Lenticolare 3D in movimento

Un lenticolare 3D e anche in movimento realizzato per la copertina della rivista Digitalic.

Una forma perfetta. Un mondo, il nostro. Quello di Digitalic e di tutti quelli che ci seguono. Stiamo parlando della nostra splendida (giusto per essere modesti) copertina numero due. Una cover che doveva continuare a stupire tutto voi che ci avete dato fiducia da subito. E così abbiamo trovato altri due partner (e amici) che si sono cimentati in creatività e tecnica per realizzare una copertina che racchiude la tecnologia che amiamo e la tradizione più storica. Perché il nuovo, senza l’esperienza del passato sarebbe privo di essenza. Non esisterebbe. Ecco, dunque, Guatteri & Visual Project, industria grafica che si è cimentata in una stampa lenticolare che non è certo una passeggiata, insieme a Carlo Magrì, che si è sbizzarrito a ideare l’immagine grafica di quanto è stato stampato. Che coppia! Vi ringraziamo, perché avete reso possibile un nuovo sogno di Digitalic.

La terza dimensione, quella più difficile

Macchine uv, inchiostri uv, forni di essicazione, software 3D…  sono solo una parte delle difficoltà legate alla stampa del lenticolare, come ci ha raccontato Umberto Calloni, titolare e direttore commerciale di Guatteri & Visual Project srl industria grafica. Ma se le difficoltà tecnologiche potrebbero essere (tutto sommato) di facile soluzione, quelle più ostiche sono rappresentate da come viene pensato all’origine il progetto visuale, l’immagine da realizzare, insomma. Perché un lavoro riesca al meglio, infatti, andrebbe pensato insieme da creativo e stampatore. Se la creatività viaggia su un binario a sé, il rischio è di pensare a un’immagine splendida che, però, potrebbe essere irrealizzabile con il lenticolare. O, nelle ipotesi più fortunate, possa essere realizzata, ma non renda al meglio. Il movimento, infatti, è ciò che si deve ottenere. E perché l’occhio umano possa percepirlo al meglio,  il movimento migliore è quello che va dall’alto verso il basso e viceversa. Su quest’asse gli occhi si muovono contemporaneamente e in modo parallelo cosa che, nello spostamento destra/sinistra non accade in quanto – inevitabilmente – un occhio vede l’immagine prima dell’altro producendo una visualizzazione complessiva non perfetta. Insomma, come tutte le tecniche più complesse, anche il lenticolare andrebbe conosciuto bene allo scopo di ottenere un risultato eccellente. Fatte queste considerazioni, sorge spontanea la domanda. Qual è, dunque, il progetto ideale da realizzare con il lenticolare? Si tratta del “morphing”, come si chiama in gergo. Ovvero l’alternanza di immagini diverse che, però, per varietà cromatica, di forme e misure danno proprio l’idea di cambiare a 360°. L’esempio che ci ha fatto il Umberto Calloni di Guatteri & Visual Project srl industria grafica è quello di un progetto dove il volto di Bush e quello di Obama, si alternavano. Molto diversi i soggetti, eppure l’alternanza è risultata eccezionale. Ma dopo tutte queste premesse, secondo Guatteri, come è il risultato della di Digitalic? “E’ stata una copertina molto difficile, dove abbiamo dovuto mischiare una serie di effetti. Questo per la forma stessa che è stata scelta”, ha affermato ancora Umberto. La rotondità ai due estremi (polo nord e polo sud) è riuscita molto bene e si nota in modo evidente. La parte laterale ha un bell’effetto, anche se non esagerato. “Il risultato mi sembra davvero buono, ma noi siamo i severi giudici del nostro lavoro!”.

Guatteri & Visual Project srl

Questa industria litografica opera nel mercato delle arti grafiche, ricca di un passato di esperienze che le consentono di offrire un amplissimo ventaglio di lavorazioni e materiali che spaziano da eleganti quadri-penta ed esacromie con verniciature e plastificazioni lucide e opache a realizzazioni decisamente innovative quali le stampe lenticolari animate e tridimensionali, films plastici argento, oro e olografìci, lavorazioni uv di lastre di PP, PVC, PETG, APET, PS fino a 1 mm, films cinetici, stampe a caldo, foil a freddo, rilievi a secco, termografie e serigrafie.

L’immagine di Copertina
Una sfera scrivente… L’abbiamo detto, c’è la tecnica, ma c’è anche la creatività di Carlo Magrì che ha ideato un’immagine particolarmente d’impatto dove una sfera con i tasti di una macchina da scrivere sembrerebbe quasi paradossale se pensata abbinata a una rivista che parla di innovazione. “L’idea in sé lo è – ammette Carlo – ma esiste un filone di letteratura fantasy-fantascientifica che sfrutta questo paradosso, ovvero utilizza un’ambientazione storica (fine ottocento, principalmente) nella quale una tecnologia avveniristica introduce elementi di sorpresa e di rottura col continuum temporale. È a questo immaginario che la questa nostra “sfera scrivente” si rivolge ed è per questo che i materiali impiegati per questa macchina impossibile sono materiali antichi, come il piombo o l’ottone…”, semplice no come spiegazione? Ma non basta. Infatti, alla fantasia di Carlo, si sono unite le suggestioni del nostro direttore al quale è bastata una fotografia di antichi caratteri tipografici per scatenare l’immaginazione. Con questi ingredienti Carlo, ha disegnato una sfera formata da 648 caratteri tipografici tradizionali, distribuiti in maniera causale grazie a tecniche di “istancing” evolute, tipiche dei programmi di modellazione tridimensionale di ultima generazione. A parte i nove caratteri che compongono la scritta Digitalic, insomma, tutto il resto è generato in maniera autonoma e del tutto casuale dal motore di “intelligenza artificiale” del programma 3D utilizzato! E poi la scelta dei colori, stavolta per nulla casuale. Il rosso e blu, contrapposti, sono un omaggio alla visione stereoscopica e agli anaglifi… quelle immagini formate da due riprese parzialmente sovrapposte che sviluppano il loro effetto tridimensionale solo se visionate attraverso occhialini con lenti colorate rosso e blu. Anche in questo, Carlo, ha voluto ricordare che la visione stereoscopica è stata messa a punto alla fine del 1800, lo stesso periodo di riferimento che ha originato la sfera scrivente! “Mi sembra interessante un richiamo ai primi esperimenti di stereoscopia per una copertina che sfrutta la tecnologia lenticolare per creare la sensazione della terza dimensione”, ha concluso il nostro bravo architetto, creativo. E a noi, che oggi stringiamo in mano questa copia di Digitalic, non resta che dargli ragione.


Lenticolare 3D in movimento - Ultima modifica: 2011-12-20T12:15:19+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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