Terradepth, i robot sottomarini per mappare gli oceani

Terradepth ha deciso si mappare i fondali degli oceani e di creare una sorta di Google Maps delle profondità marine a disposizione delle persone e della scienza.

I sottomarini Robot di Terradepth

Nonostante le innovazioni tecnologiche e gli sviluppi della scienza, la maggior parte degli oceani rappresenta ancora un territorio inesplorato per gli esseri umani; al fine di conoscere meglio ciò che i fondali dei mari contengono, la ditta americana Terradepth ha intenzione di rilasciare decine di robot nelle acque del globo. Degli speciali droni sottomarini autonomi verranno immessi negli oceani a partire dalla prossima estate per studiare questi ambienti e gli esseri viventi che li abitano. La startup ha raccolto già otto milioni di dollari in finanziamenti in diversi round, cifre che aiuteranno i fondatori a perseguire l’ambizioso obiettivo.

Esplorazione degli oceani e robot

A tutt’oggi, si ipotizza che circa l’80 % degli oceani sia inesplorato, facendo restare così sconosciuto al genere umano ciò che succede nelle zone d’acqua del mondo. I metodi attuali per la mappatura e la raccolta dei dati negli oceani richiedono la presenza costante di umani (anche solo per controllare i veicoli da remoto); inoltre sono molto costosi e non sono progettati per lunghi periodi di funzionamento. Terradepth vuole risolvere questo problema con i suoi veicoli per la raccolta dei dati, denominati “Autonomous Hybrid Vehicles” o AvX, i quali avranno due lavori da svolgere. Quando si troveranno in superficie, raccoglieranno dati fornendo assistenza alla navigazione di barche e altri mezzi marini. Il robot verrà poi immerso e raccoglierà i dati di fondali e abissi. Dal momento che i veicoli saranno senza pilota, la società con base in Texas afferma di poter operare su ampia scala con un costo minore rispetto alle altre ricerche fatte finora in questo campo.

Terradepth per la scienza

La startup americana è stata fondata da due ex militari della Marina statunitense e può contare su un ristretto ma capace team di ingegneri, biologi ed esperti di droni. L’obiettivo finale della ditta è quello di offrire dati e informazioni elaborate attraverso l’analisi con apprendimento automatico.

I fondatori mirano a offrire servizi di mappatura sullo stile di Google Maps che potranno essere poi utilizzati dagli scienziati per la sorveglianza e il monitoraggio della vita sottomarina nonché per tenere sotto controllo opere artificiali in mare aperto. I dati raccolti da questi veicoli verranno inviati ai satelliti e ospitati in un cloud attraverso il quale gli abbonati potranno effettuare ricerche e indagini. I clienti saranno in grado di scaricare i dati non elaborati oppure di studiare le affinità trovate dai programmi di apprendimento automatico dei mezzi Terradepth. Verranno rilasciate indagini geofisiche ad alta risoluzione e servizi di previsione per correnti e temperature delle acque.

Robot Sottomarini per i clienti

“Riteniamo che una comprensione più profonda degli oceani sia raggiungibile attraverso il progresso tecnologico nell’autonomia robotica. Una conoscenza approfondita dei nostri oceani è fondamentale per prendere decisioni riguardo queste zone e per fornire informazioni alla vasta gamma di parti interessate alla vita dell’oceano – spiegano i fondatori sul sito di Terradepth – saremo in grado di offrire dati grezzi protetti da blockchain che verranno raccolti dai nostri veicoli capaci di lavorare in coppia (uno in superficie e uno sul fondo) e di inviare informazioni sul cloud accessibile dagli abbonati. Aumentare la conoscenza degli oceani attraverso la raccolta autonoma di dati su vasta scala, ad alta risoluzione e ad un costo che i clienti siano disponibili a pagare: questo è l’obiettivo di Terradepth”.

 


Terradepth, i robot sottomarini per mappare gli oceani - Ultima modifica: 2020-01-13T12:20:00+00:00 da Andrea Indiano

Giornalista con la passione per il cinema e le innovazioni, attento alle tematiche ambientali, ha vissuto per anni a Los Angeles da dove ha collaborato con diverse testate italiane. Ha studiato a Venezia e in Giappone, autore dei libri "Hollywood Noir" e "Settology".

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