, applicato “a pieno regime”, che distingue l’innovativo modus operandi della filiera Cavit.

“Pica permette di conoscere ogni singolo vitigno: i dati sugli appezzamenti delle migliaia di viticoltori che compongono la filiera Cavit vengono costantemente rilevati da appositi sensori, per essere poi registrati e controllati ogni giorno dai software delle cantine associate”.

Una volta raccolte, le informazioni vengono elaborate e rimesse a disposizione dei viticoltori in modo immediato e semplice, tramite sms o email che avvisano in tempo reale ogni singolo agricoltore sui modi migliori per procedere nel suo lavoro quotidiano.

“In concreto – conclude Faustini – Pica è fondamentale per pianificare le tecniche agronomiche, monitorare patologie fungine e insetti così da effettuare in modo mirato azioni protettive più consone riducendole al minimo, controllare le condizioni meteo climatiche e lo stato di maturazione delle uve per la corretta organizzazione della vendemmia”.

 

 

 

 

 

 


Vino e tecnologia: tra memoria e innovazione - Ultima modifica: 2019-06-21T12:17:08+00:00 da Massimo Canorro

Giornalista di lunga esperienza nel mondo della tecnologia, esplora gli impatti del digitale sulle persone e le imprese.

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