È iniziato l’Expo di Milano, l’esposizione universale che per sei mesi renderà Milano la casa del mondo. È iniziato e ha mostrato esattamente come siamo noi italiani: arruffoni, ritardatari, clientelari ma anche geniali, instancabili, determinati fino alla follia, perché bisogna essere geniali e folli per fare in 6 mesi quello che le altre nazioni fanno in 7 anni. In Expo ci sono tutti i nostri difetti, ma anche tutta la bellezza che sappiamo creare.
20 milioni di persone visiteranno questo enorme parco dei divertimenti, Milano è per sei mesi l’ombelico del mondo, non a caso è questa canzone di Jovanotti quella che viene trasmessa dall’Albero della vita, al centro del sito espositivo.
Il più toccante, tra i vari discorsi tenuti All’open Air Theater è stato quello di Papa Francesco: “Expo Milano 2015 è l’occasione per globalizzare la solidarietà. Dobbiamo ringraziare Dio per aver scelto questo tema. I volti di migliaia di persone che non mangiano sono i veri protagonisti dell’evento. Ricordiamoci le parole di Giovanni Paolo XXIII, quando diceva che il paradosso dell’uguaglianza sussiste ancora oggi e smettiamo di abusare del giardino che Dio ci ha donato”. Dopo l’intervento del Santo Padre, una delegazione di lavoratori ha portato sul palco la bandiera tricolore, celebrata con le note dell’inno nazionale italiano terminato con un insolito, ma benaugurante “Siam pronti alla vita”.

Expo e la tecnologia
Dopo il cibo l’ingrediente principale di Expo è la tecnologia. Tutti i padiglioni che sono delle attrazioni, sono animati dalla tecnologia di ultima generazione: schermi, proiezioni 3D, sculture che vengono mappate in 3d e su cui vengono proiettate immagini che le rendono vive, giochi di luci e musica. Ma il legame tra cibo (tema principale di Expo) e la tecnologia è ancora più profondo.

“Le nuove idee di tecnologia applicate al cibo sembrano inoltre essere sostenibili in modalità nativa – spiega Antonella Tagliabue – Managing Director UN-Guru, società di consulenza specializzata nelle tematiche del Green e della Corporate Social Resposability -come se non ci fosse altra scelta per l’innovazione nell’alimentare che essere a misura di ambiente”. Il cibo è il tema prediletto per le tecnologie green, ma non solo

“Si è aperta la via a una tecnologia dei sapori – continua Antonella Tagliabue – potrebbe non essere più così futuribile la prospettiva di device, applicazioni e soluzioni in grado di raccontare, creare, condividere, diffondere gusti e odori. Una tecnologia che fa gola. Expo dovrebbe essere in questo campo un vero e proprio cantiere di sperimentazione, fuori e dentro il sito espositivo”.

Tecnologia, frutto della Terra
C’è anche un nuovo approccio alla tecnologia che Expo favorirà: “Il silicio come frutto della terra, la tecnologia che è essa stessa una sorta di cibo, da consumare correttamente e in grado di dare una mano a nutrire il pianeta. Una tecnologia che deve diventare oggetto di tutela, veicolo di qualità, ingrediente per la vita. In qualche modo una tecnologia che contribuisce a riempire la pancia e, sempre di più, a far mangiare bene, a far mangiare meglio. A mangiare consapevole. Vedremo se anche a mangiare giusto, per tanti se non per proprio per tutti”, Conclude Antonella Tagliabue.

Qui 10 cose da fare e da non fare ad EXPO 2015

Il tour video dei Padiglioni

Padiglione Zero. Il Padiglione Zero riproduce un pezzo della crosta terrestre e ne contiene i paesaggi. È un viaggio nella memoria dell’umanità, un percorso emozionale dalle origini sino ai nostri giorni. Al suo interno, queste le parole dell’architetto, diverse aree concettuali prendono per mano scenograficamente i visitatori, accompagnandoli alla scoperta del tema Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita.

Padiglione Italia. All’incrocio tra Cardo e Decumano, nel cuore del sito espositivo c’è Palazzo Italia, la più importante opera permanentedell’Expo e il padiglione più vasto, con una superficie espositiva di 13.000 metri quadrati. E’ la sede di rappresentanza dell’Italia con uffici, sale convegni, mostre, due ristoranti, una terrazza panoramica. L’architettura esterna è rivestita da una pelle ramificata, che esce come radici dal terreno e si apre verso l’alto. Una mostra sull’identità italiana ideata da Marco Balich, è il cardine espositivo del Padiglione e racconta le quattro Potenze italiane: il saper fare, la bellezza, illimite, il futuro. Tutte le foto del Padiglione Italia QUI

Padiglione Francia “Produrre e nutrire diversamente”, questo il tema scelto. La Francia, patria del buon gusto e della nouvelle cuisine si presenta all’esposizione universale proponendosi di trasferire le sue competenze in campo alimentare per rendere autosufficienti i Paesi in via di sviluppo. Sviluppato su uno spazio di circa 3.500 metri quadrati il padiglione si ispira a un luogo simbolo della cultura alimentare francese: il mercato coperto; proprio per sottolineare i temi dell’accesso al cibo e la dimensione qualitativa dell’alimentazione. Non mancano un ristorante, una brasserie, un’area di ristoro veloce e una boutique dove celebrare il tipico savoir-faire.

Germania. La Germania arriva a Expo Milano 2015 con il progetto: “Campi delle idee”. Il padiglione interattivo si presenta come unparco agroalimentare ecosostenibile, con piante stilizzate che, come “germogli di idee”, hanno le proprie radici nell’edificio ma poi svettano verso l’esterno creando un tetto di foglie. L’edificio è strutturato come un pianoro paesaggistico la cui superficie è interamente percorribile e nel cui interno si racchiude l’esposizione tematica: un viaggio attraverso il suolo, l’acqua, il clima e la biodiversità. Nel finale i visitatori si trasformano nei musicisti di un’orchestra e guardano il mondo tedesco dell’alimentazione dal punto di osservazione di due api in volo.

Gran Bretagna. “Coltivato in Gran Bretagna, condiviso globalmente”. Declina così il tema la Gran Bretagna. Il padiglione, esteso su un lotto complessivo di 1910 mq, si ispira al ruolo unico che le api e gli alveari svolgono nel nostro ecosistema. E’ stata proprio ricreata la struttura dell’alveare: un cubo di 14 metri per lato, poggiato su colonne alte 3 metri. Il progetto fondeil design di più alto livello con forti requisiti ecologici: natura, creatività, scienza e tecnologia si combinano per affrontare la sfida sottesa al tema dell’Expo.

Stati Uniti. “Cibo Americano 2.0: Uniti per nutrire il pianeta”. E’ il tema con cui gli Stati Uniti raccontano il ruolo del Paese nel futuro dell’alimentazione mondiale. Obiettivo: cercare di nutrire più di 9 miliardi persone entro il 2050. Storia e cultura del cibo americano, sicurezza alimentare, scienza, tecnologia, nutrizione e salute, troveranno spazio all’interno di un padiglione la cui forma ricorda quella di un tipico granaio statunitense. Una costruzione interamente sostenibile, che permetterà di vivere la ricca cultura agricola americana anche grazie a un notevole spazio aperto verticale da cui si potrà ottenere ogni giorno un raccolto.

 

Brasile.  Il Brasile, tra i più importanti produttori agricoli del pianeta, giunge ad Expo Milano 2015 per “Sfamare il mondo con soluzioni”. Il Padiglione, attraverso la metafora della rete – declinata in termini di flessibilità, fluidità e decentralizzazione – esprime la solidità agroindustriale, la capacità tecnologica, il patrimonio di biodiversità e il valore della ricerca scientifica del più grande Paese sudamericano.

Argentina. “L’Argentina ti nutre” è l’adagio che ben esprime l’intento del Padiglione: mostrare al mondo i risultati e l’innovazione del settore agroindustriale del Paese. La linea architettonica della struttura declina il tema del cibo in quattro categorie, spaziali e argomentative: l’Argentina nutre i suoi cittadini, nutre il mondo, nutre la conoscenza, nutre il dibattito. Il visitatore, all’interno del Padiglione, attraversa ambienti multisensoriali, sistemi interattivi, luoghi dedicati a una vasta e tipica selezione gastronomica.

Cina. “Terra di speranza, cibo per la vita” è il tema della partecipazione cinese a Expo Milano 2015. Il Padiglione sorge su un’area di 4.590 metri quadri ed esprime, nelle forme architettoniche e nei contenuti, i principi della sua millenaria filosofia, i capisaldi delle sue tradizioni culturali, i progressi tecnologici e scientifici del settore agricolo. La sostenibilità e l’equilibrio tra ambiente e umanità sono le grandi sfide che la Cina affronta nel semestre espositivo.

Israele. “I campi di domani”, questo il concept del Padiglione Israele, sono quelli che il Paese ha saputo sottrarre al deserto, grazie a una tradizione millenaria nell’ottimizzazione delle risorse idriche. Simbolo dei campi del futuro è il giardino verticale lungo 70 metri e alto 12 coltivato con piante e fiori stagionali che cambieranno con lo scorrere delle stagioni. Le nuove soluzioni tecnologiche applicate da Israele per combattere la desertificazione, bonificare e coltivare sono protagoniste del percorso espositivo.

Nepal. “La sicurezza alimentare e la sostenibilità per lo sviluppo” . Il tema del padiglione è questo. E’ il Mandala ad ispirarnel’architettura, e l’atmosfera dell’intero paese è stata qui ricreata anche grazie ad esperti artigiani nepalesi, depositari della tradizione antichissima della terracotta, della lavorazione dei metalli, della pietra, degli intarsi su legno. Viene raccontata l’agricoltura di montagna, con il sistema dei terrazzamenti e la varietà di prodotti. Si può assistere allapreparazione di cibi e gustare i piatti tipici. Vi troviamo anche la Piramide del Comitato Everest K2.

Vietnam. “Acqua e fior di loto” sono il tema e insieme i simboli scelti dal Vietnam per la propria partecipazione a Expo 2015. Il messaggio che il Paese intende offrire al mondo è infatti incentrato sulla necessità di proteggere attivamente l’ambiente e le risorse idriche. Accanto alle esposizioni di oggetti d’arte e ceramiche, a fare da padroni negli 887 metri quadrati del padiglione sono i prodotti locali più esportati: riso, caffè, pepe, frutta secca e frutti di mare. A completare l’offerta, anche uno spazio commerciale dedicato all’artigianato in bambù, legno, porcellana, ceramica e tessuto, oltre naturalmente a un’area gastronomica che offre assaggi di famosi piatti e bevande tradizionali.

 

Corea. La Corea del Sud all’Expo 2015 di Milano propone il tema “Sei quello che mangi“. Il padiglione coreano è stato concepito secondo il tema architettonico del Moon Jar, vaso caratteristico del paese dalle forme tondeggianti e che richiama alla mente l’immagine della luna piena. Temi centrali la tradizione gastronomica coreana e il suo sviluppo futuro, con una particolare attenzione rivolta alla salvaguardia dell’ambiente e alla salute dell’umanità.

Colombia. Il Padiglione è un’opera low tech e sostenibile, costruita con tecniche “a secco”, senza acqua e senza calcestruzzo. La struttura, eretta con legno di abeti bianchi, estesa su una superficie di circa 1.900 metri quadri, rappresenta i cinque piani termici della Colombia; il paese, infatti, non è soggetto al mutare stagionale e il suo clima varia solo a seconda dell’altitudine, da 0 a oltre 5.000 metri sul livello del mare.

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