Big Data e Analytics nel futuro dell’IoT

La maggiorparte degli sviluppatori IoT si concentrano principalmente su Big Data e progetti Analytics. Questo è il futuro IoT

La maggiorparte degli sviluppatori IoT si concentrano principalmente su Big Data e progetti Analytics. Questo, parlando di internet delle cose,  è il trend del momento del quale riportiamo anche i seguenti dati tratti da Evans Data Corporation Internet of Things Development Study 2015, Volume II, sondaggio basato su  509 sviluppatori IoT inclusi molti specialisti del settore su scala mondiale. Spiccano in particolare i seguenti dati:

  • 42% degli sviluppatori scrivono software che usano sensori
  • 23% degli sviluppatori stanno attualmente lavorando su progetti che prevedono database built-in o incorporabili, e il 44% lo farà nei prossimi sei mesi

Ecco nel dettaglio gli aspetti fondamentali per gli sviluppatori dell’Internet delle cose:

  1. Un terzo degli sviluppatori sono principalmente concentrati su Big Data e progetti  Analytics, con un sostanzioso 20,6% impegnati su firmware e software per dispositivi client. Un altro 20% è coinvolto nello sviluppo di Middleware destinato alle strategie di adozione di IoT su scala industriale, mentre un buon 17,2% è impegnato nello sviluppo backend/server.
    grafico 1 sondaggio sviiluppatori IOT
  2. Il 21% degli intervistati stanno lavorando su progetti collegati all’eCommerce. Leggermente in vantaggio i progetti Business-to-Consumer (11,7%) rispetto a quelli B2B che si fermano al 10%. Molto interessante è osservare come tanti sviluppatori siano concentrati su progetti di filiera in settori come la logistica (7,4%) e i trasporti (7%). Il grafico seguente mostra una classifica dei progetti Iot per percentuale di sviluppatori impiegati.
    grafico 2 sondaggio sviiluppatori IOT
  3. Molti dei dispositivi in sviluppo sono creati con sensori di accelerazione e vibrazione, seguiti da quelli con sensori elettrici/magnetici e da quelli a corrente. Nel grafico si riportano i 13 differenti tipi di sensori che gli sviluppatori IoT stanno impiegando.
    grafico 3 sondaggio sviiluppatori IOT
  4. Le due aree delle quali gli sviluppatori si stanno occupando oggi sono soprattutto quelle che riguardano la sicurezza dei dispositivi IoT e la varierà dei loro dati. La sicurezza domina i pensieri degli sviluppatori di app e ben il 18,7% afferma che questa è la loro primaria preoccupazione. In seconda battuta troviamo la gestione e il valore dell’enorme varietà di dati (13,6%), la frammentazione dei dispositivi (11,3%) e la tecnologia che supera la domanda (11%).
    grafico 4 sondaggio sviiluppatori IOT
  5. Il 26,8% degli intervistati sostiene di aver bisogno di strumenti o Software Development Kits (SDK) migliori per portare a compimento dei loro progetti. Migliorando il pacchetto di sviluppo delle applicazioni ed includere la documentazione API e casi d’utilizzo può essere una strategia vincente per i vendor di software per guadagnare punti nella community degli sviluppatori IoT. Le aree in cui i vendor possono maggiormente aiutare gli sviluppati sono: maggiori informazioni tecniche (19,87%), supporto tecnico migliore (16,8%) e allargamento delle funzionalità tramite API (7,4%).
    grafico 5 sondaggio sviiluppatori IOT
  6. Un terzo degli sviluppatori (34%) stanno costruendo applicazioni che richiedono l’analisi dei dati in real-time e che occupano almeno il 50% della propria vita nell’elaborazione degli stessi. La potenza degli IoT a livello industriale è la possibilità di cogliere ed elaborare i dati in tempo reale; per questo nel sondaggio sottolinea come il 34% degli intervistati siano concentrati su progetti con dati in real-time e la maggior parte di questi (41,1%) lavora su app che richiedono richieste di accesso ai dati tra il 26% e il 50%.
    grafico 6 sondaggio sviiluppatori IOT

Big Data e Analytics nel futuro dell’IoT - Ultima modifica: 2015-11-30T17:01:10+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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