di Alessandro Donadio
A vederlo sembra uno smartphone, ma l’HP Elite X3 è anche di più. Innanzitutto è un phablet, cioè una categoria intermedia tra il telefonino e un tablet, ma soprattutto è un sistema mobile pensato per le imprese. Con un unico dispositivo, che monta Windows 10, si può utilizzarlo come smartphone o come un vero pc laptop o desktop.
Fino ad oggi nell’ambiente mobile bisogna usare differenti dispositivi per svolgere i diversi compiti. HP ha messo nell’Elite X3 un processore da pc desktop la capacità di integrarsi con altri dispositivi.
HP per progettare Elite X3 è partita da alcune domande:
Cosa serve oggi alle aziende ed alle sue persone per poter essere performanti ed efficaci?
Come si può attraverso la tecnologia attuale potenziare le attività delle persone e delle organizzazioni?
HP vuole dire la sua e non senza autorevolezza in effetti. Entra così nel mercato degli smartphone sfidando i grandi player ormai da tempo su questo solco.
Quello che è stato presentato alla stampa in una prima segretissima e blindatissima è quello che secondo Gianpiero Savorelli – General Manager personal system HP – rappresenta una innovazione dirompente in casa HP.
A partire da una nuova missione, tanto per cominciare, che vede l’azienda investire in programmi di innovazione e “reinvention” continui, che la vuole posizionare fra coloro che intendono cambiare il modo di vivere delle persone (“create technology that make life better for everyone, everywhere”).
In questo linea si posiziona l’ambizione che trasferisce Michael Park – VP&GM mobility HP inc. – nel presentarci questo nuovo prodotto.
Le domande alle quali vuole rispondere sono sostenere la performance delle persone e aziende, attraverso tre concetti di fondo:
– la potenza dei pc HP
– la generazione di uno spazio di collaborazione digitale
– la mobilità come liberazione nel tempo e nello spazio

HP Elite X3 vuole essere tutto questo, unendo la potenza del pc, la portabilità del tablet e la connettività dello smartphone, in una combinazione che si dichiara cambierà le attività delle persone per sempre.
Il cuore di questo sistema è lo smartphone che vuole far stare questi tre elementi di forza tutti in una mano.
L’X3 ha caratteristiche tipiche da pc: potenza del processore Qualcomm Snapdragon 820 (2.15 GHz, 4 core),
memoria 4 GB LPDDR4 SDRAM,
esperienza video e audio adatta a conference call aziendali di livello.
Non solo potenza però.
La partnerhip con Salesforce che installa così in maniera nativa la sua applicazione di collaboration vuole dotare gli utilizzatori di un workplace agevole e già incluso.
Vi è poi l’integrabilità dello smartphone con altri dispositivi attraverso il desk dock che porta in modo immediato le potenzialità di X3 su ogni ulteriore device fisso. A questo si aggiunge il Quick Charge 3.0 technology di Qualcomm per una ricarica veloce.
Park dichiara che X3 è “costruito per il business” con la semplice aspirazione di introdurre in azienda uno strumento dalla user experience che le persone apprezzeranno, insieme ad una capacità, sicurezza e bassa invasività che i responsabili IT apprezzeranno.
X3 ha dichiarato Park, una “killer device” perché porterà ad una forte semplificazione, ma anche, nell’interazione con altri dispositivi, il cuore di un ecosistema integrato, che promuoverà capacità di presidio delle attività organizzative attraverso la disponibilità di dati in mobilità e la collaboration.
La riflessione è certamente che le aziende hanno bisogno di semplificazione di uso negli strumenti perché sempre più complesse diventano le attività operative.

Vedremo in quale fascia di prezzo si posizionerà Elite X3 e con quale tipo di offerta avvicinerà le aziende, elementi questi non meno importanti del prodotto.
L’arrivo sul mercato è previsto per questa estate, non avremo da aspettare molto quindi per soddisfar queste ulteriori curiosità.