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4 semplici regole per convivere col fatto che il mobile ci ha reso costantemente raggiungibili

di Emanuela Zaccone*

C’è chi non riesce a smettere di fissare il proprio smartphone, saltare da un’app all’altra o ignorare le notifiche (sonore!) ricevute. C’è chi non tollera questo atteggiamento e chi invece cerca di regolamentare in qualche modo la quantità e la tipologia di avvisi ricevuti, oltre che il proprio comportamento.
Qualunque sia la categoria di persone a cui apparteniate, c’è un solo unico dato di fatto: il mobile ci ha reso costantemente raggiungibili. Se una volta il concetto di raggiungibilità era legato unicamente a quello di possibilità di ricevere una chiamata o un SMS, quindi coincideva sostanzialmente con la presenza o meno di “campo”, oggi ha assunto un significato più ampio che si lega all’idea di poter ricevere una qualche forma di interazione: la notifica di Whatsapp, quella del like all’ultima foto pubblicata su Instagram o la risposta al nostro tweet.

In altre parole, siamo perennemente in comunicazione con qualcuno su qualcosa.
È corretto che sia così? È accettabile? Non mi interessa entrare nel merito della questione: la realtà è che dipende da ciascuno: personalmente, ad esempio, ho fatto un lavoro di fino preciso per gestire le notifiche in modo minimale e non ricevere praticamente nessuna push notification escluse quelle di Whatsapp (salvo per i gruppi che ho “silenziato”), privilegiando così il focus sul lavoro o il godimento del tempo libero. Sono scelte, appunto.
Ma cosa succede quando certe abitudini prendono piede e tutti, indistintamente, ne subiamo le conseguenze? Cosa accade quando una notifica di lettura arriva a regolare rapporti e flussi comunicativi?

Quando Whatsapp ha rilasciato la feature di notifica di lettura dei messaggi – la celebre spunta blu – in molti hanno protestato, tanti hanno candidamente dichiarato che il loro problema diventava addirittura l’ansia da risposta – “se tizio sa che ho letto il messaggio DEVO rispondere” –, tanti altri semplicemente hanno deciso di ignorare la cosa. La verità è che l’abilitazione di servizi del genere, chiaramente volta ad accrescere l’engagement su queste piattaforme, quindi decisamente comprensibile dal punto di vista delle app, ha finito con l’avere conseguenze anche in termini idi “regolazione dei rapporti tra la persone”.
Come gestire allora chi pretende di avere subito una risposta o entra in panico da contatto multiplo e comincia a scriverci su ogni canale disponibile?
Ecco quattro semplici regole che possiamo seguire:

1. Abituiamo i nostri contatti che leggere non significa dover rispondere: è la norma di base. Se anche troviamo il tempo di leggere un Whatsapp o un messaggio privato su Facebook durante l’orario di lavoro o magari mentre siamo fuori, questo non ci obbliga automaticamente a dover rispondere subito. Lo so: spesso chi ci ha scritto potrebbe offendersi, ma la verità è che ciascuno di noi sa se e quando ha tempo e possibilità di rispondere.

2. Ignoriamo se necessario: potrebbe sembrare la regola meno altruistica tra tutte ma spesso è una vera e propria ancora. Ci sono persone che sentono il bisogno di contattarci in modo compulsivo su più canali di solito per un paio di motivi precisi: il primo, essere sicuri che il messaggio sia arrivato, il secondo essere certi di avere risposta. Subito. Cosa dicevamo sopra a proposito delle notifiche di lettura?

3. Ad ogni canale il suo messaggio: vi dà fastidio essere contattati via Facebook Messenger per motivi di lavoro? Spiegatelo in modo cortese ai vostri contatti. Non lo capiscono? Ignorateli.
4. Impariamo a liberarci delle notifiche: se ad alcuni utenti viene l’ansia da risposta immediata è anche perché sanno subito di essere stati contattati. Fate un esperimento: scegliete un’app o un Social a cui “tenete meno” e disattivate le notifiche push; cercate di capire se questo ha un impatto sulla vostra ansia da risposta e quindi provate a fare lo stesso con altri canali. Pian piano capirete cosa è davvero urgente e degno di essere notificato subito e cosa no.

Oggi, l’80% del consumo social avviene da mobile. Siamo sempre più connessi e lo siamo attraverso device che ci seguono ovunque.
Insomma, mobile significa possibilità di accedere a una serie di informazioni e di interazioni costantemente e in modo efficace, ma trasformarlo in un flusso perenne di comunicazione dipende solo dal nostro atteggiamento verso questo potente canale.
Il mobile ci ha reso liberi? Di sicuro ci ha reso raggiungibili.

*Emanuela Zaccone, Digital Entrepreneur, Co-founder e Social Media Strategist di TOK.tv. Ha oltre 7 anni di esperienza come consulente e docente in ambito Social Media Analysis e Strategy per grandi aziende, startup e università. Nel 2011 ha completato un Dottorato di Ricerca tra le università di Bologna e Nottingham con una tesi su Social Media Marketing e Social TV.

Zac 4 Regole Mobile

Mobile significa ubiquo, non sempre disponibile: 4 regole ultima modifica: 2015-09-23T10:12:53+00:00 da Francesco Marino
Accenture Carmelo

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