Tv streaming on demand tra conferme, novità e flop di mercato

Nuovi scenari e nuove piattaforme per l’offerta delle tv streaming on demand. Netflix continua a dominare mentre Amazon prepara la rivoluzione di Prime Video. Intanto nascono nuove piattaforme tra successi e flop di mercato.

Il Rapporto di Itmedia Consulting “Video on Demand in Europe: 2019-2022 – The Netflix’s Throne” evidenzia che il 2018 è stato l’anno di maggiore espansione per i servizi video on-demand nell’Europa occidentale. La crescita è destinata a non fermarsi e nei prossimi 4 anni si prevede un aumento esponenziale dei servizi di TV on demand e streaming in abbonamento. Il settore risente positivamente del traino di Netfilx, della spinta del 5G e dell’ingresso di nuovi operatori internazionali. Il rapporto stima che entro il 2022 il traffico in rete prodotto dai contenuti video supererà quello generato complessivamente dalla nascita di internet.

tv streaming on demand le novità

Per sostenere una costante produzione di contenuti esclusivi, per il futuro si prevedono fusioni e alleanze tra le grandi major hollywoodiane come Disney, Fox, Warner, Universal e gli operatori di telecomunicazioni e pay-TV che proporranno pacchetti quad-play (“quadruple play”) con un’offerta integrata di traffico dati, voce, e contenuti video.

Il covid-19 ha costretto a casa milioni dei persone che, oltre a sfornare torte a qualunque ora del giorno, hanno fatto maratone di serie TV. Ma il coronavirus sta mettendo alla prova anche questo settore. Non solo la TV tradizionale ha dovuto fare i conti con la sospensione dei programmi, poi la ripresa senza pubblico, né ospiti, anche le produzioni di fiction e serie hanno subito un arresto. Questo complica un po’ la condizione dei colossi dell’on demand, che, oltre al catalogo di film, contano sui propri contenuti originali e sulle nuove puntate delle serie TV.

Netflix non conosce crisi

Nello scenario di tracollo economico e finanziario che ha investito moltissimi comparti industriali in tempi di pandemia, Netflix è stato tra i pochi titoli a mantenere, o addirittura a vedere aumentare, il valore dei propri titoli azionari. Nel primo trimestre 2020 il colosso ha registrato quasi 16 milioni di nuovi abbonati nel mondo e da poco in Italia ha stretto un accordo con TIM per essere presente sul TimvisionPlus. Netflix rassicura i propri abbonati sul possibile ritardo o slittamento delle novità, affermando di avere riserve di contenuti video per completare la programmazione 2020 e 2021. In aprile diede notizia che le produzioni non si sarebbero fermate grazie alla possibilità di spostarle in Paesi meno a rischio, come l’Islanda e la Corea del Sud. Nel momento più nero del lockdown Netflix ha devoluto 150 milioni di dollari a sostegno del settore.

Amazon Prime inverte la tendenza: diventerà una TV tradizionale

prime video diventa tv tradizionale

Prime Video si prepara a diventare un’emittente tradizionale con un palinsesto 24/7

Tra i maggiori competitor di Netflix c’è Amazon con Prime Video, che compete soprattutto per i contenuti originali. Notizia recente è che la più grande internet company al mondo si prepara a varare un palinsesto 24/7. Invertendo la tendenza di tutti i suoi avversari, Prime Video, oltre all’offerta streaming on demand, avrà un’offerta tradizionale di programmi in diretta come un’emittente televisiva. La notizia è trapelata da alcune offerte lavorative della multinazionale che cerca figure di ingegneri senior specializzati nello sviluppo di software per la trasmissione video live, specificando che la tv lineare ha una prospettiva di crescita del 64% in due anni. Amazon, dunque somiglierà più a YouTube che a Natflix e, considerando le risorse a disposizione, forse ambisce a sfidare un altro gigante: SKY.

Tra poco sarà anche disponibile l’applicazione Prime Video sul Microsoft Store di Windows. Si tratterà di un’app UWP (Universal Windows Platform) quindi si potrà istallare su qualunque dispositivo Windows 10: PC desktop, laptop, Xbox e visore VR.

VatiVision: la nuova TV on demand per i cattolici

VitaVision la tv streaming dei cattolici

VatiVision è la nuova tv streaming on demand dedicata a contenuti di ispirazione cattolica

Dall’8 giugno è disponibile in Italia una nuova piattaforma di TV streaming on demand: VatiVision. Si tratta di un progetto a tema religioso, con serie Tv, film e documentari ispirati al messaggio cattolico. I contenuti possono essere noleggiati o acquistati. Molti lo hanno definito il “Netflix del Vaticano”, ma l’iniziativa non è, almeno ufficialmente, di tipo istituzionale: il Vaticano non è direttamente coinvolto. Certo, visto il nome e lo spirito di vativision.com c’è stata una presentazione ufficiale della piattaforma a Papa Francesco, ma la nuova TV on demand è un’iniziativa imprenditoriale privata, nata dalla collaborazione di Officina della Comunicazione, società di produzione cinematografica e Vetrya, gruppo italiano leader nello sviluppo di servizi, piattaforme e soluzioni digitali.

VatiVision, sarà presto disponibile al livello internazionale, per il momento rimane accessibile da smartphone, tablet, smart TV e set-top box TIMVision solo per l’Italia.

Il flop di Quibi, l’app di streaming video solo per smartphone

quibi app streaming on demand video per smartphone

Quibi è la nuova app di streaming video pensata esclusivamente per lo smartphone

Il 6 aprile ha debuttato Quibi, l’applicazione di streaming video pensata per una fruizione su smartphone. Jeffrey Katzemberg e Meg Whitman sono i due ideatori della piattaforma, che per ora, non sta avendo successo. L’idea di Quibi è offrire contenuti di breve durata (meno di 10 minuti), notiziari, show e persino film a episodi.

I “bocconcini di Quibi”, video di breve durata tra i 6 i 9 minuti, sono pensati non per una visione prolungata, ma per una breve pausa in cui non è possibile guardare video lunghi, ma giusto pillole. Un’app da viaggio o per intrattenersi nei brevi spostamenti. E proprio pensando che Quibi sarebbe stata l’app dei pendolari o di chi si sposta spesso in città per lavoro usando i mezzi pubblici, che il progetto ha mostrato la sua più grande falla all’alba dell’emergenza covid-19: tutti a casa senza spostamenti. Nonostante nelle intenzioni degli ideatori c’era una qualità alta delle produzioni, cercando di coinvolgere Hollywood e il mercato cinematografico, la qualità editoriale degli show lascia perplessi. Il flop ha fatto fuggire dirigenti e sponsor, che stanno rinegoziando gli accordi.

Ci si è messa anche una contesa legale per la tecnologia Turnstyle, ovvero la possibilità di guardare, senza soluzione di continuità, il video sia in verticale che in orizzontale, l’ideale per una fruizione mobile. Anche il fatto che non si possa fare screenshot mentre va il video, impedisce che le persone possano condividere meme sui programmi, spingendone la viralità. Inizialmente l’app era disponibile solo per mobile, ma ora stanno correndo ai ripari e già si parla di supporto per per AirPlay e Google Chromecast nonché della possibilità di entrare a far parte di Amazon Fire e Roku per essere presenti su altri device. L’abbonamento a Quibi costa Euro 8,99/mese, ma si può usufruire dei 3 mesi di prova gratuita. Il catalogo è ancora tutto in inglese.


Tv streaming on demand tra conferme, novità e flop di mercato - Ultima modifica: 2020-06-30T16:42:32+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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