Dall’odore della pelle alla forma delle orecchie: tutto può provare l’identità di una persona. La biometria un giorno rimpiazzerà password, pin e codici di accesso. Gli hacker hanno già trovato il modo di falsare impronte digitali e riconoscimento facciale, molti esperti sono preoccupati del fatto che possano arrivare a decifrare anche i metodi di autenticazione più avanzati. 
Per provare l’identità di una persona si può ricorrere a un mix di metodi, ognuno dei quali fornisce una prova effettiva. Ci sono infatti caratteristiche del corpo che rendono ognuno unico sul pianeta e che combinate tra loro possono fornire una fotografia globale (e sicura) dell’identità. Oltre ai più conosciuti metodi che utilizzano impronte digitali, voce e retina, ci sono al momento soluzioni di biometriche che sfruttano parti del corpo sorprendenti.

1. Le orecchie: la loro forma è distintiva dell’identità di una persona tanto quanto quella delle impronte digitali, non esistono due orecchie identiche (anche della stessa persona). La startup Descartes Biometrics ha messo a punto una app che identifica gli utilizzatori di smartphone dal modo in cui tengono premuto il telefono a guancia e orecchio, anche se la app non è ancora finita e utilizzabile completamente.Nexus-6-Helix-app-hero-shot

2. Il cuore: Nymi è una smartband da mettere attorno al polso per registrare l’elettrocardiogramma della persona e misurare il segnale generato dall’attività del suo cuore, per poi usarla come dato di identificazione. È la firma cardiaca.
Nymi

3. Il sedere: c’è anche chi usa il posteriore come elemento biometrico di autenticazione. Il modo in cui ci sediamo permette di identificarci. Un gruppo di ricercatori dell’Advanced Institute of Industrial Technology di Tokio ha creato un prototipo di sedile di un’auto in grado di riconoscere chi si siede su di esso e che potenzialmente può assicurare che postura, inclinazione, specchietti, ecc siano automaticamente posizionati di conseguenza.
carbumseat

4. Movimento dell’occhio: la retina è già stata utilizzata come elemento di biometria, ma un’azienda israeliana, la ID-U Biometrics, ha deciso di studiare i movimenti degli occhi per identificare le persone. Sembra che questi movimenti siano prevedibili se sottoposti a task e stimoli specifici, ad esempio seguire una data immagine su uno schermo. Il vantaggio di questo sistema è che si ottiene una risposta in tempo reale.

5. Il naso: non è solo un organo olfattivo, alcuni ricercatori inglesi della University of Bath, hanno stabilito che sia anche un elemento di riconoscimento. Come per l’orecchio, ogni naso è differente dagli altri e non cambia nel tempo.
Nose-Sing

6. Le vene: se le impronte digitali possono essere riprodotte e copiate, questo non avviene con le vene, di un dito o di un palmo della mano, molto difficili da falsificare.
Biometria-Vene

7. L’odore: ricercatori dell’ Universitad Politecnica di Madrid hanno studiato come l’odore del corpo sia diverso da persona a persona; hanno costruito un naso artificiale in grado di riconoscere l’identità. L’esercito statunitense si è dimostrato interessato a una tecnologia simile, anche se quella sviluppata a Madrid ha ancora un margine di errore attorno al 10%.
Body-odor-biometrics

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