Coffee Break – L’informatica che cambia

In azienda i discorsi più concreti si fanno (molte volte) durante le pause, alla macchinetta del caffè. Si parla di lavoro, di marketing, di occasioni e di business senza formalità, come in questa rubrica. Grazie a due marketing manager. Da centro di costo a decision maker  Oggi innovare non significa più semplicemente ideare un nuovo […]

In azienda i discorsi più concreti si fanno (molte volte) durante le pause, alla macchinetta del caffè. Si parla di lavoro, di marketing, di occasioni e di business senza formalità, come in questa rubrica. Grazie a due marketing manager.

Da centro di costo a decision maker

Francesca Pilone - Twitter: @FPilone

 Oggi innovare non significa più semplicemente ideare un nuovo prodotto,

immetterlo sul mercato e focalizzarsi sulla comunicazione e il lancio della

novità. Innovare significa saper leggere la realtà alla luce di esigenze in

continuo cambiamento, di tempi sempre più rapidi e di richieste

d’interazione sempre più complesse.

Innovare signifi ca saper adattare un’idea creativa a un processo di

business, per generare effi ienza e nuovo profitto, realizzare nuovo

valore ed essere in grado di seguire l’evoluzione del mercato. Il mondo

che ci circonda evolve rapidamente e l’innovazione consente di

seguirne il percorso di crescita, con un circolo virtuoso che stimola la

differenziazione e la competizione.

Solo le aziende che sanno trasformare e reinterpretare il modello di

business, per indirizzare il proprio target di clienti e prospect,

sapranno sopravvivere e avere successo. Basti pensare al

percorso di cambiamento intrapreso da realtà delle

telecomunicazioni o del mondo finanziario e l’evoluzione verso

nuovi modelli e livelli di servizio, che hanno portato alla nascita di

inediti service provider e di realtà aziendali sempre più flessibili e

attente alle richieste degli stakeholder.

Inoltre, l’aumento del volume delle informazioni gestite da privati

e aziende rende ancora più strategica la gestione intelligente

dei dati, la raccolta e l’analisi accurata, con l’obiettivo di

trasformarli in nuovo valore per il business (e parliamo

proprio dei Big Data, dopo la virtualizzazione, il cloud e la

sicurezza del cloud che hanno animato le discussioni

tecnologiche degli ultimi anni).

L’IT gioca un ruolo fondamentale in questo percorso

evolutivo. E chi ne fa parte deve saper interpretare

correttamente questo cambiamento. L’impegno e

l’attenzione verso la trasformazione dell’IT riguardano

anche la nascita di nuovi ruoli e modi di interpretare il

lavoro, di nuove competenze e capacità, ma anche di un

nuovo accreditamento dell’IT manager nel percorso

decisionale in azienda, che diventa un importante

nucleo di infl uenza o decision maker (e non più

semplicemente un centro di costo), con un forte

impatto nelle decisioni aziendali e di business.

.

La rivincita dei… Geek

Valerio Rosano - Twitter: @valeriorosano

Negli ultimi 10 anni il mondo dell’informatica si è evoluto rapidamente e

l’interazione tra l’uomo e la macchina ha dato vita a reti, architetture, sistemi

di comunicazione e servizi sempre più complessi. Per questo oggi è

fondamentale conoscere le strutture informatiche che fanno parte della

nostra quotidianità, oltre a tutti i mutamenti sociali che questa evoluzione ha

portato con sé. Ad esempio, ve li ricordate i “nerd”? Così eravamo definiti

“noi dell’IT” non più di 10 anni fa: tecnologici, secchioni e un po’ sfigati.

Bene: oggi, tra i molti problemi che ci rovinano il sonno, troviamo

indubbiamente domande fondamentali come “è vero che Sean Connery è

più bello da vecchio?” E l’immancabile questione “che differenza c’è tra

nerd e geek?”. Sono due parole per definire gli appassionati di nuove

tecnologie, videogiochi, Internet, smartphone… Una non bastava?

Proviamo a fare chiarezza. Partiamo dai nerd. Sono persone affascinate

dalla conoscenza, soprattutto nell’ambito dell’informatica, della scienza

e della matematica, tendenzialmente solitarie e probabilmente un po’

sociopatiche. E allora i geek? Sarebbero la versione “potabile” dei

nerd? In un certo senso: i geek sono più sensibili alle mode

tecnologiche e ai nuovi media, qualche volta hacker e comunque

parecchio più socievoli. Sono perennemente informati su tutto,

frequentano siti Web autorevoli e impiegano gran parte del loro

tempo a fiutare le ultime frontiere tecnologiche, culturali e virali che

la Rete mette a disposizione. È così che un geek può anche

diventare famoso, un vero e proprio opinion leader in salsa

hi-tech. Non vi siete riconosciuti in questa definizione? Beh, devo

dirvelo: io sì. Nerd e geek, in realtà, oggi non hanno più un

valore negativo: la conoscenza è qualcosa che deve affascinarci.

Sempre e comunque. Siamo uomini e donne dell’IT, ci facciamo

domande sempre più sofisticate e cerchiamo risposte. Ecco

perché termini come nerd e geek sono perfettamente

integrati nel lessico diffuso, sono oggetto di blog, fumetti, libri

e serie tv. Ma non solo: possono essere la generazione che

addirittura porterà l’Europa fuori dalla crisi. L’IT è uno

strumento formidabile per uscire dalle difficoltà degli ultimi

anni: sono state e devono continuare ad essere proprio le

tecnologie digitali a dare quella spinta in più al Paese.

E l’esercito che darà questa spinta è quello dei nerd, o dei

geek se preferite, cioè quelle persone che all’interno delle

aziende portano le grandi novità. Novità, ma in che

settore? Il cloud computing, il mobile, l’E-Gov e l’Open

Data e infine i social media. Insomma, siamo

oltre La rivincita dei nerds . Siamo geek.

E meno male.


Coffee Break – L’informatica che cambia - Ultima modifica: 2012-10-02T10:18:56+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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