La penna di Apple: Steve Jobs non la voleva ma ora è in lavorazione

Apple, a quanto pare, sta lavorato a un progetto per una penna elettronica, anche se Steve Jobs non l’ha mai voluta…

Apple, a quanto pare, sta lavorato a un progetto per una penna elettronica.
La richiesta di brevetto era stata depositata in 2011 e riguardava una penna “intelligente” dotata di componenti elettronici che potesse interagire con gli schermi touch.
Steve Jobs non amava l’idea di usare una penna, ne aveva scherzato in una conferenza del 2007, durante la quale aveva detto: “Chi vorrebbe una penna?! Un oggetto da prendere, mettere via, perdere, dover ricordare… nessuno vuole una penna”. E aveva anche detto al biografo Walter Isaacson: “Nel momento in cui hai una penna, sei morto”.
Non tutti i brevetti depositati poi diventano prodotti finiti, alcuni servono solo per distrarre i concorrenti da ciò che interessa veramente. Ma alcuni segnali fanno pensare che Apple stia veramente creando una sua penna. Infatti, oltre al primo brevetto già citato, ne ha deposto un altro lo scorso dicembre, datato 2013. Se Apple ci sta davvero lavorando, la penna sembra quindi essere in cantiere già da anni.
L’analista Ming-Chi Kuo, che ben conosce con la filiera produttiva di Apple, ha previsto che il lancio sarà nel secondo trimestre 2015. Secondo lui, la penna non lavorerà abbinata al telefono (come per il Samsung Note), ma sarà associata all’iPad.
“In alcune situazioni una penna può essere più comoda di tastiera e mouse” ha detto Kuo.
Non sarebbe comunque la prima penna di Apple: l’azienda ne includeva con l’Apple Newton, il palmare lanciato durante il periodo in cui Steve Jobs non era in azienda. Non vendette molto, e fu tolta dalla produzione nel 1998.

C.C.

Penna Apple 1

Penna Apple


La penna di Apple: Steve Jobs non la voleva ma ora è in lavorazione - Ultima modifica: 2015-04-20T19:21:44+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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