Ogni anno il Popular Science Invention Award celebra le 10 migliori invenzioni, nate per rispondere e risolvere problemi reali. Questa nona edizione ha visto la partecipazione di dozzine di proposte inviate dai lettori di Popular Science e di centinaia di nuove storie arrivate da studenti e hacker. Ospite d’eccezione nella giuria è stato Bre Pettis, co-fondatore di MakerBot, l’azienda produttrice di stampanti 3D. Nel suo workshop Bold Machines, Pettis offre consulenze e idee sulla prototipazione per tutti coloro che desiderano cimentarsi in un’invenzione a 3 dimensioni.
I vincitori sono designer e creativi che non hanno alle spalle un’azienda o un reparto R&D strutturato, hanno costruito i prototipi in modo indipendente e spesso sono fondatori di startup.
 Ecco le 10 invenzioni vincitrici:

1. L’aeroplano che diventa una macchina: l’idea è nata dopo la caduta del regime comunista nella ex-Cecoslovacchia del 1989, dalla creatività del designer Štefan Kleine e dell’imprenditore Juraj Vaculík, che volevano sviluppare un prodotto che simboleggiasse la liberà personale di muoversi e viaggiare. È un aereo che diventa macchina, leggero, con ali pieghevoli e design efficiente e preciso.

2. Il cerotto che fa le vaccinazioni: il suo nome è ImmunoMatrix ed è contenuto in un packaging speciale che ne permette la conservazione fuori dal frigo per 10 settimane, senza compromettere l’efficacia del vaccino. Inventato dall’ingegnere biomedico Kasia Sawicka, funziona senza il bisogno di aghi, siringhe sterili e ambienti refrigerati.

3. La stampante braille fatta di Lego: si chiama Braigo e usa i mattoncini in plastica più famosi del mondo per imprimere punti a rilievo nella carta, costa circa 355$ ed è la soluzione più economica sul mercato, a fronte delle stampanti professionali che superano i mille dollari. È nata dall’idea di una bambino, Shubham Banerjee, oggi tredicenne; è attualmente in corso il perfezionamento di Braigo 2.0, dotata di traduttore automatico e in grado di convertire un documento da 160 pagine in braille in 35 secondi.

4. Il monitor indossabile che registra l’inquinamento: si chiama Tzoa, è un monitor triangolare dotato di sensori; cambia colore a seconda del livello di inquinamento registrato. Si utilizza abbinato a una app che rende disponibili i dati e mappa l’inquinamento.

5. Il sensore che traccia il movimento delle mani nella realtà aumentata: permette a chi gioca in ambienti virtuali indossando gli appositi caschi o occhiali, di avere la visione delle proprie mani, facendo interagire i propri movimenti con lo spazio digitale circostante.

6. L’auto elettrica in equilibrio su due ruote: Lit Motors punta a “tagliare” le macchine tradizionali a metà, con l’obiettivo di rendere più efficaci gli spazi e gli spostamenti con passeggero singolo o per le piccole commissioni quotidiane, senza essere esposti a clima e intemperie come quando si è in moto.

7. Coralli artificiali a struttura modulare: i coralli artificiali vengono utilizzati per ricostruire habitat marini che rischiano di scomparire, per salvaguardare la fauna che li abita. Tradizionalmente sono pesanti e costosi da fabbricare e installare. Da uno studente australiano è arrivata l’idea di creare una struttura modulare, con la superficie in ceramica e realizzata con un materiale durevole (può stare 60 anni sott’acqua), facilmente adattabile a tutti i fondali marini.

8. Il laboratorio medico in un carillon: il semplice meccanismo che fa funzionare il carillon può essere utilizzato anche in campo medico, mettendo un fluido sulla scheda interna e scatenando reazioni chimiche ruotando la manovella, senza necessità di energia elettrica.

9. La stampante di circuiti: deposita nanoparticelle di argento e inchiostri ad alta conduttività nella forma desiderata, senza il rischio di cortocircuiti. La stampante si chiama V-One ed è prodotta dall’azienda Voltera.

10. La padella che insegna a cucinare: Pantelligent è la padella intelligente, in grado di friggere. Ha dei sensori di temperatura che trasmettono le informazioni a una app, che segnala quando è ora di aggiungere un ingrediente o di servire in tavola. È nata dall’idea di alcuni studenti del college, in difficoltà dietro ai fornelli.

Cecilia Cantadore

 

 

Le 10 migliori invenzioni del 2015 secondo Popular Science ultima modifica: 2015-04-23T08:25:45+00:00 da Francesco Marino
CeBit 2018

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