Ogni ambito, si sa, ha un proprio lessico particolare. Quello tecnologico cambia, inventa e adatta di continuo parole, e rispettive abbreviazioni, per stare al passo con le evoluzioni del mercato. Accade così che fenomeni di assoluta ‘tendenza’ non siano poi così ben padroneggiati, almeno nel loro proprio vocabolario. Il cloud è proprio uno di quei fenomeni.

Una tecnologia in rapida diffusione, famosa come una star a cui vengono dedicati fiumi di inchiostro (digitale o meno), copertine ed eventi. Può essere utile, a volte necessario, fare chiarezza a partire dai termini utilizzati, per comprendere appieno tutti i risvolti tecnologici e l’impatto che il cloud può avere sull’attività di business quotidiana.

Un aiuto lo offre il piccolo glosssario messo a punto da Retarus, una delle aziende leader nelle soluzioni di Messaging Services. Ecco come non farsi cogliere impreparati anche disquisendo con veri e propri guru del Cloud.

1.  SaaS – Software as a Service – nella parola stessa vi è la spiegazione di ciò di cui si parla: in pratica, anziché acquistare software, le aziende utilizzano l’applicazione in Internet, in modalità cloud sul server del fornitore. Ciò consente di eliminare la necessità di periodici aggiornamenti, non è necessario un investimento iniziale, non viene perso tempo per l’installazione e non è richiesto alcun supporto a livello software.

2. PaaS – Platform as a Service – in questo caso, il provider fornisce in modalità cloud  anche il sistema operativo, i servizi associati e la piattaforma di elaborazione necessari per eseguire l’applicazione. Questa scelta è ideale per le aziende che hanno molte risorse IT e hanno necessità di gestire in modo ottimale le applicazioni.

3. IaaS – Infrastructure as a Service – questa è la versione standard del modello basato su servizi cloud: il provider mette a disposizione i computer, siano essi presenti fisicamente in azienda o macchine virtuali. Questa modalità include spesso anche la parte storage, i firewall, le reti e il bilanciamento del carico. I provider IaaS forniscono tali servizi in modalità on demand da un ampio parco di data-center situati in loco.

4. Pay per Use – Si tratta del modello di costi per servizi cloud che include sia la modalità “abbonamento” sia la modalità “ a consumo”. Ciò è in netto contrasto con il modello peculiare dell’ambito IT che richiede l’allocazione di un capitale per la manutenzione di hardware e software.

5. Private Cloud – Servizi offerti attraverso Internet o attraverso una rete interna privata solo ad utenti selezionati e non disponibili per la totalità dell’utenza.

6. Public Cloud – Servizi offerti attraverso una rete Internet pubblica, a disposizione di chiunque desideri acquistare tali servizi.

7. Middleware – Fa riferimento al software che si trova tra le applicazioni e il sistema operativo e consente alle due componenti di dialogare. Un esempio potrebbe essere un programma che consente al sistema SAP di interfacciarsi con il sistema di invio fax via Internet

8. Elasticity – Consente ai clienti cloud di scalare rapidamente le applicazioni senza che si renda necessario costruire un’infrastruttura ad hoc o investire risorse interne. I periodi più intensi possono essere affrontati efficacemente mentre i momenti in cui viene richiesto un minore impiego di risorse possono essere gestiti senza inutili spese aggiuntive, eliminando le esigenze di pianificazione e semplificando la gestione del budget.

9. Availability – Uno dei vantaggi dell’utilizzo di un cloud provider è rappresentato dalla scalabilità che apporta, in grado di assicurare che il servizio necessario sia reso disponibile quando e dove richiesto. Con la rete e i process assets forniti attraverso molteplici ambienti sarà possibile incrementare sensibilmente la disponibilità di risorse e applicazioni.

10. SLA – Uno degli aspetti strategici da considerare quando si lavora con vendor di servizi cloud riguarda i  Service Level Agreements (SLA). Questi accordi sono la chiave per assicurarsi che  il livello di servizio che l’azienda si aspetta di ricevere corrisponda a quello definito e concordato per iscritto con il fornitore del servizio stesso.

L’ABC del Cloud nel glossario Retarus ultima modifica: 2013-07-08T15:46:07+00:00 da Web Digitalic
Depositphoto Agosto 2018

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