Luca Parmitano è uno di quei personaggi che ci rende orgogliosi di essere italiani e abbiamo avuto la fortuna di intervistato in collegamento da Star City, in Russia.

e qui trovate il testo integrale dell’intervista a Luca Parmitano.

Luca Parmitano in addestramento a Star City

Dove ti trovi?
Luca Parmitano: Sono in un centro di addestramento russo. Mi sto addestrando come equipaggio di backup per una missione che partirà alla fine del 2018. Di solito dopo circa 6 mesi dalla partenza della missione l’equipaggio di backup diventa primario, quindi potrei partire verso la metà del 2019 ma al momento non c’è niente di ufficiale.

Luca Parmitano sognava di essere olimpionico

Cosa sognavi da ragazzino, di fare l’astronauta?

Luca Parmitano:Sognavo – e sogno ancora oggi – di essere un atleta olimpionico. E poi uno dei ricordi più vecchi che ho è quello in cui desideravo essere astronauta. Credo sia importante avere dei sogni grandi, irrealizzabili. Ma poi, crescendo, è fondamentale nella vita avere dei progetti. Nel mio caso il sogno è diventato un progetto di vita.

Qual è stato il momento in cui hai avuto la consapevolezza che saresti diventato astronauta per davvero?
Luca Parmitano: Ci ho creduto durante la selezione, quando eravamo rimasti poche decine di persone. Dopo le prove mediche da 45 aspiranti siamo rimasti una ventina. Lì ho capito che avrebbe potuto succedere, che sarebbe potuta diventare realtà.
La conferma definitiva è arrivata solo dopo, a tre giorni dalla presentazione ufficiale. Lo ricordo benissimo, era un lunedì sera. Ero distrutto dall’ansia perché tutti i finalisti erano già stati contattati, mancavano circa 48 ore all’annuncio da parte dell’Esa (Agenzia Spaziale Europea) dei nomi dei nuovi astronauti e io non avevo ancora ricevuto nessuna comunicazione. Pensavo che non sarei più stato chiamato. E invece, attorno alle 9 di sera, mi trovavo in Francia, squilla il telefono: sapevo che sarebbe stata una telefonata da parte dell’Agenzia Spaziale Europea. Uno dei direttori, dall’altro capo del filo, era tedesco, mi chiese: “Come stai Luca?” Io risposi: “Bè, dipende. Dipende da quello che mi dirà nei prossimi due secondi”. Lui mi disse: “Ti va di venire a Parigi fra due giorni per essere presentato come astronauta?”. Onestamente sono scoppiato a piangere, dalla gioia ma anche dall’emozione e per il senso di sollievo.

Luca Parmitano, le emozioni per la moglie e la famiglia

Un astronauta deve avere metodo, preparazione, ma anche le emozioni fanno parte di questo lavoro. C’è un ricordo o un’immagine che ti ha emozionato particolarmente nello spazio?
Luca Parmitano: Essere nello spazio è eccezionale, avrei 166 giorni di ricordi da raccontare. Alcuni di questi hanno una dimensione più umana: il momento del lancio, quello dell’arrivo verso la stazione… Se parliamo di immagini, c’è una foto che ho fatto alla mia terra, alla Sicilia. Non è particolarmente bella dal punto di vista tecnico, in controluce, forse sovraesposta. È importante perché è stata una delle prime foto che ho fatto alla mia terra, era l’inizio dell’estate 2013 e in quel momento in Sicilia c’era tutta la mia famiglia in vacanza. Quindi in quella immagine, per me, c’è tutta la storia di cosa stavo pensando in quel momento. Tutte le immagini rimangono nei ricordi e nel cuore, ma forse le emozioni più umane arrivano sempre dal pensiero della famiglia, degli affetti e dell’amore.

L’italia è una piccola Nazione ma un grande Paese per lo Spazio

Quanta italia c’è nella stazione spaziale? Siamo una nazione importante nello spazio?
Luca Parmitano: L’Italia geograficamente può sembrare un Paese piccolo, ma siamo una grande nazione. Possiamo vantarci a livello europeo e anche mondiale del nostro contributo alla scienza e all’esplorazione spaziale.
Siamo i fornitori di alcuni degli esperimenti più importanti. La collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana e con le università italiane ha dato vita a uno degli esperimenti più importanti a bordo della stazione spaziale: lo spettrometro AMS (Alpha Magnetic Spectrometer), il più importante esperimento astrofisico attualmente in orbita.
Noi italiani siamo in tutti gli aspetti della tecnologia spaziale, vantiamo un gruppo folto di astronauti, il 40% del volume abitabile dell’astronave spaziale è stato costruito in Italia, anche la cupola che forse è la parte che più si vede nelle foto e fa parte dell’immaginario comune. L’italia dà un contributo di prima categoria, dobbiamo esserne orgogliosi.

La Ricerca nello spazio e le sue ricadute per luca Parmitano

 

Luca Parmitano collegamento Star City

Quali ricadute ci si può aspettare dalle ricerche spaziali?
Luca Parmitano: Le ricadute sono molteplici. Ogni anno la Nasa pubblica un libro – scaricabile da Internet – raccogliendo tutti i risultati delle ricerche degli spin off e raccontando tutte gli studi condotti dello spazio. Da un punto di vista della ricerca, da più di 15 anni forniamo dati pubblici ai ricercatori, che portano avanti la ricerca con le nostre informazioni. La scienza che facciamo a bordo non è uguale a quella che si fa sulla Terra, perché l’ambiente che c’è nello spazio non esiste al di fuori della stazione spaziale.
Ci può fare degli esempi concreti?
Luca Parmitano: Ad esempio con un protocollo medico abbiamo dimostrato la possibilità di ottenere immagini estremamente accurate della spina dorsale, utilizzando una macchina per l’ecografia e un nostro software. Risulta difficile fare un censimento perché ogni spedizione ha circa 200 esperimenti in corso, condotti nell’arco di 6 mesi. La tecnologia che viene studiata avrà ripercussioni nei anni a venire.

Luca Parmitano “La Terra è la nostra astronave, dobbiamo capire che andiamo tutti nella stessa direzione

La stazione spaziale dista circa 400 km (in verticali) dalla Terra, però lì c’è una forte collaborazione tra nazioni. Perché?
Luca Parmitano: Il motivo è la visione comune, un progetto comune. Tutti coloro che collaborano nel mondo dello spazio sono i campioni mondiali della collaborazione. Siamo consapevoli che individualmente non potremmo ottenere i risultati, è indispensabile collaborare. Retaggio culturale, storia, pregiudizi vengono a mancare perché insignificanti. L’unica cosa che conta è il futuro e come raggiungerlo. Siamo convinti che il nostro lavoro sia importante per la ricerca, l’esplorazione, la scienza, la tecnologia.
Se tutti noi riuscissimo ad avere un obiettivo comune, cioè continuare a viaggiare su quella bellissima astronave che è la Terra – della quale siamo tutti abitanti ed equipaggio allo stesso tempo – capiremmo quanto è importante la cooperazione e la collaborazione.

Digitalic X 2017 Luca Parmitano

Luca Parmitano: c’è tanta innovazione italiana nello Spazio – intervista ultima modifica: 2017-06-10T15:34:21+00:00 da Web Digitalic

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