Meg (ovvero Micro Experimental Growing)rivoluziona il processo di coltivazione permettendo di gestire tutti i parametri di crescita dei vegetali e controllare microclima e illuminazione con una app su smartphone o tablet

di Cecilia Cantadore

Nell’Internet delle cose l’alimentazione avrà un grande ruolo, a cominciare dalle piccole cose. Meg è Una serra che registra i segreti di una buona coltivazione artificiale, per ripetere il processo in caso di successo o condividerlo con altri online tramite una piattaforma dedicata dove è possibile acquisire e scambiare informazioni con una comunità di appassionati e professionisti, nella visione di una cultura aperta e condivisa, per migliorare le proprie attività di microgrowing.
Meg non è ancora in vendita; online sono disponibili gratuitamente i file e le guide per la sua autocostruzione. L’idea è arrivata ai professionisti di lighting design milanesi D’Alesio&Santoro che l’hanno sviluppata inizialmente per Yradia. Poi il progetto ha preso ufficialmente il via con un tour di presentazioni mondiale e una campagna su Kickstarter, ha vinto il contest di Wired “Hack the Expo” ed è partita una nuova campagna di crowdfunding su Eppela. Con il ricavato verrà finanziata la ricerca scientifica agrobiologica, a cura della facoltà di Agraria dell’Università di Milano, la progettazione meccanica e la programmazione dell’hardware. L’obiettivo degli ideatori è quello di esporre cinque Meg nella metropolitana di Milano, costruite ad-hoc e messe in funzione da maggio a ottobre 2015. Il prossimo step è quello di realizzare un prototipo fisico, funzionante e in scala 1:1 entro febbraio 2015. Alla fine di Expo, le Meg realizzate per l’occasione saranno donate a entità pubbliche e private attive sia nella ricerca che nella formazione culturale agrobiologica. Vista in prospettiva, la serra Meg ha le potenzialità per rivoluzionare e democraticizzare l’agricoltura e la botanica, nonché il futuro dell’homegrowing.