Un ambiente di lavoro felice è più produttivo e capace di accrescere la soddisfazione dei collaboratori. Come progettarlo? I dati ottenuti da un’indagine che ha visto coinvolti circa 10.000 utenti Pebble parlano chiaro.

A cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, lo psicologo Mihaly Csikszentmihalyi, distribuì dei cercapersone a dei soggetti che si erano resi disponibili per uno studio sulle registrazioni dei vari livelli di felicità durante l’arco della giornata. A campione, vennero inclusi i personaggi più diversi tra lor:, impiegati, biker, pastori, commessi e professionisti. Ogni volta che il cercapersone suonava, il campione di popolazione era tenuto a compilare il modulo fornito, indicando di volta in volta il proprio grado di felicità. Tale esperimento diede il via ad una serie di indagini tuttora attualissime, sebbene oggi siano a disposizione modelli di campionatura molto più immediati e accurati.

Di recente Pebble – compagnia che si occupa di smartwatch – ha costruito una app ispirata allo studio di Csikszentmihalyi, ma molto diversa per il numero di soggetti coinvolti, circa 10.000, che si sono impegnati a registrare i propri stati d’animo e livelli di energie durante il corso della settimana lavorativa. Ovviamente, lo studio si fonda sui gusti degli utenti Pebble, giovani ragazzi di ambiente urbano che utilizzano abitualmente i wearable – eppure statisticamente i dati ottenuti sono significativi.

Susan Holcomb, a capo della divisione dati di Pebble, ha illustrato una serie di suggerimenti ottenuti a fine indagine, consigli utili per ottenere un ambiente di lavoro performante e felice.

SOSTITUITE I PRANZI ALLE SOLITE RIUNIONI
A volte, sedersi attorno a un tavolo per ore con i propri colleghi è frustrante, perché i meeting a volte sono logoranti. “La cultura delle riunioni è tossica, non solo perché i meeting spesso sono interminabili, ma perché sono improduttivi. I dipendenti si sentono demotivati e tristi alle riunioni, inoltre tali incontri creano forti stress” racconta la Holcomb.
In alcuni luoghi di lavoro si è preso atto del problema e sono state apportate delle modifiche alle sedute, sono stati aboliti i tavoloni e l’ambiente è stato reso più informale. Holcomb suggerisce di unire la parte più deprimente del lavoro (la riunione) a quella che si aspetta con più trepidazione: il pranzo. In questo modo, si potrebbero neutralizzarne gli effetti più penosi inflitti da stress e noia e favorire lo scambio di idee in ambiente informale con i propri colleghi.

PAUSE CAFFE’ PER GODERE DI RELAZIONI MIGLIORI
Interagire con persone che ci piacciono fa accrescere il nostro benessere all’interno di un’ambiente. Le relazioni positive sono il motore della felicità. Coltivare relazioni genuine basate sul rispetto e sulla stima reciproca porta a risultati considerevoli. Una soluzione per contribuire alla creazione di buoni rapporti è organizzare una tabella in cui le pause caffè vengono incrociate in modo da favorire la conoscenza con più membri di vasto ambiente di lavoro.
“Fa sentire più uniti avere a possibilità di confrontarsi senza parlare necessariamente di pratiche e scadenze, staccare, parlare per qualche minuto di se stessi e della propria dimensione extra lavorativa; ciò consolida e stimola la costruzione di nuovi rapporti”.

ESERCIZI FISICI – O YOGA – NEL POMERIGGIO
Dalle 13 alle 16, gli aderenti all’indagine hanno evidenziato un crollo in termini di energie e ciò rende improduttivo il lavoro pomeridiano. Secondo la Holcomb, di pomeriggio si potrebbe incentivare il rilascio di stress attraverso esercizi o yoga, attività ben più energizzanti di qualsiasi quantitativo di caffè. Nella Silicon Valley e nella Baia di San Francisco, molte aziende promuovono lezioni di yoga in azienda “Secondo lo stile adottato nella Silicon Valley, la motivazione del personale è un traino per le società; è importante avere a disposizione dei meccanismi che permettano di motivare” dice ancora la Holcomb “ma è ancora più importante incoraggiare a prendervi parte”. A seguito delle lezioni di yoga o di fitness le persone si sentivano più felici e ricaricate.

NON SI BEVE PRIMA DELLE 5
In molti Paesi, soprattutto in quelli anglosassoni, la birra coi colleghi a fine giornata lavorativa è un appuntamento fisso. In quanto a felicità, l’alcool ha rappresentato l’incremento più evidente nella giornate prese in analisi, superando lo yoga, il fitness e la socializzazione “Ovviamente non è il messaggio che Pebble vuole promuovere, ma l’alcool infonde euforia, ed è un dato di fatto” racconta sempre la Holcomb. C’è qualcosa di vero nella definizione di Happy Hour, momento collegato alla fine della giornata, alla fine delle attività e dei doveri. L’alcool accresce l’umore, ma lo fa a breve termine, contemporaneamente assorbe le energie e non ha relazione con una felicità qualitativamente duratura”.

Sono poche e semplici le indicazioni appena condivise e sono quasi alla portata di quasi tutti gli uffici. Anche se forse in Italia lo yoga in ufficio è ancora qualcosa di lontano, nei luoghi dove non sarà possibile offrire opportunità collegate all’attività fisica, di certo, si potrà tentare di rimodellare l’idea di riunione, di pausa caffè e in generale di socializzazione.

4 consigli per un ambiente di lavoro felice, grazie ad un wearable ultima modifica: 2016-08-31T14:15:36+00:00 da Web Digitalic
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