Kung Fu Motion, come il computer vede i movimenti dell’arte marziale

Kung Fu Motion Visualization è un favoloso progetto visuale di Tobias Gremmler, designer, professore e autore poliedrico, che verrà esposto ad Hong Kong, in occasione di una mostra patrocinata dall’Associazione Internazionale Guoshu (AIG). https://youtu.be/-hxDLk3Q1TE Partendo dai dati ottenuti da uno studio del Kung Fu cinese, Gremmler è stato in grado di creare dei modelli 3D […]

Kung Fu Motion Visualization è un favoloso progetto visuale di Tobias Gremmler, designer, professore e autore poliedrico, che verrà esposto ad Hong Kong, in occasione di una mostra patrocinata dall’Associazione Internazionale Guoshu (AIG).

https://youtu.be/-hxDLk3Q1TE

Partendo dai dati ottenuti da uno studio del Kung Fu cinese, Gremmler è stato in grado di creare dei modelli 3D capaci di mostrare forme, volumi e la dinamica del movimento, il tutto nel rispetto della filosofia legata al Kung Fu.

La videoscultura è stata commissionata dall’AIG in occasione dell’esposizione collegata all’evento promosso da Hing Chao, maestro di arti marziali e fervido attivista della conservazione della cultura cinese più antica e tradizionale. La mostra ruota attorno all’eredità lasciata dalle arti marziali Hakka ad Hong Kong, e prenderà il via il prossimo settembre.

Visualizzare ciò che non è visibile suscita da sempre fascino e curiosità. Ci sono stati numerosi esempi di visualizzazione del movimento in epoca pre-digitale, realizzati attraverso l’uso della luce, della fotografia, dei costumi e dei dipinti.

Nella scultura visuale Kung Fu Motion, sono stati filmati e poi catturati i movimenti del Maestro Wong Yiu Kau (Variazioni 1-3) e del Maestro Li Shek Lin (Variazioni 3 e 4). Le immagini ottenute sono state poi processate in modo digitale, esplorando in modo totale l’immagine in movimento e i sistemi di reti che la compongono, in una riflessione dialogica tra spazio, volume e movimento.

Dramma, dinamica e ritmo emergono dalle strutture interne dei movimenti. Processi culturali capaci di andare oltre il digitale, trasgredendo le regole convenzionali dell’arte e portandole su nuovi media in forme ibride.

Un tracciamento delle strutture, come potrebbe avvenire nella trasposizione della musica in immagini, ma questa sperimentazione può avvenire soltanto quando la conoscenza scientifica viene messa a disposizione per soddisfare i più complessi criteri strategici.
“Lavorando a questo progetto, mi sono accorto di quanto siano riuscite ad ispirarmi la dinamica dei movimenti e la filosofia del Kung Fu” racconta Gremmler “ho utilizzato C4D per realizzare questa produzione. Avevo già tentato qualcosa di simile nel 1990 con 3DS o sperimentando in ambiente real-time. Mi ha sempre affascinato e coinvolto l’idea di poter visualizzare l’invisibile”.


Kung Fu Motion, come il computer vede i movimenti dell’arte marziale - Ultima modifica: 2016-08-04T10:40:05+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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