5 regole per diventare un programmatore di alto livello

Che cosa distingue un programmatore di alto livello? Cis ono 5 regole da seguire e 3 tipi di base. scopri a quale appartieni.

Che cosa distingue un programmatore di alto livello? La domanda è stata posta da Michael O. Church, programmatore e ingegnere dell’apprendimento delle macchine, su Quora. Sebbene non sia facile individuare chi faccia parte della categoria dei programmatori d’élite, l’obiettivo è quello di capire come diventare sviluppatori top.
Ecco una teoria che divide il settore dei programmatori in tre categorie:

gli Adder, gli addizionatori (livello 1, punteggio da 0 a 1,4): riescono a risolvere la maggior parte dei problemi di programmazione, avendo abbastanza tempo a disposizione. Tendono a fare i lavori di business, dallo scrivere script a recuperare dati e risposte che serviranno a esecutivi o commerciali. I migliori tra loro vogliono crescere, staccarsi dai dettagli per lavorare più in generale al “cuore” dei problemi

i Multiplier, i moltiplicatori (livello 2, punteggio da 1,5 a 2,4), sanno selezionare tecnologie, prendere decisioni strutturali. Tendono ad avere contributi open-source a loro nome, parlano a conferenze, spesso sono importanti quanto le loro aziende.

i Global Multiplier, i moltiplicatori globali (livello 3, punteggio da 2,5 in su) costruiscono community, creano piattaforme e nuovi concept come ad esempio il framework software MapReduce di Google. La loro ambizione è quella di diventare consulenti indipendenti, accademici o impiegati nei settori Ricerca e Sviluppo di grandi aziende.
Queste tre tipologie sono naturalmente delle generalizzazioni, ci sono “adder” che sanno svolgere task molto difficili così come programmatori molto qualificati specializzati in alcuni linguaggi e non in altri. È solo una teoria, che prevede che la maggior parte degli sviluppatori “salga di livello” progressivamente.

Il punteggio 0,7 è considerato il livello base. Il punteggio 1 è quello in cui si è definiti “sviluppatori software” e l’1,2 è quello di un medio impiegato, anche se nelle aziende tecnologiche top la media è di 1,6.

Ad esempio in Google è 1,6-1,8, gli sviluppatori senior arrivano al punteggio 2. 
Ci sono poi molte altre aziende (di solito quelle meno tecniche) che non hanno sviluppatori al di sopra del punteggio 1,5. Capita quindi che le decisioni vengano prese da persone di livello inferiore (1,2-1,4) o da manager non tecnici, con risultati facilmente immaginabili. Si contano circa 200.000 programmatori al punteggio 2,0 o superiore.

Come fare per raggiungere questo livello?
1) Prevedere tra i 7 e i 14 anni. Sì, serve del tempo. Bisogna scrivere codici, leggerli, sperimentare nuove tecnologie, accettare gli errori, gioire di qualche successo. Partendo da un livello base di 0,1-0,8, si può calcolare – impegnandosi – una crescita di 0,1 all’anno. È sempre meglio chiedere scusa per un errore che chiedere il permesso.

2) Studiare voracemente. La tecnologia è un campo vastissimo. Non è possibile essere esperti in tutto, ma sempre curiosi. La passione per la matematica e per l’industria in generale sono d’aiuto.

3) Costruire per tentativi. Fare pratica è la cosa più importante, dagli errori si impara.

4) Condividere le idee. L’essere umano è una creatura sociale e i programmatori non fanno eccezione. Parlare coi colleghi aiuta a capire come approcciare i risolvere i problemi.

5) Non smettere di imparare. Molti programmatori si fermano al livello 1,2. Perché? Per mancanza di stimoli, per carenza di opportunità di lavorare su qualcosa di difficile. Tutti desiderano seguire progetti facili e di successo, ma non bisogna mai smettere di crescere.
Cecilia Cantadore




5 regole per diventare un programmatore di alto livello - Ultima modifica: 2014-10-22T09:10:38+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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