Viaggiare con il Coronavirus: i paesi dove possono andare gli italiani

I principali Stati europei dove gli italiani possono viaggiare con le informazioni sulle restrizioni applicate e sulle normative vigenti in tempi di COVID-19

Viaggiare con il coronavirus medita un’attenta valutazione sulle restrizioni imposte dai vari stati membri dell’Unione Europea e degli Stati parte dell’accordo di Schengen. La situazione è in continua evoluzione e non è semplice dare informazioni in tempo reale sempre dettagliate. Per questo oltre alle indicazioni che daremo in questo articolo ad oggi, consigliamo di consultare la MAPPA INTERATTIVA fornita dallo IATA per viaggiare all’estero, dove vengono fornite in tempo reale nel Travel Centre online le regole attualmente in vigore per raggiungere un qualsiasi Stato del mondo semplicemente cliccando sulla cartina la zona interessata.

Nuovo Dpcm del 18 ottobre: le regole

Viaggiare con il Coronavirus, le principali normative del governo

Dal 3 giugno gli spostamenti per rientrare in Italia da uno dei Paesi indicati all’art.6 del DPCM 11 giugno 2020 NON sono soggetti ad alcuna limitazione, fatte salve eventuali restrizioni disposte per specifiche aree del territorio nazionale.

Fino al 30 giugno 2020 restano vietati gli spostamenti da e per Stati e territori NON indicati nell’articolo citato, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza, ovvero per motivi di salute. Resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

  • Stati membri dell’Unione Europea (oltre all’Italia, sono Stati membri della UE: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria);
  • Stati parte dell’accordo di Schengen (gli Stati non UE parte dell’accordo di Schengen sono: Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera);
  • Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord;
  •  Andorra, Principato di Monaco;
  • Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano.

Quindi, dal 3 giugno, le persone che entrano o rientrano in Italia da questi Stati e territori non sono più sottoposte a sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario per 14 giorni, a meno che non abbiano soggiornato in Paesi diversi nei 14 giorni anteriori all’ingresso in Italia.

Dove possono andare gli Italiani all’estero con il coronavirus

dove possono viaggiare gli italiani con il coronavirus

Importante però sapere che alcuni di questi Stati applicano forme di restrizione in ingresso. Ad oggi queste sono le attuali situazioni che indicano dove possono e non possono viaggiare con il coronavirus gli italiani all’estero nei principali Stati europei.

Viaggiare in Austria con il coronavirus

Nell’ambito dell’allentamento delle misure del COVID-19, l’Autorità hanno disposto che a partire dal 16 giugno i residenti o domiciliati in Austria o negli altri Paesi appartenenti allo Spazio UE-SEE + Svizzera (esclusi Svezia, Portogallo e Regno Unito) riceve lontano l’ingresso in Austria via terra o via aerea senza obbligo di presentare un certificato medico che attesta la negatività al test del Coronavirus e senza obbligo di auto isolamento, qualora provengano dagli altri Stati sopra individuati con cui è stata ripristinata la libera controllo e purché non abbiamo soggiornato negli ultimi 14 giorni in uno Stato diverso.
L’allentamento riguarda dunque anche i residenti in Italia, nello stato dallo stesso Paese o da uno degli altri Stati europei con cui è stata ripristinata la libertà di circolazione e che non sono stati presenti in un Paese diverso da questi (o dall’Austria) negli ultimi 14 giorni. Le nuove misure sono temporaneamente previste fino al 30 settembre.
Dal 16 luglio sono ripresi i collegamenti aerei diretti tra Austria e Lombardia. Dal 15 giugno sono in graduale ripresa i collegamenti ferroviari con l’Italia.
A fronte di un relativo peggioramento della situazione epidemiologica in Austria, l’Autorità hanno disposto, a decorrere dal 24 luglio, la reintroduzione dell’ufficio di controllo presso i mercati, uffici postali e banche (oltre a mezzi pubblici, farmacie, studi medici, ospedali e altri luoghi pubblici quando non è possibile mantenere la distanza di un metro). Si ricorda che la mancata osservanza della quarantena e la vigilanza delle autorità sanitarie saranno sanzionate con multe salate e con la detenzione. Inoltre, in particolare, il rischio di una diffusione del contagio dai Balcani occidentali, dalla stessa data all’ingresso in Austria dalle aree tuttora considerate un rischio sarà effettivamente solo dietro esibizione di un test negativo al coronavirus offerto al massimo 72 ore prima . Tali misure verranno accompagnate da un rafforzamento dei controlli ai punti di frontiera. Come sopra specificato, l’Italia non è annoverata tra le aree a rischio, nei confronti delle quali permangono tuttora restrizioni.

Viaggiare a Cipro con il coronavirus

Dal 20 giugno i passeggeri provenienti da paesi di Categoria B, come l’Italia, devono presentare certificazione negativa test Covid 19 con due possibilità: test (tampone nasofaringeo) effettuato nel paese di provenienza non oltre 72 ore prima della partenza oppure, in caso di manifesta impossibilità ad ottenerlo, test all’arrivo a Cipro (in tal caso è necessario attendere in apposita struttura alberghiera l’esito del test).

Viaggiare in Croazia con il coronavirus

Dal 26 giugno nel quadro dell’allentamento delle misure di contenimento dell’emergenza sanitaria da COVID-19, precedentemente approvate, le Autorità locali a partire dall’11 maggio hanno disposto che l’ingresso in Croazia è permesso ai cittadini croati ed ai cittadini UE e dello Spazio Schengen, qualora questi ultimi attestino con documentazione completa che l’entrata nel paese è dovuta a ragioni commerciali, lavorative, eventuali motivate urgenze (es. funerali) o se proprietari di immobili o imbarcazioni.
L’ingresso ai suddetti cittadini, dal 29 maggio, è permesso anche per finalità turistiche, se si esibisce alla frontiera prova di prenotazione alberghiera o in altra struttura ricettiva. Gli aventi diritto all’ingresso non hanno obbligo di osservare l’auto-isolamento domiciliare di 14 giorni, come inizialmente stabilito.

Viaggiare in Francia con il coronavirus

A partire dal 15 giugno sono abolite le restrizioni alla circolazione attraverso le frontiere interne (terrestri, aeree e marittime) dell’Unione Europea. Le persone provenienti dai paesi dell’Unione Europea, fra cui chi proviene dall’Italia, possono entrare in Francia senza restrizioni, come avveniva fino a prima del 18 marzo. Non è più necessaria l’autocertificazione all’ingresso, ne’ sono richiesti periodi di isolamento domiciliare. La misura dell’isolamento domiciliare rimane invece in vigore per chi proviene dalla Spagna e dal Regno Unito, per motivi di reciprocità, ma non si applica a coloro che, pur provenendo da uno di questi due Paesi, sia solamente in transito attraverso la Francia. Restano invece chiuse le frontiere esterne all’area Schengen, per le quali le autorità francesi hanno annunciato una progressiva riapertura a partire dal 1 luglio.

Viaggiare in Germania con il coronavirus

A partire dal 16 giugno la Germania ha abolito tutti i controlli e le restrizioni all’ingresso per i viaggiatori provenienti dai Paesi UE e Schengen (+ la Gran Bretagna). Non è quindi più necessario, per chi arriverà da tali Paesi, dimostrare di avere un motivo “stringente” per entrare in Germania, né si viene sottoposti a particolari controlli. Sono permessi anche gli ingressi per turismo.

Viaggiare in Grecia con il coronavirus

Dal 1° luglio i voli internazionali potranno arrivare in tutti gli aeroporti greci. All’arrivo (o prima di imbarcare) tutti i passeggeri dovranno compilare un modulo che sarà disponibile online o via app, fornendo anche i propri contatti in Grecia. Sono previsti test a campione sui passeggeri in arrivo. In caso di positività al test è previsto un periodo di quarantena di quattordici giorni in un hotel indicato dalle Autorità greche. Le Autorità greche si riservano di modificare le predette disposizioni alla luce dell’andamento del quadro epidemiologico. Dal 25 maggio sono state rimosse le ultime restrizioni ai movimenti interni alla Grecia, incluso quello da e verso le isole. Per maggiori informazioni consultare la pagina del sito dell’Ambasciata d’Italia ad Atene “Grecia e Coronavirus – Domande frequenti”

Viaggiare in Olanda con il coronavirus

Dall’8 giugno dopo la rimozione del bando nei confronti dei voli provenienti dall’Italia, la compagnia di bandiera KLM ha gradualmente ripristinato i voli, tra cui uno giornaliero da e verso Roma e uno da e verso Milano, oltre che da e verso altre destinazioni europee, quali Barcellona, Madrid, Budapest, Praga, Varsavia ed Helsinki. L’uso della mascherina protettiva è obbligatorio su tutti i voli dal momento dell’imbarco e sono adottate a bordo misure di distanziamento interpersonale. Dal 1 giugno, l’uso di mascherine non mediche è obbligatorio su tutti i mezzi pubblici olandesi (treni, autobus, tram).
A partire dal 15 giugno, viene a cadere anche la misura consigliata di auto-isolamento di 14 giorni per i connazionali in arrivo nei Paesi Bassi da ogni Regione d’Italia. Si suggerisce di visitare il sito web dell’Ambasciata d’Italia a l’Aja.

Viaggiare in Repubblica Ceca con il coronavirus

A partire dal 15 giugno sono ripristinate le normali condizioni di ingresso in Repubblica Ceca dall’Italia e non sono più in vigore restrizioni, ivi compresi gli obblighi di quarantena o tampone. L’ingresso e il transito dalla Polonia non sono più soggetti a limitazioni: solo per chi proviene dalla Slesia (considerata al momento regione “ad alto rischio”) sono valide alcune restrizioni.

Viaggiare nel Regno Unito con il coronavirus

Dall’8 giugno il governo britannico ha  l’obbligo di isolamento cautelare di 14 giorni per i viaggiatori in arrivo nel Regno Unito. È richiesta la compilazione di un  formulario online  prima della partenza, indicando: 1) un indirizzo specifico dove sarà svolta la quarantena, 2) un numero telefonico al quale sono stati individuati e contattabili, 3) il percorso che sarà seguito per raggiungere la destinazione finale per passeggeri in transito.
Dal 10 luglio, i viaggiatori in arrivo dall’ITALIA dovranno continuare a compilare il formulario online menzionato sopra, e saranno esentati dalla quarantena se, nei 14 giorni precedenti l’ingresso nel Regno Unito, sono rimasti solo in Italia. Limitate categorie di viaggiatori sono esenti dall’obbligo di quarantena a prescindere dal Paese di origine dello spostamento, tra questi: gli autotrasportatori, alcune tipologie di intervento e di personale sanitario e viaggiatori in transito che rimangano all’interno dell’area sterile (airside) dell’Aeroporto

Viaggiare in Spagna con il coronavirus

Dal 21 giugno le frontiere spagnole tornano ad essere aperte per chi arriva dallo spazio Schengen e dunque anche dall’Italia, senza obbligo di quarantena e senza dover motivare il viaggio. Restano chiuse fino al 1° luglio le frontiere spagnole per chi arriva da un Paese extra Schengen, salvo eccezioni. Le compagnie aeree stanno gradualmente riprendendo ad operare tra Italia e Spagna. Attivi i trasporti marittimi (Grimaldi, GNV).

ATTENZIONE: questo articolo è in continuo aggiornamento.


Viaggiare con il Coronavirus: i paesi dove possono andare gli italiani - Ultima modifica: 2020-07-01T09:25:27+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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