Qui ti do qualche consiglio per una call to action efficace. Limare, cambiare, tagliare, aggiungere: più piccolo è il testo, più grande diventa il lavoro del copywriter. Ma com’è fatto un invito all’azione che funziona, una call to action che funziona?

*di Valentina Falcinelli

Call to Action cos’è

Le persone comprano solo quando sono pronte a comprare. Magari lo sono, ma non lo sanno ancora e, allora, un bravo copywriter fa in modo di prenderle per mano e persuaderle (con etica, stile, grazia). Il bravo copywriter di cui sopra lavora in modo strategico pensando non tanto alla macro conversione finale, quanto a tutti i piccoli passi che porteranno, o per meglio dire potrebbero portare, il lettore a compiere l’azione desiderata (iscriversi alla newsletter, acquistare un prodotto, richiedere informazioni su un servizio, ecc.).

Nell’ottica della micro conversione, il micro copy diventa fondamentale.

Call to Action significato

Tutte le piccole frasi contenute nel sito sono cruciali per rendere più scorrevole lo scivolo della conversione: headline, brevi testi che precedono moduli di contatto, meta descrizioni e titoli Seo, inviti all’azione contenuti all’interno di bottoni e via dicendo. Nessun copy viene lasciato al caso, ma ciascuno viene curato meticolosamente. Ovviamente dal bravo copywriter.

Tutti gli altri si limitano a scrivere insulsi, vuoti e riempitivi “Clicca qui” o “Acquista ora”. Di tutti i micro copy di cui potrei parlarvi, in questo articolo ho deciso di concentrarmi sulle call to action. Sì, quei “Clicca qui” e “Acquista ora” che vi capita di leggere quelle dieci volte al giorno almeno.

Call to action esempi

Esistono tre grandi classi di CTA: positiva, negativa e neutra. Vediamo assieme le differenze che le caratterizzano.

Call to action positiva

La call to action positiva, che poi è quella che dovremmo prediligere, racchiude un importante beneficio. Ma non un beneficio qualunque: un beneficio appetibile per il nostro pubblico. La call to action positiva mette lo sforzo e l’azione al secondo posto; al primo, per l’appunto, il valore per il lettore. Ed ecco qualche esempio.
Inizia a risparmiare ora.
Questa call to action potrebbe essere inserita all’interno del bottone del modulo di download di un ebook sul risparmio energetico, per esempio.
Non perdere le migliori promozioni del mese.
Questa, invece, potrebbe essere perfetta per la newsletter di un e-commerce.
Sì, voglio davvero dimagrire!
Questo è un esempio diverso dai precedenti perché in questo caso la “voce parlante” non è quella dell’azienda, ma del cliente. In pratica il copy fa parlare il lettore, creando quell’atmosfera conversazionale che ben si confà ai brand che scelgono di adottare un tono di voce amichevole e frizzante.

Call to action neutra

La call to action neutra è quella che non parla né di benefici né di sforzi particolari per ottenere questo o quel vantaggio. L’esempio classico di CTA neutra è “Clicca qui” o “Scopri di più”.

Quando parlo di “sforzi”, mi riferisco ad azioni che implicano un impiego di energie o risorse importanti da parte del lettore: per esempio la compilazione di un form che prevede il rilascio dei propri dati personali o l’acquisto, ovvero la macro conversione finale più impegnativa (anche dal punto di vista emotivo, se vogliamo).

Call to action negativa

Infine c’è la call to action negativa, chiamata così perché mette al primo posto l’azienda e i suoi interessi e solo in ultima battuta il lettore. Sono certa che mostrandovi qualche esempio, capirete subito cosa voglio dire.
Acquista ora il videocorso.
È ovvio che all’azienda interessi vendere i propri prodotti, ma l’ideale sarebbe parlare del beneficio di ciascuno di essi. In questo caso sarebbe meglio scrivere qualcosa come “Impara tutti i segreti del direct marketing”.
Iscriviti alla nostra newsletter.
Anche qui è ovvio che l’azienda voglia fare lead generation. Ma perché comunicare solo gli sforzi che il lettore deve compiere invece dei vantaggi che otterrà iscrivendosi alla newsletter? Molto meglio dire “La newsletter per i centauri Doc come te”, eliminando quel “nostra” e mettendo l’accento sul target (e quindi sui contenuti).

Call to action marketing

Quindi, ricapitolando, la migliore call to action che possiate scrivere ha queste caratteristiche:
comunica in modo asciutto e puntuale i benefici per il lettore;
mette prima il lettore, poi l’azienda;
evita di usare aggettivi come “nostro” e “mio”;
• usa il tono di voce dell’azienda;
• esprime chiarezza ma sa essere anche originale.

E adesso, al lavoro! Sono certa i vostri siti meritino call to action migliori di un banalotto “clicca qui”. O no?

Call to action

 

Call to action traduzione

Cal to action significa letteralmente chiamata all’azione, meglio tradotta, in questo caso, come invito all’azione. Il temine può essere abbreviato in CTA. Wikipeda la definisce come

Call to action (CTA) è un termine di marketing ampiamente utilizzato nella pubblicità e nella vendita. Si riferisce a qualsiasi dispositivo progettato per sollecitare una risposta immediata o incoraggiare una vendita immediata.

 

*Valentina Falcinelli: direttore creativo di pennamontata, agenzia specializzata in copywriting e content marketing, Valentina si occupa di scrittura in tutte le salse. Formazione compresa. Lavora con piccoli e grandi brand per aiutarli a trovare la propria personalità con le parole. Di sé dice: “So scrivere senza guardare la tastiera, ma non so guardare la tastiera senza scrivere”.

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