La grande onda delle startup: Tokyo si prepara al miracolo economico

Segnali positivi arrivano dai dati relativi agli investimenti dei capitali di ventura. I numeri confermano che la locomotiva Giappone c’è, procede solo a rilento


C’è chi sostiene che in Giappone i miracoli economici accadono ogni 30 anni e il prossimo sembra essere stato avvistato all’orizzonte, lento, silenzioso, in marcia verso Tokyo. Il vento che tira è quello delle startup e dei cosiddetti business sostenibili, realtà ancora in esplorazione nel paese del sol levante, ma che ogni anno si espandono sempre più.

di Manuel Maiorelli, corrispondente da Tokyo*

Segnali positivi arrivano dai dati relativi agli investimenti dei capitali di ventura. Come riporta una ricerca del Venture Enterprise Center, infatti, l’ammontare degli investimenti in Giappone nel 2014-15 è pari a circa 883 milioni di euro contro 774 del 2012 e 660 del 2009. I numeri confermano che la locomotiva Giappone c’è, procede solo a rilento.
Importante anche l’intervento della politica con la cura (tanto discussa) “abenomics”: piano di riforme politico-economiche ideato da Shinzō Abe, Primo Ministro del Giappone, per il rilancio del Paese anche in ambito imprenditoriale.
Nel pacchetto di riforme si nascondono, infatti, deregolamentazioni rivolte alle medie e piccole imprese, con lo scopo di agevolare il processo investire/rischiare/fallire/re-investire. Un toccasana nel contesto imprenditoriale nipponico che fino ad ora ha dovuto affrontare un ambiente riluttante al rischio in cui il fallimento individuale non è accettato dalla società.
Nel frattempo, nella capitale, il fenomeno startup procede la sua marcia attraverso una cospicua rete di meetup, incontri e conferenze che occupano i calendari di giovani imprenditori in cerca di successo, molti dei quali provenienti dai giganti dell’IT come Rakuten, Google, Yahoo.
I raduni sono spesso gestiti dai cosiddetti incubatori di impresa come il Samurai Startup Island (SSI) situato nella baia di Tokyo. Lanciato nel 2008 con “soli” 2,5 milioni di euro in venture capital e ispiratosi all’etica del samurai (sacrificare sé stessi per aiutare gli altri), l’SSI di Sakakibara è fino a ora uno dei più grandi acceleratori d’impresa giapponesi che vanta più di 200 eventi all’anno e si pone come obiettivo il supporto al lancio di 500 aziende entro il prossimo decennio.

Lo scenario, tra software e hardware
Lo scenario delle startup in Giappone si presenta nel complesso eterogeneo: da Aircloset, un servizio di noleggio vestiti tramite cui ordinare online nel mondo del fashion, al crowdsourcing governato da Lancers, che vanta più di 720 mila “task in progress” con prestazioni di design, traduzioni, articoli; c’è Tokyo Otaku Mode, store dedicato alla pop culture nipponica in cui i fanatici (non solo giovani) possono acquistare prodotti relativi ai personaggi di anime, fumetti e videogame, oppure, nel mondo e-commerce, spunta Base, un servizio online che offre la possibilità di creare il proprio web store a costo zero e in soli tre minuti, grazie a un’interfaccia semplice e all’avanguardia nel design.
Anche la sezione hardware vanta esperimenti interessanti: da imprese di spessore già affermate come Terra Motors, produttore di veicoli elettrici a due ruote, a realtà work in progress come Pluto, un sistema di controllo remoto per gli elettrodomestici di casa. Da esperimenti come Chatperf add-on per iPhone, che rilascia odori differenti in base alle notifiche del cellulare, a D Free, un sistema che una volta indossato vicino all’intestino notifica all’utente quando è ora di fare i bisogni. Non mancano nemmeno le soluzioni green come dimostra Com3Power che con il prodotto Ami promuove efficienza e riduzione dei costi dell’energia consumata dai pannelli solari.
Tra le più promettenti vi è la vincitrice del Startup Tour Japan 2015 in Kyoto: Up Performa con il prodotto wearable Eagle Eye. Si tratta di una combinazione hardware/software che permette di visualizzare i movimenti degli atleti durante gli allenamenti sportivi, misurandone la posizione, la velocità e qualsiasi statistica rivolta alla mobilità a un prezzo accettabile anche a livello amatoriale: 135 € a gadget, più 7€ per il servizio di analisi e statistica tramite app. L’esperimento nasce dal crescente interesse verso l’analisi statistica nel mondo del calcio in cui orbitano 212.000 squadre (pro e non) esistenti tra Europa, Stati Uniti e Oriente.
Forse il miracolo economico in Giappone non avverrà nell’immediato, piuttosto bisognerà aspettare ancora alcuni anni. Nel frattempo gli investitori temporeggiano e si godono un pot-pourri di creatività e fantasia, che si sa, in Giappone non manca mai.

 

 

RISORSE

1. Dalla ricerca del Venture Enterprise Center pubblicata ad agosto 2015 emerge che il 53,9% degli investimenti nel 2014 sono stati destinati al mondo IT (nel 2013 era il 49,5%). Il secondo settore che attira gli investimenti (con il 16,2%) è quello delle biotecnologie, servizi medicali e salute. I dati sono disponibili online al link: http://urly.it/214xu
2. Una startup al servizio delle startup: Samurai Startup Island offre una varietà di servizi ai giovani imprenditori, dai consigli legali (gratuiti) allo spazio per uffici a basso costo, dalle macchine per il caffè ai letti per chi vuole passare la notte ad innovare.
http://urly.it/214xv
3. Il nome Abenomics – da Abe (nome del suo sostenitore, l’attuale Primo Ministro giapponese Shinzō Abe) ed Economics – è una serie di iniziative macroeconomiche messe in pratica dalla primavera del 2013 allo scopo di sollevare il Giappone da una decennale depressione economica.

 

*Nato in un piccolo paese dell’Emilia scopre l’Oriente attraverso la lettura dei grandi viaggiatori del passato. Cercando di seguirne i passi si laurea in Lingue e Culture dell’Asia. Dopo tante avventure nel continente asiatico e attirato dall’intreccio armonioso tra tecnologia, modernità e tradizione si ferma nella punta più estrema d’Oriente: il Giappone.

Japan startup Yokohama city and Mt. Fuji
Tokyo startup - tower night


La grande onda delle startup: Tokyo si prepara al miracolo economico - Ultima modifica: 2015-10-06T12:09:09+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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