Ha fondato Game’s Princess e Tech Princess. Con uno stile innovativo affronta la tecnologia, i videogame e anche le automobili. Fjona Cakalli ha una creatività esplosiva e il rigore assoluto di una ballerina di danza classica. Per avere successo nell’imprenditoria hi-tech per lei bisogna studiare con grande cura cosa fare e poi buttarsi spavaldamente

 di Lino Garbellini e Francesco Marino 

Fjona Cakalli: l’intervista

Fjona Cakalli ha uno sguardo determinato; forte ma senza durezza, che dimostra una sicurezza non comune, quella che deriva da una storia carica di momenti significativi, anche difficili, ma che lei da brava ballerina ha saputo dominare e trasformare in carica creativa. È nata in Albania e vive in Italia da quando aveva 4 anni.
I suoi genitori erano primi ballerini dell’Opera di Tirana e si sono poi trasferiti in Italia per insegnare. Da piccola anche Fjona sognava di fare la ballerina e lo ha fatto ad ottimi livelli, fino a 15 anni. Proprio perché era un’ottima ballerina ha capito di non possedere le caratteristiche fisiche per farlo ai livelli più alti. Ci vuole una grande forza per capire, con razionalità, i propri limiti e le proprie qualità.
Lei lo ha fatto e ha incanalato la sua forza creativa nell’imprenditoria e nella tecnologia. La sua, ora, è la storia di un blog, o sarebbe meglio dire di due blog di successo, dedicati a tecnologia (www.techprincess.it) e videogame (www.gamesprincess.it), oltre che quella di una celebre rubrica sui motori (The Driving Fjona – www.thedrivingfjona.com). Una storia che non è per niente scontata.

Fjona Cakalli: la storia

“Siamo arrivati in Italia nei primi anni ‘90 – racconta Fjona Cakalli – all’epoca erano molti i pregiudizi verso gli albanesi, anche per questo i miei genitori mi hanno spinto a primeggiare a scuola. Sono una persona curiosa, oltre che la ballerina volevo fare l’archeologo, che in fondo è un po’ quello che faccio oggi, anche se in chiave diversa. Vado a scovare i prodotti interessanti, i servizi più innovativi, senza fermarmi alle apparenze o al comunicato stampa”.

Fjona Cakalli

Fjona Cakalli: CUORI E BUSINESS

L’amore di Fjona per i videogiochi viene da lontano e lo porta anche tatuato addosso in una serie di cuori “pixelati” sul braccio destro. Lei, un po’ come tutti i grandi appassionati di hi-tech, ha incontrato questo mondo in adolescenza: “Il mio primo approccio con la tecnologia è stato il Nintendo Nes. Lo aveva portato a casa mio padre dopo un viaggio all’estero. Ci giocavo tantissimo, anche in famiglia. Devo dire che i miei genitori hanno sempre creduto nella tecnologia il giorno in cui mio padre è tornato a casa con il Nes, è stato amore a prima vista”. I suoi genitori le hanno anche trasmesso creatività, curiosità e disciplina: “La voglia d’evadere e di scoprire che mi hanno trasmesso i miei, penso dipenda in parte dalla rigidità del regime albanese dell’epoca, che s’ispirava alla Cina di Mao e, per darvi un’idea, considerava la Russia troppo occidentalizzata. Io l’Albania non l’ho mai visitata a fondo, è un cruccio che ho, dovrei fare un tour per riscoprirla, magari facendo delle foto. La fotografia è una mia nuova passione, che mi ha anche portato ad amare Instagram”. Un viaggio alla riscoperta della terra d’origine, impegnativo emotivamente, anche per una determinata con lei.

 

Fjona Cakalli: GIOCARE SUL SERIO

“Ho sempre amato i videogiochi, li ho incontrati da piccola. A un certo punto mi è venuta la voglia d’esprimermi e volevo farlo da sola, anche se adesso ho scoperto il valore del gruppo grazie ai miei collaboratori. Ora siamo una vera e propria azienda editoriale con la testata in corso di registrazione, paghiamo i collaboratori, siamo una start up che al momento sembra funzionare. All’inizio invece il mio blog è nato quasi per gioco nel 2011, in un periodo in cui i blogger in Italia sembravano dei pionieri”.

Fjona ha studiato giapponese e lavorava in un negozio di videogiochi, quindi il blog per lei era un modo per dire la sua e far emergere storie interessanti e poco note di un mondo che conosceva molto bene e che può insegnare molto. “In Gameprincess abbiamo inserito una rubrica su videogiochi e società, per far capire che questi possono essere anche educativi. Una cosa che mi ha insegnato tantissimo il videogioco è quella di sperimentare per arrivare all’obiettivo. Ogni titolo ti pone davanti a un traguardo da raggiungere, per esempio un tesoro da trovare superando un mostro, ma per vincere bisogna procedere per tentativi e avere una tattica.

Questo ha influenzato la mia mentalità e il mio modus operandi, che uso tuttora nella vita reale. Quando ho un obiettivo cerco di capire come raggiungerlo e ipotizzare strategie e scenari; in altre parole i videogame mi hanno aiutata a ragionare in modo analitico e di conseguenza mi hanno dato una mano dal punto di vista imprenditoriale”. Progettare, programmare, attuare e riprovare, se non funziona. È questa una dalle lezioni da imparare dai videogame.

Fjona Cakalli

 

Fjona Cakalli: TECH AL FEMMINILE

Il maschilismo nei videogiochi c’è ancora. Quando lavoravo al negozio, molti mi chiedevano: non c’è il tuo collega? Però è stato un mondo dove mi sono fatta le ossa, a Natale avevamo la fila di gente che voleva un videogioco e faceva un sacco di domande per avere quello più adatto. Devi conoscerli tutti e bene e saper trovare subito quello giusto”. Oggi Game Princess, anche se scritto da sole donne è seguito da tutti, senza distinzioni. Sono in molti ad apprezzare l’approccio inedito che punta a raccontare un’esperienza e non semplicemente un dato tecnico. Era questa l’idea alla base quando è partita l’avventura e oggi è un mantra seguito da tute le collaboratrici a cui lei ha trasmesso i principi di una Princess.

Perché Fjona è un “Leonardo”. Le persone creative si dividono in due categorie: i “Leonardo” e i “Michelangelo”. Leonardo prendeva, appunti, faceva studi dettagliati, bozze e li lasciava ai suoi discepoli in modo che fossero in grado di fare ciò che aveva fatto lui e trasmetterlo ad altri. Michelangelo invece distruggeva ogni lavoro preparatorio per essere sicuro che nessuno potesse copiarlo o arrivare a fare ciò che aveva realizzato lui. Fjona Cakalli ama insegnare, trasmettere. “È una propensione che arriva dalla danza – sottolinea – dove tutto si incentra sull’insegnamento, sulla correzione, sul miglioramento di chi lavora con te”.

Fjona Cakalli

Fjona Cakalli: AUTO E IL FUTURO

Sono convinta che bisogna puntare in alto per raggiungere il proprio obiettivo, spero che i miei blog diventino una realtà strutturata, una redazione brulicante di persone in grado d’influenzare positivamente il proprio pubblico. The Driving Fjona è partita per gioco, mentre mi recavo al lavoro da casa mia in auto mi annoiavo tantissimo, allora ho provato a utilizzare delle telecamere per raccontare le mie idee. Ora le case automobilistiche mi chiamano per provare le auto e per raccontare la mia esperienza. Di solito studio le novità di un determinato modello, in particolare quelle relative alla tecnologia, e poi le racconto facendo dell’intrattenimento e dando degli spunti”.

I video di Fjona durano 10 minuti. Per essere integrati in un sito sarebbero troppo lunghi, ma per una sorta di “televisione on demand” come Youtube è l’ideale. Fjona racconta che ha guidato persino un camion per The Driving Fjona, un filmato che la vede intenta al volante dell’ultimo mezzo da trasporto pesante di Mercedes e che ha riscosso ampi consensi sul Web. “Io amo i documentari, quelli che descrivono come sono fatte determinate cose, per esempio la fabbrica della Lego o le stone del Curling.

Ho pensato che alle persone potessero interessare le esperienze che vivevo io. Molti dopo aver visto il filmato mi hanno detto: bello questo camion, non pensavo funzionasse così. Io voglio attirare l’attenzione e dare delle informazioni, poi le persone sono libere di usare Google e altri strumenti per avere i dettagli tecnici di quello che hanno visto. Se strappo anche una risata non fa male, come nel caso del camion quando durante la guida ho buttato giù i birilli”.

Fjona Cakalli

Fjona Cakalli

Fjona Cakalli: “Pianificate e poi buttatevi con coraggio” ultima modifica: 2015-10-17T12:00:31+00:00 da Francesco Marino
Depositphoto Agosto 2018

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