Il lusso più esclusivo diventa condiviso… solo sui social!

Lusso è spesso sinonimo di “esclusività” eppure anche i grandi marchi a cinque stelle non vogliono perdere le opportunità offerte dal marketing virale e social. L’apparente contraddizione in effetti non deve trarre in inganno. Lo sanno bene Tiffany & Co e Burberry che possono ritenersi più che soddisfatti dei risultati ottenuti utilizzando strumenti aperti e […]


Lusso è spesso sinonimo di “esclusività” eppure anche i grandi marchi a cinque stelle non vogliono perdere le opportunità offerte dal marketing virale e social. L’apparente contraddizione in effetti non deve trarre in inganno. Lo sanno bene Tiffany & Co e Burberry che possono ritenersi più che soddisfatti dei risultati ottenuti utilizzando strumenti aperti e condivisi sulla rete.

Tamba, azienda UK specializzata in marketing digitale, con una recente indagine ha ben rappresentato il fenomeno.

La sensazione di esclusività può essere felicemente rifondata grazie a una corretta strategia di social media marketing e mobile basata sui forti legami emotivi con i propri clienti e l’identificazione con il brand.

E in effetti pare che condividere (soprattutto se si acquista) piaccia… sarà snob, ma ben il 30% di coloro che hanno fatto shopping di lusso ama raccontarlo sui social network. E il 69% predilige Facebook.

Non stupisce quindi che il 69% dei marchi del lusso abbia attivato un profilo su Facebook, il 46% un account su Twitter e il 34% proponga una app per mobile. Un investimento destinato a ottimi ritorni anche a fronte del 13% degli acquirenti di che interagisce via Facebook con l’azienda di riferimento e il 14% attraverso il proprio smartphone, prima dell’acquisto.

I consensi in rete – tra acquirenti e non – non si fanno attendere e Burberry può già vantare più di 12 milioni di fans su Facebook, Dior e Gucci 7,8 milioni, Prada ‘solo’ 1,7 milioni.

Brand del lusso e social

Fonte: Tamba


Il lusso più esclusivo diventa condiviso… solo sui social! - Ultima modifica: 2012-05-14T12:16:29+00:00 da Francesco Marino
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