Trump è stato eletto Presidente degli Stati Uniti d’America a seguito di una delle campagne elettorali più surreali di sempre e ha ottenuto una delle vittorie più sorprendenti della storia americana.
I mercati non hanno reagito ben e il dollaro è in discesa. Le prospettive a breve termine per l’economia tecnologica della Silicon Valley sono tutto fuorché rosee, la politica economica di Trump non sembrerebbe essere orientata all’espansione della comunità tecnologica o ai capitalisti di ventura. Si pensa però che l’industria manifatturiera, inclusa la produzione high-tech, possa beneficiare della presidenza Trump.
Commercio Globale
Trump rappresenta un problema per il modello della Silicon Valley, le sue politiche economiche puntano alla penalizzazione del commercio cinese e promuovono un ritorno alla produzione in America. Se Trump dovesse andare avanti con il piano di imporre dazi sui beni prodotti in Cina, in pratica, si tratterebbe di un ritorno ad un’economia di vent’anni fa, in particolare per chi conta sulla produzione tecnologica cinese.
Immigrazione
Oltre al fatto che potrebbe esserci una crescita dei costi di produzione dei prodotti tecnologici e quindi del loro prezzo di vendita), Trump potrebbe avere un impatto decisivo in materia di immigrazione.
La Silicon Valley si è impegnata assiduamente nel conseguimento dell’espansione del programma H-1B, il quale consente ai lavoratori talentuosi – che non sono cittadini americani – di poter soggiornare all’interno degli USA e di agevolare le pratiche di ottenimento della green card. Queste figure professionali sono parte integrante dell’organico delle società della Silicon Valley che, di base, si avvalgono di eccellenze multietniche, lavoratori necessari ed indispensabili per poter continuare a fare sviluppo e prosperare.

Energie Rinnovabili
I produttori di high-tech non sono gli unici che potrebbero risentire dell’amministrazione Trump. Il mercato delle energie rinnovabili statunitense, potrebbe dover affrontare ostacoli non indifferenti. Trump potrebbe ridurre drasticamente gli incentivi che puntano a favore delle energie rinnovabili, per favorire le risorse più tradizionali e nazionali come petrolio, gas naturale e nucleare.
Ad onor del vero, lo scorso settembre Trump ha offerto pubblicamente ampio supporto al Renewable Fuel Standard, includendo una dichiarazione con la quale si impegnava a penalizzare i raffinatori che non soddisfacessero alcuni requisiti. Le stesse dichiarazioni sono state rimosse poco dopo dal sito della campagna Trump e ritrattate come erronee.

Cybersecurity
Il tema della sicurezza informatica rimane vago nel programma di Trump. A partire dall’attacco alla Sony del 2014 fino ad arrivare all’ultimo DDoS dello scorso mese che ha messo in ginocchio Internet in tutti gli USA, le infrastrutture statunitensi sembrano essere pericolosamente esposte a minacce di ogni genere. La posizione tenuta da Trump in campagna elettorale non è mai stata esaustiva, anzi è ruotata esclusivamente attorno al mailgate della Clinton.
Le società della Silicon Valley avrebbero invece gradito più chiarezza in riferimento al tema della protezione dei dati, materia prima indispensabile per tenere vive alcune delle compagnie che fanno parte delle 10 imprese più importanti dell’economia globale.

Mercato IPO Market e Big Corporate M&A
In ambito finanziario non esistono certezze, ma il declino delle azioni americane, in abbinamento ad un periodo di incertezza legislativa, significa probabilmente che le offerte pubbliche stanno per rimanere in sospeso. Le IPO confischeranno i capitali di ventura che rallenteranno gli investimenti a breve termine.
Le offerte pubbliche non sono l’unica occasione di liquidità che potrebbe esaurirsi nel corso del mandato di Trump. Infatti nel corso degli ultime battute della campagna elettorale, il neo-presidente si è scagliato contro gli accordi M&A così come per l’offerta che AT&T ha fatto per la Time Warner.
Citando Trump con le sue parole che risalgono allo scorso ottobre “Un esempio di struttura di potere contro la quale sto combattendo è l’acquisizione da parte di AT&T di Time Warner e quindi della CNN, un affare che non approveremo mai nel corso della mia amministrazione, perché c’è troppa concentrazione di potere nelle mani di pochi”.

Conclusioni
Nonostante lo scenario per la Valley non sia dei migliori, le aziende potrebbero contare sul vantaggio dato da una mancanza di supervisione regolamentare che potrebbe rivelarsi una risorsa. La proposta di sventramento della Consumer Finance Protection Board, potrebbe giovare le imprese fintech.
Ci potrebbero essere guadagni ingenti per le aziende grazie agli sgravi fiscali e alle agevolazioni che scaturirebbero da una riduzione delle importazioni dai mercati esteri e il conseguente rimpatrio di capitali investiti al di fuori degli USA. Potrebbero aumentare i posti di lavoro così come la domanda di reinvestimento interno. La manifattura americana potrebbe tornare ad essere florida in ambito aerospaziale, grazie a delle politiche fiscali Trump. La riduzione della legislazione e delle tasse, di certo, sarà di aiuto all’economia americana.
Donald Trump Silicon Valley

Che cosa significa l’elezione di Trump per la Silicon Valley? Nulla di buono ultima modifica: 2016-11-10T12:40:54+00:00 da Francesco Marino
Accenture Cristina

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