L’intelligenza della natura e come copiarla

L’evoluzione ci ha portato fino a qui. La pandemia globale ci interroga su ciò che sarà il mondo che vogliamo nel prossimo futuro, possiamo però, come sempre ispirarci alla natura per migliorare le nostre capacità.

In base allo studio dei fossili abbiamo scoperto che, negli ultimi diecimila anni, il cervello umano medio si è ridotto delle dimensioni di una pallina da tennis. Ma questo non significa che siamo meno intelligenti. Innanzitutto, sono cambiate le condizioni dell’ambiente in cui viviamo; dato che non dobbiamo più proteggerci dai predatori e andare a caccia in competizione con altre specie per sopravvivere. I nostri cervelli più piccoli sono probabilmente più efficienti.

Inoltre, l’intelligenza non dipende dalle dimensioni ma dall’estensione delle connessioni nel cervello, dalla complessità e dalle funzionalità delle sinapsi. Per stimolare l’attivazione di link comunque potremmo prendere spunto proprio dal comportamento di specie meno evolute ed intelligenti e riflettere – in tempi così difficili – sul tema della sopravvivenza della specie. Per farlo, vi proponiamo alcune curiosità dal mondo delle piante e degli animali che forse non tutti conoscono.

Tannini tossici

Quando animali come le antilopi iniziano a divorare le foglie degli alberi di Arcadia, che si trovano nella savana africana, questi aumentano la produzione di tannino a livello tossico. Inoltre, emettono una nuvola di gas etilene che invia un messaggio di allerta agli altri alberi, in modo che anch’essi possano produrre più tannini.

Il caffè fa male

La caffeina, che si trova nelle foglie di tè, nelle bacche di guaranà, nelle noci di cola e, naturalmente, nei chicchi di caffè, agisce come un pesticida naturale. Per gli uomini è una sostanza stimolante, ma per gli insetti che cercano di mangiare le piante contenenti caffeina agisce in modo da sovraccaricarne il sistema nervoso, paralizzandoli.

Intelligenza natura

Attenti alla mucca

Nonostante la paura degli squali abbia sbancato al botteghino, secondo il Center for Disease Control, questi animali uccidono una media di quattro persone all’anno, mentre le mucche ne uccidono 22 all’anno. Sebbene in questo conto ci sono anche circostanze collegate a incidenti stradali, nel 75% dei casi si tratta di attacchi premeditati. E, tra questi, ci sono quelli di gruppo ben coordinati.

Pipistrelli pro e contro

I pipistrelli non hanno mai goduto di buona fama, soprattutto di questi tempi. Ma la verità è che ci fanno un grande favore perché divorano insetti fastidiosi. In effetti, sono così bravi a tenere lontani i parassiti dalle nostre colture alimentari, che risparmiano, ai soli agricoltori statunitensi, almeno 3,7 miliardi di dollari in pesticidi ogni anno.

I diamanti migliori amici

Tra un diamante e una matita a prima vista c’è molta differenza. Provate a regalare come simbolo di fidanzamento una matita e capirete quanto può essere grande la differenza. Eppure, sono fatti entrambi di carbonio. Solo che nel caso dei diamanti, la grafite deve essere sottoposta a centinaia di migliaia di anni di intensa pressione all’interno della Terra per formarli e questo ha un costo.

Vedo verde

Sapevate che l’occhio umano è in grado di differenziare più sfumature di verde rispetto a qualsiasi altro colore? Probabilmente è perché, quando il nostro cervello era più grosso, dovevamo cercare cibo, acque e vita. Il verde è il colore utilizzato per gli occhiali per la visione notturna perché l’occhio umano è più sensibile e in grado di distinguere la maggior parte delle sfumature in quel colore. Ma che cosa possiamo imparare da tutto ciò? Innanzitutto, bere vino (con i tannini) con moderazione. E lo stesso vale per il caffè. E poi che serve del tempo per capire come funzionano le cose: che si tratti di pipistrelli o diamanti.

A quanto sembra però siamo naturalmente predisposti per vedere verde. Come dice Stefano Mancuso, botanico e accademico, “non troveremo mai una pianta che altera o rovina l’ambiente che la sostiene”. “L’unica specie che è in grado di non comprendere il fatto che l’ambiente all’interno del quale vive è fondamentale per la sua sopravvivenza è l’uomo. Nessuna altra specie vivente fa qualcosa del genere”. L’evoluzione ci ha portato fino a qui.

La pandemia globale ci interroga su ciò che sarà il mondo che vogliamo nel prossimo futuro. Siamo i primati con il maggior numero di neuroni e dobbiamo attivare nuove connessioni. Il mondo è pieno di neuroni. Il cervello umano è una delle risorse più disponibili al mondo. Siamo sempre più connessi, assicuriamoci di attivare il cervello. Non sappiamo dentro quante cose potremmo trovarci.

In mezzo al mar

In mezzo al nulla nell’Atlantico meridionale nasce il quarto paradiso naturale della fauna marina al mondo. A deciderlo il governo di Tristan da Cunha, un arcipelago vulcanico territorio d’oltremare della Corona britannica. Non ci sono aeroporti e per raggiungerlo ci vogliono cinque o sei giorni di navigazione. Viene considerato uno dei luoghi più remoti al mondo. Adesso quasi 700mila chilometri quadrati delle sue acque diventeranno area protetta. I promotori sono i 250 abitanti di queste isole e se la dovranno vedere con i grandi pescherecci che nelle aree più ricche di fauna usano le reti a strascico.

Ti riconosco caro orso

Silicon Valley e machine learning al servizio degli orsi. Succede grazie alla piattaforma Wildlabs.net e al progetto BearID per la conservazione dei grizzly. Il primo passo è stato insegnare a un software a distinguere una specie dall’altra, con un’accuratezza dell’84%. L’obiettivo è la tutela della specie e potrebbe essere un punto di riferimento per altri animali in pericolo. Anche gli ispettori della protezione marina negli USA usano l’intelligenza artificiale per proteggere squali e tartarughe e salvaguardare la biodiversità. In tempi di Covid il monitoraggio dei pescherecci avviene da remoto, con un sistema capace di distinguere la tipologia di pesce pescato.

La pandemia ha dato una spinta determinante al ricorso a queste tecnologie: il monitoraggio elettronico è sicuro e permette una gestione più efficiente delle informazioni. Oltre a dare una grossa mano a comprendere lo stato di salute in termini di biodiversità degli ecosistemi e a prendere decisioni informate.


L’intelligenza della natura e come copiarla - Ultima modifica: 2021-02-20T10:57:17+00:00 da antonella.tagliabue

Giornalista, collabora con numerose testate sui temi del non profit e della sostenibilità quali Il Sole 24 Ore, Metro e Digitalic. Managing Director e Senior Advisor di Un-Guru, coordina il team di Un-Guru per i progetti di responsabilità sociale e ambientale di impresa, non profit e di sviluppo sostenibile, ed è responsabile dell'area marketing e comunicazione. Coordinatore e docente del Master per il Non Profit de Il sole 24 Ore, docente per il Master di Marketing e Comunicazione Ambientale di CTS, oltre che per numerose Università

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