Diffuso il numero degli utenti potenzialmente coinvolti nello scandalo dei dati firmato Cambridge Analytica: ci sono anche i profili di 214 mila italiani toccati dalla cessione illegale delle informazioni personali.

Da quando è scoppiata la bomba del caso Cambridge Analytica, Mark Zuckerberg sta cercando di rimettere insieme i pezzi di uno scandalo che agli inizi sembrava avesse il potere di distruggere tutto l’impero digitale di Menlo Park.
Diverse le apparizioni e gli interventi di Zuckerberg in merito allo scambio illecito di dati avvenuti tra Alexander Kogan e Cambridge Analytica, società di marketing che ha acquistato dall’applicazione del ricercatore russo-americano le informazioni di 87 milioni di utenti.

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Facebook Datagate la stima per eccesso

Se in un primo momento il numero di profili coinvolti dal datagate era attestato intorno ai 50 milioni – stimati dal New York Times in seguito alla sua profonda inchiesta sulle cessioni illecite dei dati degli utenti –, oggi è Facebook stessa, nella persona del suo CEO Zuckerberg, a diramare i dati definitivi sullo scandalo in una conferenza con la stampa statunitense.
Sono 87 milioni gli utenti interessati dalle mire di Cambridge Analytica, stimati per eccesso dalla società di Zuckerberg che continua a provare a districarsi dalla matassa un (cauto) passo alla volta.

37 milioni in più rispetto alla cifra prevista dal New York Times, ma ancora una volta il numero viene respinto da Cambridge Analytica, che dichiara di aver avuto accesso alle informazioni sensibili di “solo” 30 milioni di utenti, poi cancellati come intimato da Facebook stessa.

Facebook Datagate: i paesi maggiormente coinvolti

Nella top ten dei paesi in tutto il mondo colpiti dal datagate ci sono in prima posizione gli Stati Uniti, con ben 70.632.350 profili coinvolti, seguiti da Filippine, Indonesia, Regno Unito, Messico, Canada, India, Brasile, Vietnam e Australia.

Purtroppo, però, non mancano all’appello anche utenti italiani che sono stati interessati dal problema loro malgrado: sembra che 57 utenti in Italia abbiano a suo tempo installato l’applicazione incriminata thisisyourdigitallife, che con la scusa di un giochino a quiz per delineare la personalità dell’utente, chiedeva autorizzazioni ad accedere alle informazioni personali che sono poi state vendute da Kogan a Cambridge Analytica.
Ma il numero cresce in maniera esponenziale, dal momento che l’app poteva accedere anche a tutti gli utenti che facevano parte della rete di amicizie dei 57 profili che hanno consentito l’accesso, per un totale di 214.134 profili italiani da cui sono state attinte informazioni preziose.

Azioni intraprese da Facebook per arginare i danni del datagate

Al momento attuale, Facebook si è già mossa per limitare in maniera sensibile l’accesso ai dati da parte degli sviluppatori di app di terze parti, ma si è spinta oltre disattivando la funzione che permetteva di trovare un contatto solo inserendo il numero di telefono o l’indirizzo e-mail nella barra di ricerca interna al noto social network.

Inoltre, dal prossimo 9 Aprile saranno adottate novità per gli utenti del noto social: sarà visualizzato un banner che avviserà le persone coinvolte nel datagate, nonché uno strumento che permetterà di controllare a quali applicazioni è stato dato consenso all’accesso dei propri dati ed, eventualmente, rimuoverle in maniera definitiva.

In aggiunta, Zuckerberg ha spiegato che in Facebook stanno lavorando sodo in nome di una maggiore trasparenza, i cui risultati passeranno anche da una policy più chiara e di facile comprensione per tutti gli utenti. Ci tengono, dunque, a far capire quali sono gli strumenti e le possibilità del social network, ma questa volta mettendo ben in chiaro quali e quanti sono i dati degli iscritti raccolti non solo da Facebook, ma anche da prodotti affini come Messenger, Instagram e WhatsApp.

Infine, anche alla luce delle recenti rivelazioni che hanno scoperto come Facebook registri chiamate ed SMS dei telefoni Android, il CEO ha dichiarato che non saranno più conservati dati riguardanti chiamate, SMS e messaggi dalle applicazioni sopracitate per più di un anno.

La testimonianza di Zuckerberg sul Facebook Datagate

Intanto, Mark Zuckerberg ha fatto sapere che renderà conto al Senato e al Congresso della Camera degli Stati Uniti, per testimoniare il ruolo di Facebook nell’intera faccenda, ma si attendono riscontri anche con la Federal Trade Commission per quel che concerne l’accordo del 2011 stipulato per la protezione della privacy degli utenti.

Facebook: 87 milioni di utenti coinvolti nel datagate, 214 mila italiani ultima modifica: 2018-04-05T14:39:25+00:00 da Maria Grazia Tecchia
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