Il Coronavirus spinge la Silicon Valley a scegliere lo smart working

Il Coronavirus si affaccia anche negli Stati Uniti e la rapida diffusione ha spinto le aziende della Silicon Valley, con Facebook, Google e Amazon in prima linea, a rivedere i loro piani di lavoro e chiedere ai dipendenti di attivare lo smart working.

Mentre l’epidemia di coronavirus continua a diffondersi nello stato di Washington, Amazon, Microsoft e Facebook hanno consigliato ai loro dipendenti dell’area di Seattle di lavorare da casa per le prossime settimane. Quindi quello che sembrava solo un problema italiano o europeo, ora si sta affacciando anche negli USA.

Smart working negli USA per contenere il coronavirus

I colossi tech USA scelgono lo smart working per contenere il Coronavirus

La minaccia Coronavirus negli Stati Uniti

A tal proposito, i responsabili sanitari statunitensi invitano le grandi aziende a scegliere lo smart working per ridurre il rischio contagio Coronavirus negli Stati Uniti: “L’adozione di queste misure può aiutare a ridurre il numero di lavoratori che entrano in contatto con Covid-19 e aiuta a ridurre al minimo l’assenteismo dovuto a malattie”.

Smart working, come funziona adesso: novità e semplificazioni per il Coronavirus

La decisione è stata presa nella notte di giovedì, quando a Washington i casi di contagio erano 70 , con un totale di 10 morti. La maggior parte dei casi si trova nella contea di King, che comprende Seattle.

Amazon è stata una delle aziende che per prima ha scelto la strada del lavoro da casa per i suoi dipendenti: già mercoledì 5 marzo, ha deciso di lasciare a casa una buona fetta di dipendenti con possibilità di smart working, estendendo l’invito fino a fine marzo.

Lo smart working in Facebook, Google, Amazon e Microsoft

Amazon, che ha sede a Seattle, ha dichiarato che uno dei suoi dipendenti a Seattle è risultato positivo al coronavirus. Secondo un messaggio interno, l’individuo è tornato a casa con i sintomi da virus il 25 febbraio e da allora è rimasto fuori dagli uffici dell’azienda. Secondo quanto riferito, il dipendente è attualmente in quarantena.

Anche Facebook si è scontrata con il Coronavirus: in data 21 febbraio uno dei dipendenti di una azienda appaltatrice è risultato positivo al controllo del tampone. Questo ha portato alla chiusura per una settimana del reparto, con conseguente sanificazione degli ambienti. Mentre Microsoft, ha raccomandando a tutti i dipendenti in grado di attivare lo smart working degli uffici della loro area Puget Sound, vicino a Seattle, e della Bay Area, di lavorare a distanza fino al 25 marzo.

Il richiamo ad un maggior controllo e cura degli spazi, è necessaria soprattutto guardando i numeri di persone che si muovono nelle grandi aziende statunitensi: Amazon ha oltre 45.000 dipendenti in un campus aziendale nel centro di Seattle, Facebook ha circa 5.000 dipendenti nell’area di Seattle, mentre Microsoft ha quasi 54.000 lavoratori nello stato di Washington, dove ha sede nella vicina Redmond.

Mark Hallenbeck, professore di politica urbana all’Università di Washington, ha dichiarato: “I ristoranti faranno meno affari, i negozi registreranno un calo delle vendite. Questo sicuramente sarà un danno dal punto di vista economico, ma un sacrificio necessario per fermare il diffondersi del virus.”3

Anche Apple ha pensato allo smart working allargandolo a tutti i dipendenti Apple di tutto il mondo.


Il Coronavirus spinge la Silicon Valley a scegliere lo smart working - Ultima modifica: 2020-03-09T16:43:57+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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