Social Media e B2B “immagina… puoi”

Valerio Rosano - Twitter: @valeriorosano

di Valerio Rosano

 

Social media e B2B: sono ancora tanti i miti da sfatare e le curiosità da soddisfare. Il dibattito è in continua crescita, anche in Italia. I numeri parlano chiaro e dimostrano che i social media sono una grande opportunità per le aziende del B2B, ma come fare? “Immagina, puoi”: bisogna aprire la mente al cambiamento con idee e passione. Ma su cosa dobbiamo puntare per non buttare via il nostro investimento? Me lo sono chiesto anch’io e ho iniziato a lavorare su questi obiettivi:
1) aumentare il valore del brand;
2) portare traffico sui propri siti Web;
3) promuovere i prodotti;
4) ottimizzare la propria presenza sui motori di ricerca.
Su quali social bisogna essere attivi? I canali attualmente più usati dai professionisti nel B2B sono LinkedIn (30%), seguito da Facebook (20%) e poi Blog (19%), Twitter (16%), YouTube (8%). Vanno usati contemporaneamente più canali per poter dare “profondità” all’azione, ma attenzione a non esagerare. Ecco a voi qualche spunto nuovo su come usarli.
Aggiungete tra i social B2B anche Instagram o Pinterest: che le immagini siano uno strumento fondamentale per una buona strategia di comunicazione non è una novità. Ma da quando condividere è diventata una parola d’ordine, gli utenti hanno cominciato a comunicare le proprie emozioni, attraverso status, post… e soprattutto foto. Promuovete eventi collegati all’attività della vostra azienda: Instagram in questo vi può dare una grossa mano. Battezzate un hashtag, proprio come succede su Twitter, e incoraggiate gli utenti a condividere le immagini su quell’evento attraverso quella parola chiave. Questo farà sì che il vostro incontro venga vissuto come un’esperienza e non solo come una semplice manifestazione. LinkedIn è il sito di business networking più conosciuto al mondo: 2 iscritti al secondo, 3,4 milioni di utenti in Italia. Costruire delle solide reti di connessioni su LinkedIn è importante, in quanto il marketing B2B si basa spesso sulla fiducia e sul passa parola. Avere dei collegamenti condivisi con altre persone è un buon modo per creare fiducia. Che altro aggiungere… usatelo! I social media, il vostro sito Web o blog, le azioni di public relation non “fluttuano” nel cyber spazio isolati gli uni dagli altri. L’impatto che tutte queste piattaforme possono avere sul vostro business dipende dall’abilità di creare collegamenti, laddove appropriati, fra esse.

 

Reinventarsi di continuo

Francesca Pilone - Twitter: @FPilone

di Francesca Pilone

Caro marketing un po’ vintage, fatto di pubblicità, newsletter e telemarketing… arrivederci al prossimo riciclo storico, se mai ci sarà! Si tratta di un’evoluzione a volte un po’ sofferta, quasi una rivoluzione subita, talvolta violenta, ma senza dubbio necessaria. Inevitabile. E così il marketing si reinventa, come le aziende si reinventano, i business manager, le risorse umane, la divisione finance… Si inizia con un account su LinkedIn, quindi Facebook per poi entrare in Twitter. Si usa il Web per conoscere e informarsi… ma anche per condividere, per postare, per taggare, per twittare e per mettere “i like”. Così la comunicazione si apre sul mondo. Ma, per chi fa questo lavoro da anni, non è per niente facile saper passare dall’intuizione di una campagna pubblicitaria, dalla scienza accurata del processo di creazione di un progetto di mailing e telemarketing, da situazioni, insomma, in cui sappiamo di essere i più competenti in azienda, anzi i migliori, i numeri uno… a scenari in cui dobbiamo rimettere in discussione i processi, i mezzi di comunicazione e, soprattutto, noi stessi. Aprire un account su Twitter e partire da zero follower è un impegnativo “back to basic”, così come scoprire, proprio appena dopo aver finalmente vinto la battaglia aziendale del Crm, che la business intelligence è superata dalla data analytics e che la nuova onda è quella dei Big Data e della “sentiment analysis”. Ma quando d’un tratto t’accorgi degli scenari meravigliosi che questi nuovi strumenti sono in grado di aprire, tutto torna a essere straordinariamente divertente: nuove regole per la selezione accurata del target, tempistiche completamente diverse, velocità e flessibilità mai conosciute prima, incredibili possibilità di analizzare le reazioni e i feedback, livelli di personalizzazione dei messaggi che pochi mesi fa sembravano fantascienza. E, soprattutto, una nuova capacità di interagire con i clienti, costruire relazioni, osservare i concorrenti, interpretare le nuove tendenze e anticipare, davvero, i cambiamenti.

 

 

Il marketing al tempo di Facebook ultima modifica: 2013-03-11T15:29:07+00:00 da Francesco Marino
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