Luca Motta, print business group director, racconta l’attuale scenario nel mercato del printing, le sfide in corso e le ambizioni future di HP Italy

Il mondo del printing sta vivendo un cambiamento epocale. Si trasforma l’approccio da parte degli utenti e dei Cio delle aziende. Sentiamo parlare tanto di ufficio paper-less, ma il mondo senza carta è ancora lontano. La stampa evolve di pari passo con la modalità di gestione dei processi aziendali. Lo racconta in questa intervista Luca Motta, print business group director di HP Italy.

Qual è lo stato dell’arte del mercato del printing in Italia?
Quello italiano è un mercato importante, consolidato. Ha un valore di tre miliardi di euro e un andamento stabile nei volumi. Noi di HP, in qualità di rappresentanti di Asso.it – l’Associazione dei produttori di sistemi di stampa e di gestione documentale – notiamo però una nuova effervescenza. Si sta intensificando il dinamismo del mercato, sulla scia di trend importanti e del cambiamento di approccio che le aziende hanno nella gestione documentale.

Cosa differenzia HP?

Siamo convinti che solo con l’innovazione si possono fronteggiare le sfide che questo mercato sottopone. Proponiamo prodotti sempre più intelligenti e connessi, soluzioni e servizi. HP può parlare inoltre di tre tipologie di tecnologie di stampa, siamo gli unici con portfolio così ampio. Mettiamo al centro il dispositivo di stampa che risponde alle esigenze di poter inviare e ricevere informazioni, dati, documenti che nascono digitali e diventano cartacei – e viceversa.

Quali sono i tre pilastri tecnologici di HP in ambito printing?

La nostra offerta di stampa si compone di tre grandi famiglie tecnologiche, che noi paragoniamo ai nostri tre Garage dell’innovazione: stampanti inkjet, tecnologia PageWide (caratterizzata da una barra di stampa fissa che copre tutta la larghezza della pagina e stampa interi documenti in un singolo passaggio) e stampanti laser. Nel mondo del laser, ad esempio, HP ha recentemente reinventato il toner con la tecnologia JetIntelligence. Un’innovazione di questa portata non avveniva da anni. Abbiamo trasformato la composizione della particella di toner per ridurre i costi di stampa e operare in un’ottica di eco-sostenibilità e risparmio energetico.

In cosa consiste le tecnologia JetIntelligence?
Abbiamo studiato le particelle di toner e abbiamo visto che non erano regolari e spesso si rovinavano. Abbiamo quindi creato una sorta di “guscio per proteggerle”; per salvaguardare il contenuto è stato inserito un polimero che fonde a temperatura più bassa del 30% rispetto alle particelle precedenti. Questo permette di aumentare velocità produttiva: riducendo la necessità di calore, il foglio può scorrere più velocemente e si raggiungono quindi velocità di stampa più elevate. La cartuccia è stata completamente reinventata, sono cambiate le dimensioni dei rulli delle stampanti, migliorate le fasi di rimozione e installazione dei toner. In questo modo riusciamo a produrre il 33% in più con tecnologie che hanno una dimensione ridotta del 40% rispetto ai modelli precedenti; la minor necessità di calore e il nuovo design compatto portano al 53% di risparmio energetico.

Come cambia il modo di stampare nell’era del lavoro in mobilità?
Nell’era della mobility, non prevedo un futuro in cui aumenteranno i volumi di stampa, ma sicuramente un futuro in cui si stampa. L’ufficio senza carta è ancora lontano. L’esponenziale diffusione di smartphone, tablet e dispositivo IoT mostrano il fermento del mercato, e siamo appena all’inizio: vediamo solo la punta dell’iceberg. HP ha arricchito la sua offerta di soluzioni nell’ambito sicurezza della mobility, che ben si inseriscono in questo contesto. Poniamo la massima attenzione al tema della sicurezza. Qualsiasi tecnologia connessa infatti diventa vulnerabile se non gestita in modalità corretta.

Le aziende stanno modificando i propri processi?

Sì, questo è il vero cambiamento. Stiamo vivendo una trasformazione importante di approccio, di mentalità ma anche di rivoluzione dei processi. La vera sfida è quella di riuscire a modificare le pratiche all’interno della propria azienda e renderle adatte a sposarsi con l’evoluzione del mercato.

La nostra missione è quella di aiutare i nostri clienti a stampare i documenti necessari – molti ancora previsti dalla normativa – rendendo efficienti costi e processi. Il nostro obiettivo non è far stampare più o meno pagine, ma offrire le giuste soluzioni, al passo con l’approccio e la modalità di gestione dei processi che cambia. La stampante diventa un punto di ingresso, il pc l’unità di elaborazione. Si evolve il ruolo di chi deve gestire queste soluzioni, si trasformano le pratiche di gestione documentale, parliamo sempre più di software per la gestione documentale e della stampa.

Dopo la recente separazione che ha dato vita a HP Italy e HPE, cosa è cambiato? Si nota già qualcosa di diverso?

Nella “nuova” HP Italy abbiamo la consapevolezza di essere trascinatori, grandi innovatori e con l’obiettivo di guidare il mercato. A pochi mesi dalla separazione ufficiale e dal cambiamento dei processi interni, il primo aspetto tangibile è quello della maggiore velocità di decisione ed esecuzione, che è proprio quello di cui HP aveva bisogno. Mi aspetto una maggiore velocità dell’innovazione e risposte più rapide, ad esempio nel presentare nuovi prodotti, tecnologie, funzionalità. Forse è ancora presto per percepire questo cambiamento dall’esterno, ma risulterà evidente nei prossimi mesi, grazie ai nuovi annunci che abbiamo in programma.

E il futuro? Vedremo HP entrare nel mercato della stampa 3D?

Stiamo facendo progetti importanti nel piano di introduzione, per entrare nel mercato del 3D in modo coerente alla nostra strategia, che si rivolge al mondo business-to-business e business-to-service, non al singolo consumatore. La nostra filosofia, da sempre, è giocare un ruolo da leader sul mercato. Quindi faremo il nostro ingresso nel mondo della stampa 3D quando saremo pronti per rispettare questo progetto ambizioso. C’è grande attesa e sono sicuro che risponderemo alle aspettative.

Basandoci sulla tecnologia chiamata HP 3D Multi Jet Fusion, stiamo lavorando a una macchina che sarà dieci volte più veloce di quelle attualmente presenti sul mercato, fissando un parametro di produttività molto alto. Punteremo anche sulla resistenza e sulla diversificazione dei materiali stampabili, che riteniamo molto importante. Questa tecnologia si compone di elementi che oggi sul mercato non ci sono; avendo inventato qualcosa di nuovo, senza elaborare elementi già esistenti, abbiamo l’ambizione di proporre un prodotto che non avrà paragoni. Per HP sarà una nuova rivoluzione industriale.

HP: la stampa al centro della rivoluzione dei processi aziendali ultima modifica: 2016-01-21T15:41:05+00:00 da Francesco Marino
Accenture Cristina

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