È determinata, grintosa e diretta. Francesca Moriani, Amministratore delegato di Var Group, a soli 38 anni guida un’azienda che fa innovazione, sul serio. Crede nelle donne e ha creato diversi team tutti al femminile. In questa intervista racconta la sua carriera e i suoi obiettivi, senza mediazioni.

Nel mondo dell’ICT una donna incontra più difficoltà ad affermarsi?
La percentuale maschile è alta e soprattutto formata da uomini maturi, quindi per una donna giovane è difficile essere presa in considerazione, vedersi riconosciuta una certa credibilità ed essere valutata per quello che si fa. Spesso una donna viene considerata l’assistente, di un uomo. Nell’ambiente poi c’è poca attenzione per le mamme lavoratrici, non ci sono programmi di sostegno e ancora oggi una persona viene valutata in base alle ore di permanenza in ufficio, non in base ai risultati e questo si traduce in una scarsa attenzione alle esigenze delle madri. Occorrono politiche di Welfare diverse, soluzioni che permettano a una madre di crescere un figlio e di lavorare in serenità. Var Group ha già messo in atto azioni concrete come l’asilo aziendale, i contributi per i centri estivi e per l’acquisto di libri scolastici. È davvero una conquista della quale andiamo molto orgogliosi!

Oggi lei è l’amministratore delegato di un gruppo da 190 milioni di euro, ma quali sono le difficoltà che ha incontrato nella sua carriera?
Certo, ho incontrato delle difficoltà. Sono entrata giovane in azienda nella posizione di credit manager, che è un ruolo complesso. Non è stato banale riuscire ad esprimere le mie potenzialità ho dovuto tirar fuori grinta e determinazione.

Quali sono i vantaggi che una figura femminile può portare nell’ICT?
Mediamente una donna è più grintosa , determinata e concreta. C’è poi una caratteristica che non si perde mai, che è la sensibilità, l’empatia nei rapporti umani. Questo permette alle donne di costruire relazioni forti con i clienti. I miei migliori collaboratori sono donne, in Var Group abbiamo interi gruppi totalmente femminili che lavoro benissimo in squadra.

Lei porta un cognome importante per il mondo della tecnologia italiana: è stato un vantaggio, una difficoltà o entrambe le cose?
Innanzitutto sono orgogliosa del cognome che porto e per quello che il mio babbo Giovanni ha creato, sono molto fiera di essere sua figlia. Certo, negli anni, non è stato facile esprimere chi era “Francesca”, ma penso di esserci riuscita. Una volta uno dei nostri migliori fornitori ha chiesto a mio padre “Ma tu sei il papà di Francesca?”, insomma la cosa mi ha lusingato. D’altra parte, non posso negare che per me è stata una grande opportunità, oggi sono l’Amministratore Delegato di Var Group anche per il cognome che porto, ma sono sicura di aver anche dimostrato di saper guidare questa azienda e di continuare a farla crescere insieme a mio padre Giovanni. Abbiamo due caratteri simili e riusciamo ad essere complementari. Io ho portato le mie convinzioni in azienda e cioè un’attenzione anche più grande alle persone che sono la risorsa fondamentale. Ho puntato molto sulla squadra, sull’appartenenza, come se tutti noi indossassimo una vera e propria maglia, come una squadra di calcio. Nel raggiungimento degli obiettivi, che sono molto precisi, io svolgo un ruolo particolare, non sono solo l’allenatore, ma scendo in campo con i miei giocatori, gioco a centrocampo e li aiuto a fare gol.

Oggi è alla guida di Var Group, quali sono gli obiettivi che vorresti raggiungere per te e per l’azienda?
Sicuramente l’obiettivo più importante è quello di creare un ambiente di persone stimolate a fare bene, di giovani che sentano di appartenere ad una squadra vincente che investe nell’innovazione e che attrae i talenti. Continuerà l’impegno costante nel fare innovazione, portando avanti solide partnership con centri universitari e di ricerca. Il nostro desiderio è integrare l’offerta esistente con nuova linfa vitale, grazie alla collaborazione con start up e all’ultima fatica di cui sono stata ideatrice, ovvero l’Hackathon di Cervia che ha portato giovani creativi a sfidarsi tra loro. Oltre a dare un premio ai vincitori, abbiamo dato lavoro praticamente a tutti i partecipanti, visto il loro talento. E poi c’è il mio “sogno nel cassetto” che aspetta di diventare realtà: portare Var Group all’estero per mettere a fattor comune dell’azienda le mie esperienze internazionali.
Francesca Moriani - Var Group

Francesca Moriani: “Siamo più determinate, senza perdere la sensibilità” ultima modifica: 2015-09-21T08:22:49+00:00 da Francesco Marino
Oracle

Non rimanere indietro, iscriviti ora

Ricevi in tempo reale le notizie del digitale

Iscrizione alla Newsletter

controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

Privacy Policy

Grazie! Ora fai parte di Digitalic!