Zac!

Pubblichiamo di tutto sui Social, presi dall’euforia per l’evento a cui stiamo partecipando, magari solo perché volevamo fare un video di test o stavamo sperimentando con le foto. Chi ha detto però che ciò che abbiamo pubblicato debba rimanere online per sempre?

di Emanuela Zaccone

Intervenire su quanto già pubblicato è possibile, ma il primo passo è valutare davvero cosa ci interessa mantenere.
Facebook permette di navigare per anni i contenuti che abbiamo postato, anche Twitter permette di andare a ritroso, idem per Instagram e YouTube. E lo stesso potrebbe dirsi per numerosi altri Social Media.

C’è qualche contenuto su cui abbiamo dubbi? Allora poniamoci due domande:

  • Voglio mantenerlo?
  • Perché?

La rete ha memoria e l’immagine di noi che diamo online è anche il risultato di come ci comportiamo, di ciò che pubblichiamo e di come decidiamo di mostrarci.
Nessuno di noi che abbia a cuore la propria situazione professionale ad esempio trascurerebbe il profilo LinkedIn.
Ma attenzione: un conto è fare “retro curation”, un altro è cancellare contenuti che non gradiamo più. Censura è diverso da cura.
Magari abbiamo un altro stile fotografico e non vogliamo vedere il nostro stream Instagram inquinato da selfie di 4 anni fa. O ci vergogniamo di un video pubblicato quando eravamo all’università sul nostro canale YouTube.
L’immagine che risulta di noi deve comunque essere coerente e utile per la rete con cui vogliamo condividere i nostri contenuti.
Non sempre infatti è necessario eliminarli. Su Facebook, ad esempio, si può decidere di restringere il campo di chi può visualizzare i post: quindi potreste limitarne la visibilità da pubblico a solo amici, a liste di amici selezionate.
È fondamentale ricordarsi che quando si pubblica qualcosa online siamo noi i primi responsabili di ciò che viene visto. Ma come fare se invece sono gli altri a pubblicare contenuti che ci riguardano?

Innanzitutto se si tratta di foto o tag gran parte dei Social consentono di controllarne l’aggiunta ed eventualmente stabilire cosa può essere visibile e cosa no.
Avete timore che i vostri contatti potrebbero risentirsene? Pazienza, il rispetto per gli altri deve sempre venire prima della propria volontà di taggare l’universo-mondo sui Social, magari per raccattare qualche like in più.
Infine, volete comunque conservare memoria di alcuni contenuti prima di eliminarli?
Su Twitter e Facebook potete esportare con facilità il backup di quanto pubblicato; su Facebook potreste anche scegliere di limitare a voi soltanto la visibilità di alcuni post, così da mantenerli comunque nella timeline per vostra futura memoria all’interno di un più ampio flusso di contenuti.
Per gli altri canali invece sono spesso disponibili servizi di terze parti; in alternativa il vecchio screenshot – scelta da ultima spiaggia ma sempre valida – non tradisce mai.

 

Quali sono però i possibili effetti collaterali della retro curation?
A parte il disappunto dei vostri contatti che potrebbero veder scomparire foto o video in cui erano presenti anche loro (tenetene conto prima di eliminarli e avvisateli se potete), la conseguenza più evidente e logica di questo genere di attività è rappresentata dalla coerenza o meno che riuscirete a trasmettere. In una frase: non esagerate.
Meglio pensare prima a cosa state per mettere online che far sparire a posteriori contenuti non graditi.
Meglio evitare a priori un flame che cancellarlo in seguito.
Meglio essere autentici che sembrare finti, e in questo caso sta a voi decidere cosa filtrare e cosa pubblicare.

Soprattutto ricordate che i Social richiedono cura e per definizione quest’ultima necessita di tempo. Quindi prima ancora di selezionare i contenuti selezionate i canali.
Meglio tenerne pochi e curarli che perdersi e spalmarsi su troppi Social Media.

Inoltre ricordate sempre che mentre la percezione che avete di voi è per lo più data da ciò che fate nel presente chi cerca di farsi un’idea di voi lo fa anche navigando il vostro passato. E man mano che la rete dei vostri contatti muta e si espande cambia anche l’interesse verso di voi e verso le vostre attività.
Infine non sottovalutate il valore di procedere con una retro curation ben strutturata: potrebbe aiutarvi, infatti, a riorganizzare contenuti vecchi e valorizzarli. Ad esempio potreste riunire tutti i vostri video in una playlist YouTube che permetta a chi vuol farsi un’idea più chiara di chi siete, cosa fate e da dove venite di avere dei contenuti già organizzati.

Siete la vostra rete e siete i vostri contenuti. Abbiate cura di voi.

 

PILLOLE:

  1. La rete ha memoria e l’immagine di noi che diamo online è anche il risultato di come ci comportiamo, di ciò che pubblichiamo e di come decidiamo di mostrarci.
    Curare e selezionare ciò che decidiamo di mettere online è fondamentale per fare capire chi siamo. E vale anche per i contenuti pubblicati in passato.
  2. La retro content curation ha lo scopo di riorganizzare, selezionare, limitare la visibilità ed eventualmente rimuovere contenuti in cui non ci riconosciamo più o che non riteniamo coerenti e rilevanti per dare un’immagine online di noi in cui ci riconosciamo.
  3. Curare è diverso da censurare. È sempre meglio intervenire prima sui contenuti da pubblicare, evitare i flame a priori, riflettere prima di postare un video piuttosto che fare sparire i contenuti dopo.
    Imparare a selezionare è il primo passo per costruire una rete di valore introno alle proprie attività e per raggiungere il giusto target per i nostri interessi.

Emanuela Zaccone Retro Content

Retro Content curation: storia e memoria Social ultima modifica: 2015-11-05T06:47:39+00:00 da Francesco Marino
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