I Facebook video sono vero nuovo volto del social network più diffuso la mondo. Zuckerberg continua a puntare sui video, ma presto esploderanno i contenuti in realtà virtuale

di Emanuela Zaccone*

Che i video siano uno dei contenuti maggiormente fruiti online è un dato di fatto, che ha decretato il successo di piattaforme come YouTube, certo, ma soprattutto che ha introdotto nuove pratiche nella vita e nelle abitudini di ciascuno.

Facebook video live e gli altri

Da Periscope a Facebook Live passando per (il defunto) Meerkat e fino ad arrivare a Snapchat e Instagram Stories, ci siamo abituati a condividere il nostro punto di vista rendendo partecipe chi ci segue di ciò che sta accadendo, qui ed ora. Facebook ha iniziato a puntare sui video in modo crescente dal 2015, con l’autoplay in timeline da mobile e di recente è stato annunciato che i video non solo partiranno in automatico ma saranno anche accompagnati dall’audio, nell’evidente tentativo di spingere maggiormente questi contenuti.

Facebook video anche in Tv

A metà febbraio Dan Rose – VP Partnerships di Facebook – ha annunciato l’arrivo di un’applicazione disponibile inizialmente per Apple TV, Amazon Fire TV e Samsung Smart TV che permetterà agli utenti di guardare sul televisore i Facebook video salvati. L’obiettivo è sempre lo stesso: spingere gli utenti a guardare di più e più a lungo. La possibilità – attiva anch’essa relativamente da poco – di ridurre il video a picture-in-picture e minimizzarlo, come già consentito ad esempio da YouTube, va proprio in questa direzione. D’altra parte la forte spinta sulla componente video ha ovvi obiettivi di monetizzazione.

Accentrare l’esperienza su Facebook video

Se infatti non si arrestano gli investimenti sul fronte digital, diventa fondamentale per un ecosistema come Facebook, e i Facebook video, accentrare l’esperienza utente consentendone una migliore profilazione e quindi accrescendo la propria base dati sfruttabile in ambito advertising.
Già a settembre 2016 Facebook aveva dovuto rivedere le modalità con cui venivano misurate le visualizzazioni dei video – che omettevano quelle inferiori ai 3 secondi, gonfiando la durata media delle altre -, contemporaneamente è stato necessario migliorare tutti gli analytics forniti agli utenti, integrando anche quelli relativi ai live videos. A partire da questi ultimi, è stato rivisto anche il modo in cui i video vengono distribuiti e la loro rilevanza calcolata dall’algoritmo sulle nostre timeline. Come annunciato a gennaio 2017, viene accordata maggiore rilevanza al completamento delle visualizzazioni: in altre parole, un video lungo che viene visto fino alla fine per un certo numero di volte potrebbe ricevere un “miglior trattamento” da parte dell’algoritmo.

Contenuti più lunghi, utenti coinvolti

Facebook video significa contenuti più lunghi e quindi maggiore permanenza sulla piattaforma, quindi migliori performance da rivendere agli advertiser (che chiaramente non dispiacciono neanche agli investitori). Potrebbe anche significare però una maggiore produzione di contenuti long form, che avrebbe un impatto sulle nostre abitudini e sulle tipologie di contenuti stessi. Ma al di là dei video generati dagli utenti, cosa accade sul fronte dei diritti di trasmissione, ad esempio, di eventi sportivi?

Lo scontro Facebook vs. Twitter

È questo il terreno di gioco su cui si scontrano Facebook e, in particolare, Twitter: se quest’ultima infatti sembra aver trovato soprattutto nell’accordo con Nfl e nella recente attività per gli Australian Open un po’ di respiro per tirare su i dati d’uso della piattaforma, Facebook – dopo i costosi accordi pubblicitari dello scorso anno con diversi sportivi (tra cui Phelps) per l’adozione di Facebook Live – è passata più volte al contrattacco acquistando i diritti per diversi match. L’ultima notizia mentre scriviamo è quella dell’accordo con Univision per la trasmissione di una serie di partite del campionato di calcio messicano.Quando si parla di video su Facebook (inteso come ecosistema, quindi comprensivo di Instagram) sono dunque almeno tre i potenziali impatti di cui dovremmo tenere conto:

1. Abitudini degli utenti:
ci siamo abituando a mostrare su Live le nostre esperienze, senza filtri, aperte a tutti. Stiamo producendo narrazione.

2. Rilevanza in termini di investimenti:
un ecosistema che attrae utenti profilatili è una miniera d’oro che potrebbe modificare gli equilibri degli investimenti tra i diversi media come li abbiamo conosciuti finora.

3. Impatto sui media:
da tempo la TV è sempre più ridotta a device, schermo tra gli schermi. Attendiamoci che in futuro i diritti di certe trasmissioni siano venduti non solo per la TV ma anche per i canali social. E non dimentichiamo Oculus, altro importante asso nella manica di Facebook. La realtà virtuale non è un futuro troppo lontano ma un presente ancora scarsamente distribuito: quanto passerà ancora prima di fruire i contenuti in realtà virtuali? Siate pronti.

RISORSE

1. Abitudini degli utenti, attrazione degli investimenti pubblicitari e impatto sui media: che ruolo hanno i video e il loro consumo su Facebook nel ridefinire questi aspetti? Cosa dovremmo aspettarci nel prossimo futuro?

2. I video su Facebook
vengono premiati dall’algoritmo in maniera proporzionale
al completamento della loro fruizione. Il successo dei long form content è quindi ineluttabile?

3. La realtà virtuale non è un futuro troppo lontano ma un presente ancora scarsamente distribuito. Cosa accadrà quando avremo la possibilità di essere “presenti” in campo mentre guardiamo le partite o di stare in studio durante un reality?


*Digital Entrepreneur, Co-founder e Social Media Strategist di TOK.tv. Ha oltre 7 anni di esperienza come consulente e docente in ambito Social Media Analysis e Strategy per grandi aziende, startup e università.Nel 2011 ha completato un Dottorato di Ricerca tra le università di Bologna e Nottingham con una tesi su Social Media Marketing e SocialTV.

Facebook video: il futuro è live e in realtà virtuale ultima modifica: 2017-05-22T07:24:06+00:00 da Francesco Marino
Accenture Cristina

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