Tra i più noti produttori mondiali di semiconduttori, circuiti integrati e sistemi per telecomunicazioni, Broadcom ha annunciato l’accordo per l’ acquisizione di CA Technologies, per 18,9 miliardi di dollari: la multinazionale con sede a New York specializzata nello sviluppo e nella commercializzazione di soluzioni informatiche e software per aziende. Obiettivo: diversificare il proprio modello di business.

Broadcom acquisizione di CA Technologies

Broadcom e l’ acquisizione di CA Technologies

La transazione dovrebbe completarsi entro la fine del 2018. Broadcom Corporation, con sede a San Jose, in California, si è impegnata ad acquistare le azioni di CA Technologies al costo di 44,50 dollari ciascuna, circa il 20% in più rispetto al prezzo di chiusura delle azioni in borsa l’11 luglio. Il Ceo di Broadcom, Hock Tan, ha spiegato che “l’accordo raggiunto costituisce un elemento fondante nel nostro percorso di costruzione di una delle più rilevanti società tecnologiche del mondo”.

Hock Tan Broadcom acquisizione di CA Technologies

Hock Tan, Presidente e CEO di Broadcom che ha deciso l’ acquisizione CA Technologies

Le ragioni dell’ acquisizione di CA Technologies

L’ acquisizione di CA Technologies rappresenta un affare davvero importante. Soprattutto alla luce del tentato (e fallito) accordo di Broadcom, nei mesi passati, con l’azienda statunitense Qualcomm (uno dei più grandi produttori mondiali di microprocessori per smartphone e leader della tecnologia 5G) per la sua acquisizione. Dalla cui fusione – secondo le stime – sarebbe uscita una società con un fatturato di 51 miliardi di dollari.

L’intervento decisivo di Donald Trump per l’ acquisizione di CA Techlologies

In quel caso ad attivarsi era stato addirittura il presidente americano Donald Trump, firmando un decreto attraverso il quale bloccava l’ acquisizione della californiana Qualcomm (tra le aziende che hanno contribuito di più all’espansione delle reti e del settore mobile) da parte di Broadcom. Nello specifico l’offerta era di 117 miliardi di dollari. “Preoccupazioni legate alla sicurezza nazionale”. Questa la motivazione del provvedimento sottoscritto dall’inquilino della Casa Bianca. Lo stesso Comitato per gli investimenti esteri degli Stati Uniti, che non vedeva in modo positivo l’ acquisizione, temendo che l’azienda avrebbe potuto tagliare i fondi in ricerca e sviluppo per concentrarsi sulla profittabilità nel breve periodo.

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