Social Tv, Wearable Tech e stadi connessi

Ecco come due degli ambiti più tradizionali dell’intrattenimento, cioè sport e Tv, fungano da vero e proprio traino per l’innovazione con la Social TV

ZAC!

Ecco come due degli ambiti più tradizionali dell’intrattenimento, cioè sport e Tv, fungano di fatto da vero e proprio traino per l’innovazione

di Emanuela Zaccone*

Alla domanda “cos’è l’innovazione?” molte persone risponderanno con un laconico “è una parola inflazionata, un termine ombrello”, altri faranno spallucce, diversi daranno la loro interpretazione: tecnologie utili, soluzioni ecosostenibili, reinvenzione creativa di attività e settori classici.
La verità è che non c’è una risposta corretta. Perché non c’è una percezione univoca del termine.
Un’idea su cosa sia me la sono fatta pure io in questi anni: per me l’innovazione è un cambiamento che modifica un ecosistema e che, nel contempo, lo fa avanzare, crescere, evolvere.

Social Visione
La Social TV, è un esempio compiuto e perfetto di questo tipo di concezione.
Per Social TV si intendono un insieme di pratiche che modificano, arricchiscono e mutano le modalità classiche di fruizione televisiva. Si tratta di un’innovazione sui generis che di fatto recupera alcune attività tipiche degli albori televisivi: guardare insieme i programmi TV, riunirsi davanti allo schermo e commentare quanto si sta guardando sono tutte attività “vecchie”.
È stata l’introduzione del digitale a renderle un’innovazione. Il second screen – cioè la pratica di cercare maggiori informazioni o interagire con contenuti aggiuntivi relativi a un programma o ad un evento sportivo – è ormai una pratica naturale. Secondo Nielsen, circa l’80% degli utenti che guarda la TV naviga anche online cercando informazioni legate a quanto sta vedendo.
In TOK.tv (la second screen company di cui sono co-founder) abbiamo lanciato una serie di app – da TOK Baseball e TOK Football fino alle app verticali sulle squadre dei mondiali Brasile 2014 e a Juventus Live, l’applicazione ufficiale dei bianconeri – che consentono agli utenti di parlare con i loro amici anche se sono lontani, senza perdersi neanche un’azione e in più scattando con loro dei Social Selfie, leggendo le statistiche e rimanendo aggiornati con le news durante tutta la settimana.
Una sorta di bar sport innovativo.
Abbiamo raccolto circa un milione di dollari in investimenti ma soprattutto – dopo oltre mezzo milione di download – abbiamo avuto il privilegio di osservare come due degli ambiti più tradizionali, TV e sport, del macro-settore entertainment fungano di fatto da vero traino dell’innovazione.
I Mondiali hanno generato oltre 672 milioni di tweet e più di tre miliardi di interazioni su Facebook, consacrando di fatto il real time marketing – finora considerato una vera innovazione – come la norma delle buone pratiche di social media marketing. Cogliere l’attimo, commentare con tempismo e in modo brillante gli eventi e possibilmente generare dei “meme” è ormai diventato un comportamento normale.
Perché è questo che accade: spesso una pratica (o una tecnologia) consolidata può trainare trend emergenti, dare loro senso e renderli di fatto una vera innovazione. Lo sport ha davvero avuto un ruolo determinante nel ridefinire certe pratiche. Anche la tendenza di fruire della TV ovunque, sullo schermo che si ha a disposizione, trova nello sport uno dei principali settori di consumo.

Indossare innovazione
Lo stesso vale anche per il wearable. E non bisogna andare fuori dal nostro paese per citare qualche caso interessante. L’italiana Rokivo, ad esempio, è stata tra le prime società a usare i Google Glass sul campo di basket, con il progetto Google Glass Reporter e l’Olimpia EA7 – Emporio Armani di Milano. E sarebbe superfluo ricordare tutti i progetti di quantified self che trovano negli sportivi il primo e più interessante “terreno di test” possibile.
E ancora: stadi connessi. Perché trasferire le abitudini da divano anche allo stadio piace a qualunque appassionato di sport. Così le varie strutture si sono attrezzate non solo per fornire connessione wi-fi ma anche per consentire di raccogliere le ordinazioni di cibo e bevande (obiettivo principale della startup Appetize). E in altri casi il problema della lontananza dagli spalti è stato risolto con gli hangouts: il Manchester United con Front Row ha messo letteralmente in prima fila alcuni suoi tifosi grazie a Google+, durante il match di Champions League contro il Liverpool della scorsa primavera. Lo sport è innovativo dunque? Lo è la TV? Entrambi sono ottimi esempi certo, ma l’innovazione è nelle pratiche di chi la coglie e nella capacità di ciascuno di modificare i propri comportamenti. Non un obbligo imposto dall’alto, dunque, ma una naturale evoluzione di cui siamo parte. Cos’è l’innovazione? La scelta di essere parte del cambiamento.




 

*Digital Entrepreneur, Co-founder e Social Media Strategist di TOK.tv
Ha oltre 7 anni di esperienza come consulente e docente in ambito Social Media Analysis e Strategy per grandi aziende, startup e università.
Nel 2011 ha completato un Dottorato di Ricerca tra le università di Bologna e Nottingham con una tesi su Social Media Marketing e Social TV.


Social Tv, Wearable Tech e stadi connessi - Ultima modifica: 2014-10-29T08:33:32+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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