HPE Discover 2016: accelerare il futuro

Hewlett Packard Enterprise propone una strategia quadrimensionale dedicata alle imprese che necessitano un cambiamento rivoluzionario e imprescindibile se vogliono prosperare nella Idea Economy; devono trasformarsi in infrastrutture ibride, proteggendo l’azienda digitale, rafforzando il valore e l’organizzazione dei dati per garantire la produttività del lavoro. di Erica Maiorana “Esplorare nuovi mondi e opportunità, accelerando l’avvenire, per […]

Hewlett Packard Enterprise propone una strategia quadrimensionale dedicata alle imprese che necessitano un cambiamento rivoluzionario e imprescindibile se vogliono prosperare nella Idea Economy; devono trasformarsi in infrastrutture ibride, proteggendo l’azienda digitale, rafforzando il valore e l’organizzazione dei dati per garantire la produttività del lavoro.

di Erica Maiorana

“Esplorare nuovi mondi e opportunità, accelerando l’avvenire, per arrivare là dove nessun’altra compagnia è mai giunta prima” è così che Meg Withman, Presidente e Ceo di Hewlett-Packard Enterprise (HPE), facendo propria una citazione da Star Trek, introduce le più recenti evoluzioni di The Machine, presentate assieme a tante altre novità al Discover2016 tenutosi dal 6 al 9 Giugno a Las Vegas. 
Due anni fa è stato è stato svelato un progetto di ricerca avanguardistico e rivoluzionario chiamato The Machine, basato sul principio di reiventare il computing in modo provocatorio, “from the ground up”, ovvero, da cima a fondo. Il Memory Driven Computing soppianterà i processori, avvalendosi di una velocità accelerata nell’esecuzione delle operazioni che verranno implementate dalle fibre ottiche: una svolta nell’efficienza dei tempi di risposta in caso di criticità, nell’accrescimento della sicurezza e nella semplificazione. 
La macchina sarà in grado di imparare – Machine Learning – e quindi di rendere il patrimonio di dati in continua crescita: si prevedono 30 miliardi di dispositivi connessi entro fine decennio. Una risorsa proficua e un’autentica forma di conoscenza da far convergere negli ambiti più disparati di ogni tipo di infrastruttura.
HPE Discover 2016


Infrastrutture ibride e big data

In ambito di IoT industriale e Digital Transformation è stata proposta da HPE l’ipotesi di un mondo nel quale nulla si rompe, dove è possibile prevedere ciò che sta per succedere, prevenire le criticità. Questa definizione potrebbe suscitare scetticismo, far pensare a qualcosa di artificiale e fantascientifico, ma attraverso le parole di Ric Lewis, SVP e GM di Converged Data Center Infrastructure per HPE, l’impatto si ridimensiona: “La più grande sfida è far utilizzare proficuamente l’IT. Non vogliamo solo vendere storage, ma fornire un’intelligence che sappia far convergere tutte le infrastrutture fra loro”.
Lo studio dei dati e il loro utilizzo, attraverso strumenti predittivi, porterà a un accrescimento della qualità dei prodotti e dei volumi, per mezzo di una strategia personalizzata e una semplificazione delle informazioni. I dati dell’IoT, fruibili mentre sono in uso e non a seguito della comparsa di un problema.
Sono infinite le applicazioni e tra le demo proposte abbiamo toccato con mano i prototipi di ottimizzazione dei consumi di carburante da parte delle compagnie aeree, la produzione di energia senza dispersioni, l’organizzazione dei trasporti e della logistica senza tempi di inattività e l’accrescimento delle possibilità nei processi di ricerca scientifica. 
Ognuno di noi è coinvolto direttamente in questa rivoluzione, basti pensare ai modelli di IoT urbani.
La connessione favorirà la diffusione di dati utili per la gestione del traffico, dei parcheggi, dello smaltimento dei rifiuti e persino del coordinamento in caso di emergenze, per citare alcuni esempi. Automobili di concezione ibrida invieranno informazioni al Cloud il quale, a sua volta, invierà ad ogni veicolo connesso indicazioni sul miglior percorso da seguire, informazioni meteorologiche e – sulla base del principio Driven by Intelligence – la diagnostica di bordo potrebbe prevenire incidenti.

HPE Discover 2016
Parola d’ordine: velocità
L’area espositiva Sand Expo di Las Vegas ha ospitato, inoltre, la Transformation Zone, dove i leader IT e partner HPE provenienti da tutto il mondo hanno esposto le tecnologie di accelerazione.
Ogni business digitale richiede infrastrutture capaci di garantire versatilità e scalabilità, ma è solo attraverso la velocità che le idee possono essere distribuite e trasformate in valore. I Threat Map sono uno dei tanti esempi di Global Dashboard – monitoraggi in tempo reale, in flash – attraverso i quali avviene la campionatura di migliaia di dispositivi in un’unica schermata. Ogni forma di attività, inventario o minaccia viene mostrata da un pannello che si aggiorna automaticamente e che controlla la situazione di tutti i dispositivi hyper-converged connessi tra loro, ovunque al mondo, in funzione o spenti. L’idea è quella di rendere l’IT immediato come l’uso di uno smartphone e di poter accedere ai dati con un click, sgravando le imprese dai costi di gestione delle infrastrutture da parte di intermediari, ma anche riducendo gli attacchi e le minacce di cyber crime.
Fluidità, semplificazione, portabilità e flessibilità diventano i dogmi dello storage dei Big Data che ora ha gettato le basi per diventare il mezzo della trasformazione ibrida. L’esperienza del cliente deve essere automatizzata, lo spostamento delle informazioni e l’utilizzo di queste deve essere reso il più semplice possibile. La trasformazione digitale, così come la Digital Disruption, vanno quindi oltre l’astrattismo, ipotesi o eventualità: sono parte imprescindibile di un cambiamento che sta rivoluzionando il mondo intero e si auspica possa “favorire le opportunità e l’attuazione delle decisioni umane, creando nuovi processi capaci di rivoluzionare il business stesso” conclude Antonio Neri, Executive Vice President e General Manager, HPE.


HPE Discover 2016: accelerare il futuro - Ultima modifica: 2016-06-21T10:00:23+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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