Due gradi e mezzo di separazione, il libro di Domitilla Ferrari

di Francesco Marino Il mondo è piccolo. In realtà è grande, ma le relazioni legano le persone in maniera sempre più stretta. I passaggi necessari a entrare in contatto con chiunque si sono ridotti moltissimo, e ad una velocità mai osservata prima; se una volta i gradi di separazione erano sei, oggi sono meno di […]

di Francesco Marino

Il mondo è piccolo. In realtà è grande, ma le relazioni legano le persone in maniera sempre più stretta. I passaggi necessari a entrare in contatto con chiunque si sono ridotti moltissimo, e ad una velocità mai osservata prima; se una volta i gradi di separazione erano sei, oggi sono meno di tre. Per la precisione sono due e mezzo, come recita il titolo del libro di Domitilla Ferrari (giornalista e social media strategist), edito da Sperling&Kupfer, che avrebbe anche potuto intitolarsi “L’amicizia è una materia prima” (titolo del primo capito), perché è di questo che parla.

Non è un manuale, ma quando lo si legge si ha la sensazione che possa tornare utile in molte occasioni. Ci sono due metodi per leggerlo, dall’inizio alla fine oppure saltando di qua e di là. Un po’ come il “Manuale delle Giovani Marmotte”: da qualunque parte lo si giri, si trova sempre qualcosa di interessante. E questo fin dalla presentazione: “Quando hai bisogno di un consiglio, un parere, ma anche solo un incoraggiamento a continuare nelle tue scelte, a chi ti rivolgi? Tua mamma, tuo marito-fidanzato-compagno, un’amica, un amico, tuo fratello sono il nucleo del tuo network. E io lo chiamo fan club. Tutti ne abbiamo uno. E se vuoi cambiare lavoro, vita, città? I legami più stretti non bastano. Devi allargare le possibilità di confronto e anche di scontro: devi parlare con più persone, incontrare opinioni anche diverse dalle tue. Devi allargare il network, spingerti oltre i cosiddetti legami deboli lungo gli anelli di una catena che può proseguire all’infinito”.

Ci sono molti passaggi che potrebbero essere citati per far capire il tono e gli obiettivi del libro. “Il valore del tuo network non è dato dal numero di persone che conosci, ma da quelle che rispondono quando hai bisogno. Quindi, se stai leggendo questo libro perché vuoi trarre vantaggio dalla condivisione, mi aspetto che anche tu sia disposto a condividere tempo, talenti, competenze, informazioni e idee con gli altri e per gli altri”.

L’idea è che la condivisione dà e non toglie, che la rete siamo noi e non c’è alcuna distinzione con la vita reale: è vita reale che usa altri mezzi. Certo, fare networking non significa essere dei ruffiani digitali, anzi… si verrebbe smascherati in un secondo (o, per meglio dire, in un tweet). Bisogna farlo solo se piace davvero, perché per avere il sostegno della “rete” essere sinceri è una condizione imprescindibile: che senso avrebbe chiedere sostegni, consigli, supporto e pacche sulle spalle per cose (o sentimenti) inesistenti? Lo stile è quello di @Domitilla su Twitter: il libro è una sua extendend-version ragionata, un “director’s cut” con tutte le scene tagliate e le fonti di ispirazione. Lei, come sempre, è precisa (fino quasi alla pignoleria), ordinata, determinata in ogni riga ad insegnare qualcosa, e alla fine ci riesce. “Due gradi e mezzo di separazione” è il libro per la generazione che ha scelto di aprirsi alla rete, anzi, di essere rete.

Ferrari, Due gradi e mezzo di separazione


Due gradi e mezzo di separazione, il libro di Domitilla Ferrari - Ultima modifica: 2014-02-21T12:04:12+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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