I nuovi occhiali AR di Meta per toccare il mondo virtuale

L’headset Meta costa 949 dollari – ed è già in distribuzione – consente di interagire con gli oggetti digitali senza che occorrano nuovi controller fisici.


Le case automobilistiche impiegano anni per passare dal concetto di design a quello delle auto showroom-ready e quando i progettisti riescono a vedere i veicoli “in carne e ossa”, è spesso troppo tardi per apportare cambiamenti significativi alla produzione. Ma se per i progettisti ci fosse un modo per capovolgere questa dinamica, rendendo così possibile vedere e interagire con le versioni digitali in scala reale delle loro opere a “lavori in corso”? È questa, in sostanza, la premessa alla base del nuovo kit di sviluppo headset di realtà aumentata Meta 2. Il sistema, che ha finalmente iniziato ad essere distribuito dopo molti mesi di prototipazione, offre un campo visivo a 90 gradi in un display ad alta risoluzione e funziona collegandosi ad un computer portatile.
Attualmente Meta 2 è destinato unicamente agli sviluppatori (con la speranza che possano creare rapidamente molte nuove applicazioni AR per la piattaforma). Meta 2 è facile da usare e offre immagini olografiche in 3D convincenti che è possibile manipolare con le mani, muovere all’interno dello spazio fisico e scoprirle al loro interno. Quest’ultima caratteristica potrebbe tornare utile per i car designer, come abbiamo già accennato qui sopra.
In prevendita il prezzo di Meta 2 è di $ 949 fino alla fine dell’anno, in seguito – probabilmente – salirà sopra i $1.000.
La società ha sede a San Mateo, in California e vanta circa 130 dipendenti. Finora ha raccolto circa $75 milioni di finanziamenti. Il sistema sembra voler competere direttamente con HoloLens di Microsoft che l’headset AR di Magic Leap, non ancora presentato ufficialmente.
Chi ha avuto modo di testare la fase demo di Meta 2 ha potuto verificare che si possono spostare gli oggetti digitali attorno a sé, come – ad esempio – un cubo composto da cubi di dimensioni più piccole, un globo o persino un modello 3D di un cervello umano, il tutto senza doversi avvalere di controller fisici. Altri sistemi di realtà virtuale, come Hoculus Rift oppure HTC Vive, offrono simulazioni 3D meravigliose, con la stessa possibilità di spostare le cose che si trovano attorno con le mani, ma entrambi i sistemi richiedono controller palmari.
Ryan Pamplin, vice presidente di Meta, ha ribadito che, per ora, la sua azienda considera le HoloLens e Magic Leap come i partner ideali per “Convincere il mondo, tutti insieme, del fatto che il prossimo paradigma del computing sia rappresentato dalla realtà aumentata”. Ma non c’è dubbio alcuno sul fatto che Meta stia posizionando il proprio headset in competizione diretta con quelli proposti dai propri rivali.
Pamplin ha sostenuto che Meta 2 offra un campo visuale due volte maggiore rispetto ad HoloLens, ma ad un terzo del prezzo, fattore essenziale per la comunità di sviluppatori che da sempre è “price sensitive”.
Se Microsoft punta ad HoloLens per “mantenere la quota di mercato”, se Magic Leap vorrebbe “trasformare il mondo in quello di Harry Potter”, Meta propone di mettere uno strato digitale sopra il tetto del mondo reale che è contestualmente rilevante. Al fine di conseguire un tale obiettivo, decine di migliaia di sviluppatori AR hanno accettato la sfida e hanno deciso di prenotare Meta 2.

GUARDARE ALL’INTERNO DEL CERVELLO UMANO
Nel corso della demo, uno degli aspetti più significativi è stato rappresentato dall’aver potuto guardare – letteralmente – all’interno di una rappresentazione 3D di un cervello umano ed esplorare ogni attività neurale in corso al suo interno. Una tale opportunità potrebbe risultare importantissima ai fini scientifici, andando a coadiuvare gli scienziati nella loro opera di ricerca. È stato inoltre possibile guardare all’interno di un ologramma 3D di un’auto che permette di ispezionarne ogni parte interna, simulando persino le indicazioni stradali di Google Maps all’interno del display dello schermo così come lo vedrebbe il guidatore.
Pamplin ha voluto sottolineare il fatto che non esista casa automobilistica che non abbia ordinato un Meta 2, ma la stessa cosa vale per chi si occupa di 3D. Tra le altre industrie che sembrano essere in trepidante attesa per l’adozione del sistema figurano: Hollywood, la realtà virtuale, l’esplorazione dello spazio, e molte altre ancora. Pamplin, inoltre, fa sapere anche che chi aveva già acquistato un esemplare di Meta 1 ora ne ha già acquistati almeno una decina.
Questo headset sembra proprio aver gettato le basi per rendere più economiche alcune operazioni di rendering, basti pensare al settore automobilistico e a come – per i progettisti – potrebbe tornare utile disporre di un rendering full-size di un nuovo veicolo, ben prima della fase di prototipo e poter apportare modifiche preventivamente alla produzione definitiva.
La popolarità iniziale dell’headset Meta 2 porterà ad una carenza temporanea di dispositivi nel corso del 2017, problema che verrà ovviato già entro il 2018, con una produzione che verrà scalata nell’ordine delle centinaia di migliaia di unità.
Non c’è dubbio sul fatto che il Meta 2 sia un dispositivo formidabile, in grado di fare cose che pochi hanno visto prima, in particolare, grazie al suo punto di forza che è il prezzo. Eppure, non è uno strumento perfetto, e senza grandi applicazioni ad esso collegato non risulta poi così utile. Naturalmente, questo è il motivo per cui Meta punti proprio agli sviluppatori.


I nuovi occhiali AR di Meta per toccare il mondo virtuale - Ultima modifica: 2016-12-23T09:01:24+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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