Videoconferenze, Google Meet sarà disponibile gratuitamente per tutti

Il prodotto premium di Big G per le videoconferenze avrà fruibilità free per chiunque possieda un indirizzo gmail con ferree regolamentazioni legate alla privacy

Google Cloud annuncia ufficialmente Google Meet gratis. La nota soluzione premium per le videoconferenze, sarà disponibile gratuitamente per tutti a partire dalle prossime settimane. Chiunque possieda un indirizzo e-mail potrà iscriversi a Google Meet e utilizzare molte delle funzionalità disponibili fino ad oggi fruibili solo per gli utenti business di G Suite.
Sarà disponibile gratuitamente sul web su meet.google.com e su mobile tramite l’app per iOS o Android. Chi usa Google Calendar potrà anche partecipare direttamente da lì.

Chi dispone di un account Google (per esempio, chi ha un indirizzo mail @gmail.com), può cominciare da meet.google.com. In caso contrario, è possibile creare gratuitamente e in modo veloce un account Google usando la propria mail personale o di lavoro (questo passaggio è necessario per questioni di sicurezza, e andrà fatto solo la prima volta).

Google Meet gratis, qualche limitazione c’è

Con Google Meet gratis si potrà condividere lo schermo, ci saranno i sottotitoli in tempo reale e il sistema di machine learning che filtra i rumori indesiderati. Mancheranno alcune cose, come ad esempio la possibilità di registrare una conferenza, e ci sarà qualche limite: i meeting non potranno durare più di un’ora. Limite che non sarà presente durante il periodo di restrizioni dovute al coronavirus, ma che verrà impostato a partire dal 30 di settembre. Fino ad allora non ci saranno limiti di durata.

Le aziende che vogliono usare Meet con qualche opzione avanzata, come la possibilità di aggiungere un numero di telefono Voip per far partecipare le persone tramite telefono, possono aderire ad un nuovo piano G Suite “light” chiamata Essentials, che include oltre a Meet anche Google Drive, Google Docs e Google Slides per creare contenuti.

Le misure di sicurezza sulle videoconferenze

Hangouts Meet

Questi i punti riportati dal comunicato di Google riguardo le questioni di privacy:

  • Consistente set di controlli host, ad esempio la possibilità di ammettere o negare l’accesso a una riunione e disattivare o rimuovere i partecipanti se necessario.
  • Niente utenti anonimi (cioè che non abbiano un account Google) per partecipare alle riunioni create dagli account dei singoli utenti.
  • I codici per partecipare alle riunioni sono complessi di default e quindi resilienti a qualsiasi tentativo di accesso forzato.
  • Le riunioni video su Meet vengono crittografate in tempo reale e tutte le registrazioni archiviate su Google Drive restano criptate.
  • Non si richiede plugin per installare Meet sul web. Funziona interamente su Chrome e altri browser, per questo motivo è meno vulnerabile alle minacce sulla sicurezza.
  • Per i dispositivi mobili l’app Google Meet è disponibile sull’App Store di Apple e sul Play Store di Google.
  • Gli utenti Meet possono registrare il proprio account all’interno del Programma di Protezione Avanzata di Google, il nostro sistema di protezione più efficace a disposizione contro il phishing e il furto di identità.
  • Tutti i servizi di Google Cloud sono sottoposti a rigorosi controlli di sicurezza e privacy. Le nostre certificazioni di conformità a livello globale consentono di soddisfare requisiti normativi come GDPR e HIPAA, così come COPPA e FERPA per quanto concerne l’ambito dell’istruzione.
  • I dati degli utenti su Meet non vengono usati per scopi pubblicitari e Google non vende dati degli utenti a terze parti.
  • Operiamo su una rete privata altamente sicura e resiliente che gira intorno alla Terra e connette i nostri data center tra loro – garantendo la sicurezza dei dati. La fiducia si costruisce sulla trasparenza, e per questo pubblichiamo la posizione di tutti i nostri data center. 

Videoconferenze, Google Meet sarà disponibile gratuitamente per tutti - Ultima modifica: 2020-04-30T11:30:29+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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