Record di investimenti per la Digital Health

Nonostante un rallentamento previsto per l’ultima parte dell’anno, il 2020, complice la pandemia, ha registrato un’impennata negli investimenti nel settore sanitario, in particolare nella digital health

Un anno da record per gli investimenti nel settore sanitario, la digital health cresce rapidamente: i dati raccolti da CB Insights dimostrano come, complice l’emergenza sanitaria, nel 2020 si è registrato un trend in crescita nell’intero settore, soprattutto a partire dal secondo trimestre, in reazione alla prima ondata della pandemia che aveva già colpito duramente diversi Paesi in tutto il mondo. Il primato spetta, però, al terzo trimestre dell’anno, con ben 22,3 miliardi di dollari di investimenti raccolti tra luglio e settembre in oltre 1.500 transazioni. Stando ai primi dati relativi all’ultimo trimestre dell’anno, tra ottobre e dicembre si sarebbe verificato un assestamento, con numeri leggermente al ribasso rispetto all’impennata del Q3, ma pur sempre in rialzo rispetto allo stesso periodo del 2019: secondo le proiezioni, gli investimenti degli ultimi mesi dell’anno potrebbero raggiungere i 19,5 miliardi di dollari circa, con un totale di oltre 1.200 transazioni (contro i 15,6 miliardi dell’anno precedente spalmati su più di 1.300 transazioni).

Digital Health nel mondo

Osservando poi i dati delle varie aree geografiche, notiamo che il trend si riconferma uniforme in tutte le regioni, con il Nord America sempre in testa, seguito da Asia ed Europa. In America, dopo un esordio in linea con i risultati del 2019, il Q2 comincia a dare segnali di un rialzo (con 11,2 miliardi raccolti contro i 9,1 dell’anno precedente) che esplode nel Q3 (con 13,2 miliardi contro gli 8,3 del Q3 2019) per poi rallentare sul finire dell’anno (con previsioni che superano gli 11,8 miliardi di dollari). In Asia, rispetto a un Q1 sottotono (2,5 miliardi raccolti contro i 3 del Q1 2019), il Q2 segna già una netta inversione di tendenza con 5,4 miliardi di investimenti, confermati anche dal record di 6,6 miliardi del Q3 (circa il triplo del Q3 2019) e dai 5,5 miliardi di fine anno. Più contenuti i numeri dell’Europa che vedono esordire il 2020 leggermente in ribasso rispetto allo stesso periodo del 2019 (1,5 miliardi contro i quasi 1,7), per poi registrare una crescita nel Q2 (2,2 miliardi) e nel Q3 (2,3 miliardi) – che però non riesce comunque a battere il record di 2,9 miliardi segnato nello stesso periodo l’anno precedente – e di nuovo numeri in linea con il 2019 in chiusura d’anno (2 miliardi).

grafici Digital Health

Cifre record per la sanità digitale

In questo scenario generale spicca la performance del settore digital health che si avvia verso la cifra record di 24,14 miliardi di dollari investiti nel corso di tutto il 2020 (in netto aumento rispetto ai 19,3 miliardi del 2018 e ai 18,6 miliardi del 2019). Sulla scia di quanto accade nel complesso del settore, si osserva un rialzo degli investimenti a partire dal secondo trimestre, ma è il terzo trimestre a segnare i numeri più alti degli ultimi anni con 8,4 miliardi di investimenti; tra ottobre e dicembre la curva scende nuovamente attestandosi attorno ai 5,5 miliardi. Per quanto riguarda il numero delle transazioni, il trend si è mantenuto sostanzialmente stabile nel corso dell’anno: il dato più consistente, 505 transazioni, è stato registrato nel terzo trimestre, ma non si tratta di un record assoluto, visto che nel Q2 2018 erano state messe a segno ben 538 transazioni (operazioni però decisamente meno “ricche” che hanno totalizzato “solo” 4,9 miliardi di dollari di investimenti). Anche in termini di operazioni, nell’ultimo trimestre dell’anno appena concluso si conferma un rallentamento con la previsione di chiusura di sole 372 transazioni.
Quello che è certo è che il “la” è stato dato, resta da vedere quanto il settore della digital health potrà pesare nella nuova normalità post Covid.


Record di investimenti per la Digital Health - Ultima modifica: 2021-04-02T09:05:31+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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