Automotive

Torino: la prima in Italia con mezzi pubblici a guida autonoma

Torino è la prima città italiana ad avere degli autobus senza conducente: i mezzi a guida autonoma, ovvero veicoli che si muovono senza bisogno di conducente, fanno il loro ingresso nel trasporto pubblico in Italia. A Torino è stato inaugurato il programma Autonomo che mette a disposizione dei cittadini due navette speciali che saranno protagoniste della prima sperimentazione di trasporto pubblico a guida autonoma in Italia su un normale percorso di linea cittadino e con passeggeri a bordo. La sperimentazione su strada ha preso il via durante l’estate con gli ultimi adempimenti tecnici sui veicoli e le prime prove; il progetto pilota di Torino potrebbe essere ripreso in altre città italiane interessate a offrire dei mezzi moderni in grado di migliorare il servizio dato da autobus o tram.

Torino mezzi pubblici a guida autonoma

Sono state presentate a Torino, presso il deposito dell’azienda Gtt, che gestisce il trasporto pubblico della città piemontese, le due navette a guida autonoma realizzate da Navya. Quest’ultima è una startup francese specializzata nella produzione di veicoli tecnologici. La ditta ha già immesso i suoi mezzi in alcune città del mondo, come Kronach in Germania, White Bear Lake negli Stati Uniti e presso l’aeroporto del Bahrain. “Dopo quello che è stato essenzialmente un periodo di prova, abbiamo notato un crescente interesse dei clienti nel rendere le nostre navette un appuntamento fisso e anche nell’estendere le loro reti attraverso nuove acquisizioni. Ci stiamo muovendo passo dopo passo dal pensare in termini di prove a una logica di acquisizione ed espansione, che è il segno di come le navette a guida autonoma hanno trovato il loro migliore utilizzo” ha detto la Ceo di Navya Sophie Desormiere.

Guida autonoma a Torino

I veicoli torinesi circoleranno sul percorso sperimentale di circa 2 Km, allestito attraverso specifica segnaletica, nella zona degli ospedali cittadini (ex Molinette, Sant’Anna, più recentemente denominati complesso Città della Salute e della Scienza). Il programma Autonomo offre un trasporto pubblico flessibile a chiamata (il percorso è predefinito ma non fisso, come non sono fissi gli orari) su veicoli a guida autonoma. Il servizio sarà svolto con due navette senza conducente in grado di muoversi nel normale traffico urbano e di rilevare in tempo reale gli ostacoli, siano essi auto, biciclette o pedoni, in modo rapido e affidabile. Ogni veicolo, accessibile anche alle persone con disabilità, può ospitare fino a 14 passeggeri (11 posti a sedere e 3 in piedi); come da normativa, sarà sempre presente a bordo un operatore Gtt per fornire l’assistenza necessaria. Il servizio, che a ottobre sarà allargato in altre zone cittadine, in questa fase sperimentale sarà gratuito e fruibile previa prenotazione tramite l’app ufficiale.

Come funzionano i veicoli senza conducente

Gli speciali shuttle elettrici di Navya sono espressamente progettati per soddisfare le esigenze di un veicolo autonomo e senza conducente, ottimizzando al contempo le caratteristiche di navigazione e sicurezza. Senza volante né pedali, utilizzano efficaci sistemi di guida e rilevamento che combinano vari tipi di tecnologia avanzata. I dati provenienti da sensori Lidar, fotocamere, Gps e odometria vengono uniti e interpretati da programmi di deep learning. “Le nostre navette non sono solo esempi di tecnologia di trasporto emergente, ma forniscono anche una risposta concreta alle esigenze di mobilità della comunità collegando le persone e consentendo loro di accedere a servizi e attività” aggiunge Desormiere. Per merito dei nuovi veicoli autonomi, senza conducente ed elettrici, Torino fa da apripista alla mobilità del futuro, destinata a diventare sempre più sostenibile e tecnologica.

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Torino: la prima in Italia con mezzi pubblici a guida autonoma - Ultima modifica: 2022-09-13T16:31:30+00:00 da Andrea Indiano

Giornalista con la passione per il cinema e le innovazioni, attento alle tematiche ambientali, ha vissuto per anni a Los Angeles da dove ha collaborato con diverse testate italiane. Ha studiato a Venezia e in Giappone, autore dei libri "Hollywood Noir" e "Settology".

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