#SOCIALORG

Lo sappiamo, lo abbiamo sentito dire e lo diciamo spesso: il web e i social media hanno cambiato tutto. Non di meno nel business. Chi di noi come cliente non ha provato almeno una volta l’ebbrezza di fare una recensione fulminea e appuntita attraverso un social media? Il canale e l’hashtag giusto ed il gioco è fatto!

di Alessandro Donadio*

AIUTO, I MERCATI SONO CONVERSAZIONI!
È oggettivo: la capacità del cliente di arrivare “alle porte” dell’azienda a una velocità prossima al secondo e la proprietà di moltiplicare geometricamente il suo effetto attraverso la condivisione, sono ormai un dato acquisito. Ma cosa succede quando il cliente bussa a quella porta? Come risponde l’organizzazione a questa sollecitazione irruente?

L’ORGANIZZAZIONE ASSEDIATA
Le organizzazioni di oggi sono assediate. Si chiede loro di adattarsi velocemente, di ascoltare il cliente e deliziarlo e all’interno di valorizzare il personale. Il tutto alla stessa velocità con la quale un post acquisisce like. È il portato della modernità!
Ma di cosa ha bisogno l’organizzazione contemporanea per prosperare in questo ambiente?
Knowledge flow > non ci può essere vantaggio competitivo se il sapere è nella mani di pochi nell’organizzazione. Generare un flusso continuo di conoscenza è necessario se si vuole rendere l’organizzazione più resiliente, reattiva
Comunicazione efficace > la comunicazione è quella rete neuronale entro la quale tutta l’informazione organizzativa passa e si dirama
Collaboration > coordinamento e allineamento just in time sono la dimensione operativa necessaria per essere capaci di rispondere al ritmo che viene richiesto oggi
Innovazione continua > Un processo di innovazione totalmente relegato nei dipartimenti di R&D non è più in grado di rispondere al time to market a cui le organizzazioni sono sottoposte. Inoltre l’asset creatività è nascosto in ogni angolo dell’organizzazione, è un vero spreco non liberarlo e fargli generare valore.
Ma questo scenario così stressogeno ha in sé stesso l’antidoto.
Le organizzazioni sono fatte di persone, e queste sono già connesse. La connessione è l’elemento di base su quale costruire una organizzazione moderne: la social organization.
In effetti il potenziale è in quegli stessi strumenti di collegamento e conversazione che portano il mercato alle porte del castello: i social media.
Non c’è dubbio come questi strumenti siano in grado, se inseriti in una intelligente strategia di implementazione, di supportare quei processi che abbiamo introdotto poca fa.
Insomma: i social media creano il “disagio” ma anche l’opportunità.

ALLORA SOCIAL MEDIA PER TUTTE LE ORGANIZZAZIONI E SIAMO A POSTO
E invece no!
In un recente report del 2015 Gartner sostiene che: “l’80% degli sforzi non raggiunge i risultati attesi a causa di una inadeguata governance del cambiamento e della sovrastima del potenziale tecnologico”.
Pare che la tecnologia da sola non risolva il problema.
In effetti questa è forse banale come considerazione, non di meno negli ultimi anni abbiamo assistito a una grande scorpacciata tecnologica nelle aziende, a cui non è seguita una strategia di adoption solida e sostanziale.
Come ogni strumento abilitante (e i social media di fatto questo sono), il tema è come lo inseriamo nei processi core dell’organizzazione per cambiarli. E poi come supportiamo l’acquisizione abitudini quotidiane da parte delle persone. Le modalità devono diventare comuni e collettive per generare valore organizzativo.
Di qui un tema fortemente collegato, a cui Gartner fa riferimento: al digital transformation leader è chiesto un approccio diverso rispetto a quello dell’implementatore.
Deve:
disegnare una visione strategica di cambiamento in senso social e digital
raccontarla e promuoverla come un reale fabbisogno organizzativo e saperne evidenziare i vantaggi per ognuno in azienda
tracciare una road mappa di adozione, che chiarisca tempi, fasi ed impatti
elaborare un piano di accompagnamento e coaching a tutti i livelli
non dimenticarsi che in azienda di “digital champion” ce ne sono in abbondanza e che ha senso portarli in barca al cambiamento.

Insomma i social media possono davvero cambiare la natura delle organizzazioni, rendendola maggiormente collaborativa, capace di esprimere la fluidità necessaria al mercato di oggi, ma approcciarne l’adozione con efficacia vuol dire pensare strategico!

 

*Ha iniziato a lavorare in azienda in ambito organizzazione e HR per poi passare alla consulenza. Appassionato dell’approccio etnologico, affronta l’azienda con un occhio attento alle sue “tribù”: le community. Esperto di Social business e SocialHR è founder del noto HashBrand #socialorg, con cui segue progetti complessi di digital transformation. Il suo blog “Metaloghi organizzativi 2.0” è punto di riferimento di divulgazione sul tema della Social Enterprise.

La potenza organizzativa dei social media ultima modifica: 2015-06-28T07:15:45+00:00 da Francesco Marino
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