Remarketing: come funziona e come si fa

Parliamo di remarketing e retargeting con Alessandra Maggio, in cosa consiste questo strumento web e come sfruttarlo per costruire una campagna efficace

Parliamo di remarketing e retargeting con Alessandra Maggio, scopriamo in cosa consiste questo strumento web e come sfruttarlo per costruire una campagna efficace

di Matteo Ranzi*

È una sera d’agosto del 1991, anno della mia maturità, e sono in campeggio vicino a Tropea con alcuni compagni di liceo. Lei mi chiede di fare due passi in spiaggia e accetto volentieri. Chiacchierando e scherzando, camminiamo per mezz’ora sulla sabbia e arrivati in fondo alla spiaggia… Non è del finale che voglio parlarti, ma di quel tratto di strada in cui un potenziale cliente è vicino ad acquistare i tuoi prodotti ma non lo fa ancora. È sul tuo sito, nel tuo e-commerce o sulla tua pagina Facebook e si interessa a ciò che vendi. Magari mette nel carrello on-line un prodotto, dai che è quasi fatta! Ma poi, per qualche motivo insondabile, il finale non è il bacio sperato: abbandona il carrello e se ne va. Non è raro che accada, capita fino all’80% dei casi, come racconta Alessandra Maggio, Digital Strategist e Formatrice in Studio Samo, nel suo libro “Come fare Remarketing e Retargeting”.
Ma quell’acquirente potenziale puoi ancora convertirlo in cliente se lo insegui nel modo giusto per il web con il remarketing.
Scopriamo come con Alessandra.

Alessandra Maggio remarketing

Alessandra Maggio

Cos’è il Remarketing?

Il Retargeting e Remarketing (sono, in realtà, due concetti diversi) sono tra gli strumenti di visibilità sul web più potenti presenti nell’attuale panorama del marketing digitale. Attraverso il Retargeting e Remarketing i marketer intercettano l’utente durante le diverse fasi del suo customer journey per sollecitarlo a completare il percorso d’acquisto arrivando
alla conversione.

È sempre utile sfruttare il Remarketing?

No, non è sempre necessario, dipende da diversi fattori, a cominciare dalla complessità del percorso dell’utente. Più questo è articolato (ossia consta di numerose fasi per arrivare in fondo) più è necessario presidiarlo attraverso una strategia di Remarketing.

Come agisce il Remarketing sul tempo necessario per convertire un acquirente potenziale in cliente e sui vari canali comunicativi in cui inseguirlo?

Sono proprio queste le due variabili per esprimere il potenziale. Il primo step per capire se e come costruire una strategia di questo tipo è monitorare, appunto, il tempo medio di conversione e i canali da presidiare. Attraverso l’utilizzo del Retargeting io posso, in qualche modo, modificare il tempo di conversione (spesso è uno degli obiettivi di una pianificazione marketing) o fare in modo che in quel lasso di tempo l’utente non perda mai di vista il brand. A livello di canali, invece, il Remarketing può abbassare i costi dell’advertising nel lungo periodo sfruttando a pieno, per esempio, il media meno dispendioso.

A cosa serve il remaketing

Il tasso di abbandono del carrello nei siti di e-commerce arriva fino all’80%. Come si risolve questo problema con il Remarketing?

Prima di arrivare al Remarketing bisogna capire se ci sono problemi di User Experience e bisogna lavorare di marketing automation. Successivamente è possibile impostare una strategia di Retargeting dando all’utente la leva o l’informazione giusta in base al punto in cui si trova all’interno del percorso di conversione. Inoltre il Retargeting è uno dei modi per restare sempre in top of mind dell’utente.

Come si fa a tracciare cosa fa ogni visitatore del mio sito, canale YouTube o App per dar vita a un progetto di Remarketing?

Per tracciare l’utente è utile lavorare con tag e codici. In particolare per AdWords bisogna installare il tag di Remarketing che è presente all’interno della piattaforma di Google Ads oppure è possibile lavorare con Google Tag Manager. Per Facebook Ads è necessario, anzi è di vitale importanza, installare correttamente il pixel con tutte le azioni correlate. Anche in questo caso un valido supporto è il Tag Manager. Per Analytics basta attivare la specifica funzione presente nel pannello di controllo della proprietà.

Come fare Remarketing

Come costruisco il pubblico a cui indirizzare le iniziative di Remarketing con Google Ads?

Con Google Ads ci sono due modi: uno è direttamente in piattaforma. Quindi, una volta installato il tag di Remarketing, entrando in Google Ads io posso creare tutti i segmenti di pubblico di cui ho necessità. Il modo più completo, però, è quello di utilizzare i segmenti di pubblico di Analytics (ovviamente le due piattaforme devono essere correttamente collegate). Questo metodo presenta diversi vantaggi: ci permette di partire direttamente dai dati e consente molte più opzioni di segmentazione (sfrutta tutte le potenzialità di Analytics) rispetto a Google Ads. Un suggerimento è quello di, una volta installato il codice di monitoraggio di Analytics, creare già una prima base di segmenti di persone con i quali possiamo sia leggere i dati, sia partire con qualche campagna.

Quali sono gli step da seguire per creare una campagna di Remarketing con Facebook?

Il primo e fondamentale step è quello di installare correttamente il pixel di monitoraggio che è la base per qualunque attività di advertising su Facebook. Successivamente devo, in base alla mia strategia, costruire tutti i segmenti di interlocutori necessari lavorando con il pubblico personalizzato che attualmente presenta diverse opzioni di segmentazione davvero molto utili. Dall’interazione con i post della pagina al database dei contatti, è possibile servirsi di questo strumento lavorando con campagne di estrema efficacia. In fase di realizzazione della campagna, tendenzialmente, l’obiettivo da scegliere è di conversione proprio perché il Remarketing si inserisce in strategie di parte bassa del Funnel. Questa, però, non è una regola aurea in quanto il Retargeting permette diverse operazioni all’interno di una pianificazione di marketing.

Quando usare Google Ads e quando Facebook per il remaketing?

Sono due canali diversi ma perfettamente integrabili. Soprattutto non ci sono casi specifici in cui è meglio usare o uno o l’altro. Per garantire l’efficacia delle campagne è sempre importante studiare i canali dove si muove l’utente, poi è possibile scegliere una delle due piattaforme o usarle entrambe.

Quali sono i posizionamenti migliori per una campagna di Remarketing attraverso una inserzione Facebook?

Anche in questo caso non c’è una regola aurea. Come impostazione di base la colonna destra è sempre stata il posizionamento migliore per le campagne di Remarketing, soprattutto per quelle pure di conversione. Personalmente utilizzo molto anche il newsfeed da mobile (specialmente se lavoro con un Retargeting di contenuto) e spesso anche con i posizionamenti meno raffinati come l’audience network.

Cos’è il Remarketing dinamico?

È una forma particolare di Remarketing che mostra agli utenti che hanno visitato il nostro sito degli annunci personalizzati con una carrellata dei prodotti che hanno visto in precedenza. La grossa differenza col Remarketing tradizionale è la possibilità di lavorare con un Funnel in base al tipo di segmento di pubblico con una precisione quasi chirurgica. Però questa non sempre è adatta a tutti. Ad esempio per gli e-commerce con un ampio catalogo di prodotti sicuramente è una forma di remarketing molto efficace.

Cosa devo fare nel mio sito se utilizzo i tag di Ads o i Pixel di Facebook? Notificarlo al Garante?

La notificazione al Garante no, ma informare l’utente relativamente all’utilizzo dei dati sensibili interessati assolutamente sì.
Per questo, la corretta redazione e la pubblicazione delle Policy (Privacy e Cookie) nel sito web è fondamentale per svolgere attività di
Remarketing/Retargeting in maniera conforme alle disposizioni del Gdpr. L’utente deve fornire un consenso libero, informato e inequivocabile.

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Remarketing: come funziona e come si fa - Ultima modifica: 2018-10-22T06:37:59+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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