I 21 criteri di valutazione per le Zone Rosse, Arancioni e Gialle

I 21 criteri in base ai quali l’Italia è stata divisa in tre fasce di rischio: tutti valori usati dal Governo per monitorare la pericolosità del Covid19 per Regione

Ci sono 21 criteri in base ai quali l’Italia è stata divisa in tre fasce per grado di rischio da Covid19: Zone rosse, Zone Arancioni e Zone Gialle, così come stabilito dal Dpcm di Novembre. La suddivisione è stata fatta in base a 21 criteri per il monitoraggio della diffusione del Covid19, definiti dal Ministero della Salute che si basano su dati provenienti dalle Regioni.

I 21 criteri per il monitoraggio riguardano diversi aspetti uno fondamentale è la qualità del dato, quindi di fatto la qualità del sistema informativo della Regione che li raccoglie. Significa che avere tecnologie più avanzate nella regola e gestione dei dati rende più difficile, per una regione finire nelle Zone rosse e lo dice espressamente.

Zone Rosse- Zone Arancioni- ZOne Gialle Mappa criteri

I 21 Criteri per la valutazione del rischio Covid19

1. Indicatori di processo sulla capacità di monitoraggio

1.1 (1) Numero di casi sintomatici notificati per mese in cui è indicata la data m1z10
· sintomi/totale di casi sintomatici notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.
1.2 (2) Numero di casi notificati per mese con storia di ricovero in ospedale (in reparti diversi dalla TI) in cui è indicata la data di ricovero/totale di casi con storia di ricovero in ospedale (in reparti diversi dalla TI) notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.
1.3 (3)Numero di casi notificati per mese con storia di trasferimento/ricovero in reparto di terapia intensiva (TI) in cui è indicata la data di trasferimento o ricovero in TI/totale di casi con storia di trasferimento/ricovero in terapia intensiva notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.
1.4 (4) Numero di casi notificati per mese in cui è riportato il comune di domicilio o residenza/totale di casi notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.
1.5 (5) Numero di checklist somministrate settimanalmente a strutture residenziali sociosanitarie (opzionale).
1.6 (6) Numero di strutture residenziali sociosanitarie rispondenti alla checklist settimanalmente con almeno una criticità riscontrata (opzionale).

2. Indicatori di processo sulla capacità di accertamento diagnostico, indagine e di gestione dei contatti:

2.1 (7) Percentuale di tamponi positivi escludendo per quanto possibile tutte le attività di screening e il “re-testing” degli stessi soggetti, complessivamente e per macro-setting (territoriale, PS/Ospedale, altro) per mese.
2.2 (8) Tempo tra data inizio sintomi e data di diagnosi.
2.3 (9) Tempo tra data inizio sintomi e data di isolamento (opzionale).
2.4 (10) Numero, tipologia di figure professionali e tempo/persona dedicate in ciascun servizio territoriale al contact-tracing.
2.5 (11) Numero, tipologia di figure professionali e tempo/persona dedicate in ciascun servizio territoriale alle attività di prelievo/invio ai laboratori di riferimento e monitoraggio dei contatti stretti e dei casi posti rispettivamente in quarantena e isolamento.
2.6 (12) Numero di casi confermati di infezione nella regione per cui sia stata effettuata una regolare indagine epidemiologica con ricerca dei contatti stretti/totale di nuovi casi di infezione confermati.

3. Indicatori di risultato relativi a stabilità di trasmissione e alla tenuta dei servizi sanitari:

3.1 (13) Numero di casi riportati alla Protezione civile negli ultimi 14 giorni.
3.2 (14) Rt calcolato sulla base della sorveglianza integrata ISS (si utilizzeranno due indicatori, basati su data inizio sintomi e data di ospedalizzazione).
3.3 (15) Numero di casi riportati alla sorveglianza sentinella COVID-net per settimana (opzionale).
3.4 (16) Numero di casi per data diagnosi e per data inizio sintomi riportati alla sorveglianza
integrata COVID-19 per giorno.
3.5 (17) Numero di nuovi focolai di trasmissione (2 o più casi epidemiologicamente collegati tra loro o un aumento inatteso nel numero di casi in un tempo e luogo definito).
3.6 (18) Numero di nuovi casi di infezione confermata da SARS-CoV-2 per Regione non associati a catene di trasmissione note.
3.7 (19) Numero di accessi al PS con classificazione ICD-9 compatibile con quadri sindromici riconducibili a COVID-19 (opzionale).
3.8 (20) Tasso di occupazione dei posti letto totali di Terapia Intensiva (codice 49) per pazienti COVID-19.
3.9 (21) Tasso di occupazione dei posti letto totali di Area Medica per pazienti COVID-19.

Come vengono valutati i 21 criteri

Nel valutare i 21 criteri per monitorare la gestione COVID-19 in Italia il Ministero della Salute valuta:
1) mantenimento di un numero di nuovi casi di infezione da SARS-CoV-2 stabile ovvero un aumento limitato nel numero di casi nel tempo e nello spazio, che possa essere indagato in modo adeguato·e contenibile con misure di controllo locali;
2) mantenimento o riduzione del numero di casi di trasmissione in strutture che ospitano popolazioni vulnerabili (cluster in ospedali, RSA, altre strutture assistenziali, case di riposo ecc.) e assenza di segnali di sovraccarico dei servizi sanitari.

Per alcuni criteri è stata stabilita una soglia di allerta in termini assoluti, per latri si fa una valutazione comparativa rispetto ai dati della settimana precedente.

L’ordinanza del Ministero della Salute sottolinea che “Una prima valutazione della qualità delle informazioni raccolte si effettuerà valutando la compliance della qualità minima dei sistemi informativi utilizzati per la raccolta attraverso indicatori di processo”. Quindi l’IT è fondamentale.

Quello che non si sa è il peso specifico di ciascuno dei 21 criteri: Quanto vale l’RT? Quanto pesano i posti liberi in terapia intensiva? Non si conosce ancora il peso specifico di ciascun elemento e quanti ne servono oltre la soglia di allerta per finire in Zona Rossa.

Tabelle di valutazione dei 21 criteri

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I 21 criteri di valutazione per le Zone Rosse, Arancioni e Gialle - Ultima modifica: 2020-11-06T13:09:43+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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