Chris Bangle è uno dei car designer più conosciuti e rispettati nel mondo, ha lavorato per 17 anni come capo del design BMW dando vita a delle macchine molto innovative. Ora continua il suo percorso con la Chris Bangle Associates, un avamposto avanzato del design che ha sede in Italia, a Borgata Gorrea, nel comune di Clavesana tra le langhe Cuneesi. È lui il protagonista della nuova puntata di #DigiScovering #PoweredByPixartprinting e ci ha raccontato che per fare design occorrono tre cose: innovazione, passione e amore… sì amore.

di Francesco Marino

Ha cominciato a progettare da bambino Chris Bangle, che dal 1992 al 2009 è stato capo del design BMW dando vita a macchine memorabili come Z4, X3, X5, X6.
“Ho avuto la grande fortuna di avere genitori molto pratici, da noi a Natale si chiedeva: che regalo hai fatto per me? Non cosa hai comprato per me. Il mio sogno è sempre stato quello di costruire qualcosa. Borgata Gorrea in fondo è questo, uno spazio in cui costruire qualcosa insieme ad altre persone”.
Chris Bangle vive, infatti, in Italia, a Borgata Gorrea, in provincia di Cuneo. Qui ha stabilito la sua famiglia e il suo studio Chris Bangle Associates. In questo spazio lavora con i migliori professionisti, che per brevi periodi di intenso lavoro si trasferiscono nella sua casa-studio per realizzare i progetti in cui vengono coinvolti.

“Il filosofo Friedrich Wilhelm Nietzsche, che è stato molto tempo a Torino, ha detto ‘Torino è l’unica città in cui io sono possibile’. Mi piace molto questa frase – racconta Bangle – dopo aver viaggiato molto io, che sono americano, con mia moglie, che è svizzera, abbiamo capito che in Italia noi eravamo possibili, per un senso di libertà, o meglio per la possibilità di essere veramente noi stessi. Oltre a questo, Borgata Gorrea è uno spazio che porta una sua idea, che influenza il lavoro dei creativi. È quasi un labirinto, normalmente i designer lavorano negli uffici, a Borgata Gorrea ognuno può ricavarsi il proprio spazio, essere quasi nascosto, ma con tutti a portata di mano, può avere un proprio angolo e vedere cose diverse. Questo influenza il lavoro che si è in grado di fare”.

Ma che cosa è il design per Chris Bangle?
“Gli indiani Navajo hanno decine di parole per dire ‘sta piovendo’ (raining) ma nessuna per dire pioggia (rain). Lo stesso è con il design. È impossibile trovare una definizione per Design, ma si può definire in molti modi il processo di design. Potremmo dire che il design è la traduzione nel mondo fisico di qualcosa di metafisico, di intangibile che diventa tangibile, in qualunque forma avvenga: immagini, parole, oggetti. Ma quello che è più interessante è il processo con cui si arriva farlo, il viaggio con altre persone fino alla realizzazione”.

E in questo viaggio è fondamentale l’amore, anche se è una parola che non si usa nel mondo del design industriale. “L’amore fa parte della passione, non può esserci passione senza amore. Come si può avere passione per qualcosa che non si ama? Si tratta di un amore che va condiviso, come Pigmalione che ha baciato la sua scultura e le ha dato vita, questo è il tipo di amore che un designer deve infondere nel suo lavoro, così può arrivare agli altri”.

Nel design quello che conta è come si inizia e come si finisce, quello che è nel mezzo conta poco, questo è uno degli insegnamenti che sin da giovane ha imparato Bangle, da una sua insegnante.
“È esattamente così: come manager del design è importante far partire correttamente i designers e poi saper dire ‘basta, questa è la versione giusta’, anche se è più facile dire ‘facciamo un’altra prova, aggiungiamo questo, modifichiamo qui’. Tra l’inizio e la fine bisogna solo mescolare i talenti”.

Gli strumenti digitali per Bangle sono straordinari per la creatività, ma hanno il difetto di non insegnare la disciplina. “Il mondo digitale – dice Bangle – si sviluppa a una rapidità tale da non dare il tempo di imparare i fondamentali. Quando un bambino comincia a suonare il pianoforte fa molti esercizi di disciplina, per acquisire la tecnica. Con i tool digitali questo tempo non c’è, perché escono nuovi software, altri dispositivi e bisogna apprendere cose nuove. Un altro aspetto è che l’oggetto fisico ha ancora un potere differente. Il digitale è acceso o spento, ma se ho un oggetto fisico, lo vedo anche quando non lo sto guardando, posso assorbirlo nel quotidiano e questo può suscitarmi idee, farmi venire in mente delle modifiche o ispirarmi. Con il digitale, per vedere un progetto io devo per lo meno accendere uno schermo. Si rischia di perdere parte del coinvolgimento nel design di un progetto. È una questione che il digitale deve risolvere, forse deve ancora maturare o dovremmo imparare a utilizzarlo in modo diverso”.

Ai giovani che vogliono fare design, Chris Bangle consiglia di studiare tutto, di seguire i propri interessi: “Incominciate presto a fare tutte le esperienze possibili e approfonditele: c’è sempre un livello più profondo. Non è necessario sapere tutto, ma è fondamentale capire che c’è sempre un strato più profondo, avere la consapevolezza che quello che stiamo facendo qualcun altro lo conosce molto più in profondità, questo dà la possibilità di risolvere i problemi, di fare design, di aprire nuove porte”.

#DigiScovering è il progetto realizzato da Digitalic e creato insieme a Pixartprinting: è un viaggio alla scoperta delle persone e dei luoghi dell’innovazione.

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Chris Bangle: “Il design è amore, da condividere” ultima modifica: 2015-10-28T17:27:20+00:00 da Francesco Marino
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