Digital recruiting, ovvero come le tecnologie cambiano la selezione del personale. Fino a vent’anni fa la carta stampata rappresentava lo strumento cardine per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Preistoria, considerando che l’avvento della rete ha cambiato il mondo del recruiting di oggi e, soprattutto, di domani

di Massimo Canorro

L’avvento della rete ha cambiato il mondo del recruiting di oggi e, soprattutto, di domani Il mondo del recruiting sta cambiando velocemente, anche grazie all’avvento di piattaforme multibrand di consulenza e soluzioni HR per il mondo del lavoro come The Adecco Group.
Numeri alla mano, Roberto Marazzini, Head of Digital Innovation di The Adecco Group Italia, spiega: “Nel 2016 il giro d’affari delle agenzie per il lavoro, nel nostro paese, ha superato gli 8 miliardi di euro. Il Gruppo Adecco ha una quota di mercato del 16%”. Riprende: “Il fatto che io abbia iniziato la mia avventura nel Gruppo da circa 6 mesi, insieme ad altri recenti ingressi in campo IT e Innovation, testimonia come l’azienda punti fortemente al mondo digitale, investendo in tecnologia e capitale umano”.

Digital recruiting: l’innovazione di Adecco

In merito ai fattori tecnologici che hanno modificato il settore, Marazzini fa riferimento alla gamification (“l’applicazione di dinamiche proprie dei giochi – virtuali e non – in contesti completamente diversi, come ad esempio la ricerca del personale”) e al lavoro da remoto (“motivazione, morale, riduzione dello stress sono solo alcuni dei benefici dimostrati”).

E ancora, l’importanza di strumenti gestionali “self-service” (“i dipendenti aziendali gestiscono autonomamente la propria burocrazia – dai permessi alle ferie ai certificati medici – usando portali e app interni all’organizzazione”), il video recruiting (“sono sempre di più le aziende che conducono alcune fasi di screening tramite video interviste”) e il benessere in azienda come ago della bilancia (“monitorare e migliorare lo stato psico-emotivo dei dipendenti è fondamentale”). Ma quali sono gli aspetti che l’innovazione potrebbe ancora modificare? “Penso ai colloqui al buio, con l’intelligenza artificiale ad occuparsi dello screening del candidato, omettendo nell’output necessario al professionista HR tutti i dati ritenuti a rischio pregiudizio.

Il recruiter effettua le proprie scelte esclusivamente sulle capacità del candidato”. E ancora, il cloud computing (“update automatici, accesso a banche dati e software e una protezione dati sempre migliore sono alcuni dei processi in cui il cloud semplifica la vita”), il continuous learning (“preparare i propri dipendenti al cambiamento anche grazie ad iniziative come il training & development che consente loro di seguire corsi di aggiornamento a spese dell’azienda”), Virtual Reality and Augmented Reality (“sono molte le organizzazioni che stanno sostituendo training sul campo con quelli tramite visori VR”) e People Analytics (“grazie alla condivisione di dati possiamo risalire alla storia lavorativa di ogni persona assunta”).

Roberto Marazzini, Head of Digital Innovation di The Adecco Group Italia digital recruiting

Roberto Marazzini, Head of Digital Innovation di The Adecco Group Italia

Digital recruiting: InfoJobs e la dinamicità del settore Ict

Un’altra job board di riferimento per il settore è InfoJobs, piattaforma digitale che mette in contatto aziende e candidati senza intermediare il processo di selezione che, di fatto, resta in capo alle aziende. Ogni mese il portale di recruting presente in Italia dal 2004 – dalla fine del 2009 è parte di Schibsted Media Group, tra i leader mondiali in ambito editoriale su stampa e online – conta oltre 440.000 candidati attivi alla ricerca di una nuova opportunità e, ogni giorno, oltre 1.000 nuove offerte di lavoro pubblicate da aziende di 20 diversi settori. Dall’Osservatorio InfoJobs sul Mercato del Lavoro, il settore dell’Ict è il secondo con un peso del 15% sul totale di offerte pubblicate su InfoJobs nel 2017 – che sono state circa 500.000 (+19,6% rispetto al 2016) – ed è cresciuto del 12,5% rispetto al 2016. E ancora, la categoria professionale Ict rappresenta la quinta ricercata a livello nazionale, con un peso del 6,8% e una crescita stabile rispetto al 2016, “attestando proprio la dinamicità e lo sviluppo del settore in Italia”, commenta Melany Libraro, Ceo di Schibsted Italy (che, oltre a InfoJobs, include le piattaforme Subito e Pagomeno).

digital recruiting Melany Libraro - Ceo di Schibsted Italy

Melany Libraro – Ceo di Schibsted Italy

Digital recruiting: Kelly Services e il valore del capitale umano

Fatturato 2017 pari a 54,6 milioni di euro, in crescita del 7% rispetto al 2016. È il risultato in Italia di Kelly Services, multinazionale americana presente nel nostro paese dal 1996, leader mondiale nella fornitura di servizi per le risorse umane. L’azienda continua il trend positivo, cominciato nel 2013, con ricavi totali che crescono costantemente del 5% annuo. La Ricerca & Selezione è il segmento che ha contribuito in maniera sostanziale al risultato, sfruttando al meglio le condizioni del mercato, registrando un + 16%. Dal 2013, infatti, ha registrato una crescita costante a doppia cifra, da 1,4 milioni a 3 milioni di euro, un valore più che raddoppiato con un tasso annuo di crescita del 20%.
“Tecnologia e innovazione sono elementi chiave per lo sviluppo Kelly Services – illustra Clara Bez, HR Director di Kelly Services Italia –, che punta da anni sullo sviluppo dei servizi offerti grazie al supporto della tecnologia, con investimenti tra il 5 e 10% dell’utile”. Per quanto riguarda gli aspetti tecnologici che, nel corso degli ultimi anni, hanno modificato alcuni ambiti del settore, Bez evidenzia: “Tra i mutamenti più evidenti c’è stata la modalità di individuare i candidati. Siamo passati dall’utilizzo della stampa per la pubblicazione degli annunci a modalità di sourcing totalmente online, tra piattaforme aziendali dedicate, job boards in evoluzione e il sempre crescente uso dei social network”. Allo stesso tempo, anche nella modalità di gestione dei lavoratori, il mondo è cambiato in modo sostanziale. “E la digitalizzazione ha giocato – e gioca – un ruolo fondamentale per facilitare tutte quelle attività amministrative che richiedono sia attenzione sia precisione e che possono essere svolte con maggiore efficienza con il supporto tecnologico: dal front Office per la gestione dei contratti, ai Crm, dal sistema di gestione presenze online alla stipula dei contratti con app dedicate”. Quindi Bez rimarca l’incidenza positiva, anche in prospettiva, del sourcing, “dalla comparsa di sistemi di recruiting on line, in grado di individuare i candidati in linea, alle piattaforme di domanda e offerta, anche disintermediate, sul modello Uber”.
Evoluzione a parte, ieri come oggi quale rimane il valore aggiunto del settore recruitment? “È il capitale umano e di relazione con clienti e candidati, che ogni giorno vengono messi in contatto dalle persone che lavorano presso le agenzie”.

digital recruiting Clara Bez - HR Director Kelly Services Italia

Clara Bez – HR Director Kelly Services Italia

Digital recruiting, come le tecnologie cambiano la selezione del personale ultima modifica: 2018-05-17T10:57:05+00:00 da Web Digitalic
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