Facebook ha rilasciato un aggiornamento della propria piattaforma per arginare le fake news, il primo tra quelli promessi per porre fine al dilagare delle notizie false. Gli utenti potranno contrassegnare una notizia per mezzo del controllo di veridicità e segnalare i contenuti sospetti distribuiti nel social etichettandoli come notizie false.

Fake News, sensazionalismo con secondi fini

Le notizie false – fake news in inglese – sono caratterizzate da titoli sensazionali, ma i contenuti sono storie “fabbricate”, ovvero generate in modo tale da attirare click e quindi con interessi economici alle spalle: l’obiettivo è generare traffico su sit che vendo la pubblicità ad impressions. Ma non solo, l’obiettivo delle fake news sarebbe in alcuni casi, anche quello di modificare la percezione della realtà, diffondendo false convinzioni.
Il fenomeno risale alla recente campagna presidenziale americana del 2016, stagione politica nel corso della quale i pubblicisti falsi hanno perfezionato il sistema viralizzandolo. Condividere informazioni sensazionalistiche ha fatto il resto e sono in molti a credere che Trump ne abbia giovato più di chiunque altro.

Fake News Facebook

Fake News, problemi reali

Le notizie false sono un problema sempre più reale. Uno studio ha scoperto che almeno il 75% di chi si imbatte nelle notizie false le ritiene credibili, ciò avviene perché la maggior parte dei lettori del web non ha l’abitudine di controllare le fonti o di valutarne l’attendibilità.
I nuovi aggiornamenti di Facebook, sono solo il primo passo di una serie di provvedimenti che la società ha deciso di mettere in atto per bilanciare il proliferare della disinformazione.
Facebook, dalla sua, ha pensato di non esporsi in modo decisivo, quindi le notizie contestate verranno etichettate come “controverse” e non esplicitamente come “false”.

Etichettare le Fake News su Facebook

Questa nuova funzionalità si chiama Disputed Posts (post controversi). Cliccando su un nuovo pulsante che apparirà nell’angolo in alto a destra di un post, sarà possibile contrassegnare una storia come fittizia. Nel caso in cui un numero sufficiente di persone “flaggasse” il contenuto, questo verrà inviato ad un membro del Poynter’s International Fact Checking Network, una terza parte che analizzerà la notizia per verificarne la veridicità. Nel caso in cui un contenuto si rivelasse falso, questo rimarrà condivisibile, ma verrà contrassegnato come “controverso” e tale etichetta rimarrà ben visibile sulla piattaforma.
Per il momento questa funzione sarà attiva soltanto negli Stati Uniti. Ci si chiede cosa possa accadere nel caso in cui ci si imbattesse in storie politicamente sensibili, oppure titoli iperpartisan che mettono in dubbio questioni globali impattanti come il cambiamento climatico. Da Facebook hanno fatto sapere che la società farà attenzione a mantenere il proprio ruolo super partes affinché non venga minata la libertà individuale di espressione di nessuno.

Algoritmi Fake News e media company

Faceboook, sebbene non si dichiari una media company, alla realtà dei fatti lo è, eccome. Attraverso i propri algoritmi compie scelte editoriali personalizzate ogni volta che ognuno di noi apre l’applicazione oppure il sito internet. E non c’è trasparenza sul modo in cui tali algoritmi scelgano di agire.
Anche il fatto che le notizie contrassegnate come controverse vengano fatte analizzare da terze parti è l’espressione di un impegno non solo tardivo, ma anche non risolutivo. Le storie possono diventare virali nel giro di pochi minuti e Facebook ammette di non avere idea dei tempi tecnici del processo di controllo dei contenuti.
A prescindere dal contrassegnare un contenuto, Facebook – in realtà – non ha modificato la natura algoritmica del problema, di conseguenza, le notizie false potrebbero continuare a dilagare indisturbate. Ad esempio, se un pagina diffondesse cinque contenuti controversi nel corso di una settimana, tutti e cinque i contenuti verrebbero segnalati, ma la pagina avrebbe comunque la possibilità di pubblicarne e condividerne altri, indisturbata. Ogni storia controversa rimane quindi un episodio singolo.
Fake News Facebook

Condivisioni e Fake news

Si tratta comunque di stabilire quale sia la credibilità di Facebook e il valore che si attribuisce ai contenuti condivisi sul social, che potrebbe risultare impattante se gli utenti mettessero in dubbio i propri credo e le prove convinzioni sulla base delle notizie sensazionalistiche in cui si imbattono, condividono e non verificano. Forse l’opzione di contrassegno porterà ad un utilizzo arbitrario di questa possibilità. E delle implicazioni psicologiche, Facebook dovrebbe tener conto.
Sono in molti a ritenere irresponsabile la decisione semantica compiuta da Facebook. Preferire “controverso” a “falso” apre un dibattito, ed è proprio sulla base di questo principio che le notizie false dilagano.
Probabilmente, gli interventi più incisivi da parte di Facebook avverranno in modo algoritmico e alcune delle iniziative che prenderanno piede non le vedremo nemmeno. Ad esempio, il ranking di alcune notizie dipenderà dal numero delle condivisioni, ma in questo modo ci si ritroverebbe nuovamente di fronte ad un contenuto tendenzioso.

Probabilmente, l’unico intervento strutturale opportuno dovrebbe proprio essere la riduzione della possibilità di condivisione dei contenuti segnalati. Le notizie false, le fake news, sono un fenomeno proprio grazie alle condivisioni.

Il primo vero tentativo di Facebook per combattere le fake news ultima modifica: 2016-12-17T13:19:52+00:00 da Web Digitalic
Accenture Cristina

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