L’automazione dei software si sta facendo largo nel mondo del Seo, settore in cui gli specialisti potrebbero essere rimpiazzati a migliaia. La RankScience, una startup dietro alla quale c’è la YC, sta automatizzando il processo che guiderà migliaia di test A/B in modo da identificare i cambiamenti che miglioreranno il posizionamento su Google dei siti dei propri clienti, attraverso risultati di ricerca organici.

Il fondatore di RankScience, Ryan Bednar, ha rilasciato una lunga intervista, della quale vi riportiamo i passaggi più salienti e significativi. Parlando del personale umano addetto al SEO dichiara: “L’industria del ranking può essere automatizzata. Gli umani effettuano misurazioni ed effettuano cambiamenti di continuo, ma il software si sta muovendo vnella giusta direzione. E pensiamo che questo sia l’inizio di questa rivoluzione dell’automatizzazione del sistema Seo. Le giornate di lavoro subordinato potrebbero essere contate, nel caso in cui le analisi manuali venissero superate dall’automazione”.

In sostanza, si potrebbe dire addio alle dashboard SEO (e allo staff dedicato) e dare il benvenuto a software di sottoscrizione per test automatici e pagine web ottimizzate a flusso continuo. RankScience sostiene di spingere in media il traffico di ricerche organica del 37 % in tre mesi, sostenendo che tali guadagni sorpasserebbero quelli della concorrenza.
Mentre Bednar dichiara che l’approccio ai test di automazione del SEO funzioni bene specialmente con i siti di ecommerce, di retail, le directory e pagine Q&A (database di domande e risposte online).
Il team non si è ancora attivato in termini di marketing e la maggior parte dei clienti sono lontani dagli USA. Il metodo di RankScience richiede che i clienti dirigano il proprio traffico attraverso il CDN (Content Delivery Network) in modo da poter sottoporre le proprie piattaforme a migliaia di test, processo molto veloce in realtà, che richiede circa un paio di minuti che consistono in una sola riga di coding.

RankScience sostiene inoltre che si stia muovendo in maniera diversa rispetto a molte altre startup impegnate nel settore SEO, perché si sta occupando di analitica, ma automatizzando l’ottimizzazione di ricerca, facendo sì che tale operazione non ricada più sui clienti.
Il concorrente più simile in termini di progetti è BloomReach, che si occupa di SEO per ecommerce per circa 500 società. Bednar aggiunge: “Il nostro software che fa test di continuo è qualcosa che loro non hanno. Non hanno nemmeno un sistema CDN, fanno hosting per le società e noi ci stiamo differenziando da questa modalità”.

Bednar ha scelto di puntare sull’automazione dell’ottimizzazione dei motori di ricerca anche per via del suo passato come consulente SEO “Il mio vantaggio sugli altri consulenti consiste nel fatto che io sia un programmatore. Il nostro CDN è un tentativo di far diventare un prodotto quello che doveva venir eseguito dal personale umano. Tutti gli altri competitor offrono prodotti come software per SEO che però sono strumenti analitici. Il nostro sistema CDN è in gradi di apportare modifiche al sistema, a differenza degli altri prodotti”.

RankScience identifica anche quali siano gli esperimenti SEO da portare avanti. Bisognerà capire in che modo scaleranno i processi e quale impatto si avrà con la riduzione dell’impatto umano su tali procedure: “Per i clienti si tratterà di un’automazione al 100%, noi ci avvarremo dei software con un minor apporto umano. Quando una società sceglie di utilizzare il nostro software, noi poniamo una lunga lista di domande, riguardo ai loro obiettivi, interessi e così via. Ovviamente in questa fase diventa importante il fattore umano, ma per tutti i processi successivi ci sarà il software a portare avanti il lavoro.”

Bednar sottolinea che il proprio metodo SEO utilizzi tecniche impiegate in modo da dare un accrescimento della visibilità in fase di ricerca e tale metodo è in perfetta armonia con le pratiche offerte da Google.
La conseguenza che si ottiene facendo fruire il traffico attraverso il CDN di RankScience è che ci sia una bassissima latenza coinvolta nei processi, che si aggira a 16m/s, ma anche meno; un intervallo minimo se si pensa a quanti siti siano ospitati sulla piattaforma di cloud Amazon Web Services, secondo Bednar.

Nel caso in cui i clienti utilizzassero altre soluzioni di cloud, come Google Cloud o Microsoft Azure, basterà settare il CDN con le impostazioni specifiche. La latenza non eccederà mai i 16m/s a prescindere da quale piattaforma usi il cliente.
Bednar conclude: “Attualmente ci stiamo concentrando sulla scalatura. Abbiamo trascorso lo scorso anno concentrandoci sul prodotto e validando la nostra ipotesi. Nel corso degli ultimi sei mesi abbiamo cercato di coinvolgere sempre più clienti e imparando sempre più sul funzionamento di ogni sito e il modo in cui le persone lo utilizzino. Adesso è il momento di migliorare il prodotto. Scalandolo”.

Seo: RankScience rimpiazza il personale umano con un software ultima modifica: 2017-02-09T16:08:30+00:00 da Web Digitalic
Accenture Cristina

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