L’impatto dei Big Data e dell’analitica nel calcio

Big Data & Analytics al servizio del calcio per monitorare gli atleti dentro e fuori campo, le squadre utilizzano i dati per preparare al meglio le squadre

Il calcio – in Italia più che mai – è un settore fiorente e sempre più in espansione. Basta guardare i giri di affari per la diretta delle partite in TV, che rappresentano un fenomeno non soltanto estremamente redditizio, ma letteralmente mastodontico. Big Data & Analytics si son visti con la strada spianata per fare la loro parte e contribuire così al successo dentro e fuori dal campo, esattamente come sta avvenendo in altri settori di attività e industrie.

Prendiamo l’esempio del Regno Unito, gli stadi sono letteralmente addobbati da telecamere, indispensabili per monitorare ogni movimento dei giocatori, anche quando non si è in possesso della palla. 1.4 milioni di data set vengono raccolti ad ogni partita, il che si traduce con 10 data point a giocatore al secondo. E sono proprio i dati a dare ai manager, agli analisti delle prestazioni e allo staff tecnico la possibilità di vedere i diversi livelli l’azione sul campo, cosa che sarebbe impossibile da monitorare con precisione con il solo occhio umano.

I giocatori vengono monitorati anche fuori campo, con localizzatori GPS, sensori di accelerazione, cardio-frequenzimetri, tracker alimentari e per il monitoraggio del sonno, e il tutto diventa indispensabile per fornire metriche ottimizzate in modo da scegliere la miglior formazione e la più efficace delle tattiche di gioco.
Ma non finisce qui, l’approccio statistico per la scelta della formazione può contribuire alla prevenzione di infortuni, a stimare i tempi di recupero e ad evitare il sovrallenamento. Ogni mossa dei calciatori crea dei grandi insiemi di dati che possono essere usati al di là del campo da gioco.
Le squadre stanno utilizzando i dati per preparare al meglio, anche tatticamente, le formazioni reclutando i migliori atleti anche sula base dell’analitica.

La Data Science in ambito sportivo non fa che crescere vorticosamente. In sport come il baseball, l’analisi predittiva funziona davvero bene ed è ancor più semplice applicare delle metriche quando gli atleti ricoprono un ruolo o una posizione in campo specifica. Ma quindi, com’è possibile applicare questa stessa tecnologia ad uno sport dinamico come il calcio? Ovviamente è più complicato affidarsi all’analisi statistica, ma avvalendosi di esperti dei dati in grado di lavorare in collaborazione con i tradizionali talent scout, le squadre sono in grado di accrescere il proprio approccio analitico.
Nel momento in cui la competizione diventa sempre più accesa, c’è una grande opportunità di individuare la qualità all’interno del mercato dei trasferimenti e degli ingaggi. Alcuni club, come il Liverpool, hanno ingaggiato analisti del calibro di Michael Edwards, il quale guida un team che ha individuato nuovi modi per trovare nuovi giocatori.

Collaborando con i talent scout, gli analisti stanno dando una nuova direzione al futuro del calcio. Uno scout potrebbe valutare un calciatore bravo nella corsa e suggerirlo per un contratto, ma un analista può vagliare tutta la storia delle prestazioni di un atleta, al fine di esprimere un giudizio sulle capacità a lungo termine di un giocatore e quello che potrebbe dare ad un club. Edwards ha supportato i processi che hanno portato alla firma da parte di alcuni giocatori che hanno riscosso grande successo mentre lavorava per il Liverpool e il Tottenham Hotspur.

Sostituendo una parte del processo di scouting con approcci basati maggiormente sui dati, i club sono anche in grado di giustificare le loro spese esorbitanti. L’acquisto di Gareth Bale del Real Madrid per £85 milioni è stato sostenuto da dati non solo riguardo le sue prestazioni, ma anche in previsione di utili da più di 41 milioni in 6 anni, attraverso la sola vendita della sua maglia.
La Prozone, che si occupa di analisi dei dati, ha realizzato dei dati di tipo biografico e contrattuale su più di 80.000 giocatori disponibili per i club. Le informazioni riguardanti dribbling, tiri in porta, gol mancati e andati a buon fine, ammonimenti, espulsioni, recuperi di palla, distanze percorse e possesso di palla dei giocatori hanno fornito delle informazioni dettagliate, utilissime al calciomercato. In questo modo anche i giocatori provenienti da club più piccoli hanno la possibilità di essere individuati e messi sotto contratto da grandi società calcistiche.

L’analisi dei dati può aiutare l’esecutivo a compiere le mosse giuste durante le trattative per la compra vendita di giocatori. Trovare non soltanto nuovi talenti, ma anche il giusto talento, quello perfetto, richiede ancora l’elemento umano. Ci sono ancora alcune lacune e una lunga strada da percorrere, ma i primi segnali fanno intendere che il matrimonio tra Big Data & Analytics e il calcio sembra sia davvero felice.


L’impatto dei Big Data e dell’analitica nel calcio - Ultima modifica: 2017-02-07T10:00:58+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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