Made in Italy: grande in Giappone

Le esportazioni italiane in Giappone non deludono: il primo semestre 2016 è stato uno dei migliori degli ultimi anni, totale superiore a 461 miliardi di yen

Ogni nazione ha il suo simbolo, il suo marchio, il contrassegno attraverso il quale si è percepiti nei paesi stranieri. Noi italiani abbiamo il Made in Italy, un concetto che in tre semplici parole racchiude tutto quello che il Giappone ammira con entusiasmo sin dagli anni ’50. Di alta qualità, raffinato, elegante, creativo, tradizionale, autentico e soprattutto unico, capace di esprimere una storia vera e racchiudere in sé uno stile. In breve, sono queste le immagini che raffiorano alla mente di un giapponese al solo sentire le tre magiche parole.

*di Manuel Maiorelli

Dai generi alimentari ai capi di abbigliamento, il Made in Italy ha abituato i clienti a uno standard di eccezionale livello, che è poi l’unico modo per emergere in un mercato sempre più competitivo e all’avanguardia. D’altro canto, anche i giapponesi di qualità se ne intendono non poco e, anche se in campi differenti, i due paesi si assomigliano. L’ammirazione verso le proposte italiane e la capacità di riconoscere la qualità dal livello medio-basso hanno quindi permesso al Made in Italy di trovare in Giappone un canale di vendita sicuro e di grandi profitti.
Il merito non è solo dovuto ai prodotti in sé e per sé, ma anche al modo in cui vengono presentati e venduti al pubblico del Sol Levante. Durante tutto l’anno, la Camera di Commercio italiana ed enti governativi giapponesi organizzano numerose mostre ed esposizioni ufficiali, ma soprattutto tantissimi piccoli eventi e feste con le diverse associazioni italo-giapponesi presenti in Giappone, che promuovono la cultura italiana in tutte le sue sfumature.

Italia-Giappone via web
Accanto all’utilizzo dei metodi tradizionali, i canali online sono diventati sempre più un elemento chiave per fare avvicinare i prodotti tricolore (non solo quelli che godono di un marchio già rinomato, ma anche quelli di nicchia e meno conosciuti) ai consumatori giapponesi.
Non è un caso, infatti, che di recente il colosso dell’e-commerce Amazon Japan abbia aperto una nuova sezione del sito esclusivamente per i prodotti Made in Italy che sembra essere un vero e proprio successo. Tale iniziativa dà infatti una grandissima opportunità a quella miriade di piccole e medie botteghe e aziende artigianali italiane che difficilmente riuscirebbero a trovare spazio e farsi conoscere con efficacia in un paese così lontano.
Ma l’idea di utilizzare i canali online per far apprezzare e vendere prodotti d’alta qualità italiani in Giappone non è solo una strategia di successo per grandi aziende come Amazon o Yoox (quest’ultimo, leader mondiale nella vendita di prodotti di abbigliamento di lusso). È anche impiegata da realtà più piccole, ma non meno importanti come, per esempio, la startup dal simpatico nome “Porco Vino”, specializzata nella vendita in esclusiva di vini particolari di alta qualità, tutti ovviamente prodotti in Italia.

Porco Vino
Nata grazie al sostegno iniziale della Regione Sardegna, questa startup è un bell’esempio dell’utilizzo efficace e redditizio dei canali online nella promozione dei prodotti alimentari italiani di alta qualità in Giappone. Porco Vino, il cui nome richiama il celebre film di animazione Porco Rosso di Hayao Miyazaki, ha incominiciato nel 2013 le vendite in terra nipponica e solo nei primi mesi ha fatturato circa 200 mila euro! Una caratteristica interessante dell’azienda, che in parte racchiude l’idea del Made in Italy è il modo originale in cui le bottiglie vengono presentate al cliente. L’idea è quella di attirare i consumatori giapponesi attraverso lo storytelling del prodotto, raccontandone quindi la storia e la provenienza piuttosto che puntare sulla sua mera esposizione, facendo sì che l’acquisto non sia indifferente e frettoloso come quello che avviene nei normali supermarket. Nel sito, in lingua giapponese, è rappresentato un tipico borgo italiano con il quale il consumatore può interagire e ottenere informazioni in modo del tutto originale.

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Italian Innovation Day: 9 startup italiane in gara
Oltre ai settori agroalimentari e d’abbigliamento, dove il Bel Paese è sempre stato uno dei massimi esponenti mondiali, in un futuro non troppo lontano ci si aspettano anche risultati importanti in campo tecnologico. Nove startup italiane sono state selezionate e presentate al primo Italian Innovation Day a Tokyo quest’anno (appuntamento organizzato dall’Ambasciata Italiana per le celebrazioni dei 150 anni di relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone). Dall’etilometro per smartphone ad applicazioni che consentono di comunicare tramite onde cerebrali, dall’energia ricavata sfruttando i mezzi di trasporto nel traffico cittadino alla app per creare le proprie scarpe preferite: sono solo alcune delle innovazioni presentate durante l’evento. L’incontro ha avuto l’obiettivo di far conoscere nuove idee Made in Italy in Giappone, ma soprattutto ha fatto incontrare direttamente imprenditori italiani con investitori e industriali nipponici, alcuni dei quali stanno già pensando a partnership di lunga durata.

giappone made in italy

*Manuel Maiorelli
Nato in un piccolo paese dell’Emilia scopre l’Oriente attraverso la lettura dei grandi viaggiatori del passato. Cercando di seguirne i passi si laurea in Lingue e Culture dell’Asia. Dopo tante avventure nel continente asiatico e attirato dall’intreccio armonioso tra tecnologia, modernità e tradizione si ferma nella punta più estrema d’Oriente: il Giappone.


Made in Italy: grande in Giappone - Ultima modifica: 2016-11-20T10:00:23+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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