Bari sarà il nuovo gateway alternativo del Mediterraneo per la connettività Internet, da e verso l’Europa. L’Italia infatti è ora collegata al sistema cavo sottomarino di ultima generazione ad alta capacità AAE-1, che connette Europa, Africa e Asia, dal Mediterraneo fino a Singapore e Hong Kong. La città pugliese ospita la nuova landing station – ovvero il data center di collegamento del cavo sottomarino alla rete terrestre – interamente di proprietà di Retelit, il partner italiano del Consorzio AAE-1. Retelit è uno dei principali operatori italiani di servizi dati e infrastrutture nel mercato delle telecomunicazioni e ha avuto un ruolo attivo in questo grande progetto. Ne abbiamo parlato con Federico Protto, Amministratore Delegato e Direttore Generale e Giuseppe Sini, Head of Retelit International BU.

Internazionali per vocazione
Il cavo AAE-1 si inserisce in una visione internazionale più ampia. “Retelit, operatore di infrastrutture di telecomunicazione italiano, da sempre è partner di clienti internazionali che hanno bisogno di supportare sul nostro territorio la loro clientela, con connettività entro e fuori i confini. Tra i nostri clienti ci sono grandi operatori internazionali, corporate e anche il Dipartimento della Difesa americana, al quale forniamo servizio per le basi in Italia” spiega Federico Protto. Nell’ambito di questa strategia internazionale, sicuramente l’investimento più importante del momento è nel cavo AAE-1: “La vocazione internazionale di Retelit si è concretizzata nella nostra partecipazione al Consorzio per la costruzione del cavo AAE-1, che collega le parti del mondo a più alto sviluppo in termini di richiesta di capacità di banda. Soddisfa la domanda di traffico Internet in queste zone, che cresce a tassi pazzeschi (+40% anno su anno). Questo cavo ci consentirà di aprirci a nuovi mercati, di fare business con le corporate che hanno esigenza di connettività, di offrire nuovi servizi premium e soluzioni chiavi in mano ai nostri oltre cinquanta clienti internazionali. A questi si aggiungono i 19 partner del Consorzio AAE-1, che da oggi atterreranno sulla rete di Retelit” spiega Protto.

Il cavo AAE-1
AAE-1, lungo circa 25 mila chilometri, rappresenta uno dei primi cavi sottomarini in grado di fornire un percorso a bassa latenza tra il Far East e l’Europa. Fornirà altissime capacità su un percorso diversificato rispetto ai congestionati sistemi sottomarini tradizionali esistenti. “Oggi nel Mediterraneo lo snodo principale per la connettività è Marsiglia, in Francia. Con AAE-1 si aggiungono tre approdi nel Mediterraneo, di cui uno in Italia, che diventa il punto preferenziale di accesso, anche perché è proprio geograficamente al centro” commenta Giuseppe Sini. A cosa servirà, nella pratica, questo cavo? “AAE-1 supporterà la domanda di traffico sulla sua direttrice. In Cina 700 milioni di utenti Internet sono costantemente connessi dai terminali mobili, tutti usiamo applicazioni e ci colleghiamo quotidianamente a Facebook, Google, Microsoft. Con la velocità di questo cavo soddisferemo questa domanda di connettività, in crescita esponenziale” conclude Sini. Un progetto senza precedenti, dunque, nei mari dell’Eurasia, che coinvolge 19 operatori e che collegherà Hong Kong, Vietnam, Cambogia, Malesia, Singapore, Tailandia, Myanmar, India, Pakistan, Oman, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Yemen, Gibuti, Arabia Saudita, Egitto, Grecia, Francia e Italia.

Il ruolo dell’Italia
La posizione geografica strategica, al centro del Mediterraneo, porta l’Italia (e in particolare la città di Bari) a diventare il punto di accesso privilegiato, il collegamento più vicino ai maggiori data center italiani ed europei. Grazie alla tecnologia della rete Retelit, a multipli di 100 Gbps, la landing station di Bari garantirà agli operatori un percorso alternativo e resiliente per la connettività sulla tratta Eurasia. Dal nostro Paese sarà veicolato il traffico verso tutta l’Europa, e viceversa.

AAE-1, il cavo sottomarino che connette l’Italia ad Asia, Africa, Europa ultima modifica: 2016-10-26T15:22:23+00:00 da Francesco Marino
Aruba Cloud Giugno 2017

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